<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833</id><updated>2012-02-27T18:14:11.524-08:00</updated><category term='vendola'/><category term='dante'/><category term='sagome'/><category term='italia'/><category term='Fiorello'/><category term='compagni'/><category term='gmg madrid'/><category term='sfigati'/><category term='franco rina'/><category term='celentano'/><category term='saviano'/><category term='guido vicino'/><category term='san paolo'/><category term='prediche'/><category term='amici'/><category term='indignados'/><category term='mughini'/><category term='&apos;77'/><category term='benigni'/><category term='obama'/><category term='Policoro'/><category term='Scuola'/><category term='verbum domini'/><category term='Personaggi'/><category term='Opinioni'/><category term='&apos;68'/><category term='buzzati'/><category term='antonio viera'/><category term='comunismo'/><category term='rondoni'/><category term='esegesi inno mameli'/><category term='liceo laterza'/><category term='cangrande della scala'/><category term='scontri'/><category term='berlusconi'/><category term='chiesa'/><category term='martone'/><category term='d&apos;avanzo'/><category term='debra granik'/><category term='integrazione'/><title type='text'>LA PRO - VOCAZIONE                                            (blog di Pino Suriano)</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>104</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6407743653833671789</id><published>2012-02-17T06:34:00.001-08:00</published><updated>2012-02-17T06:43:29.084-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='saviano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='celentano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rondoni'/><title type='text'>Celentano, Saviano e la Tv che si fa Messa</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 9pt; line-height: 115%;"&gt;Chi mi segue, mi legge o mi conosce se ne sarà accorto da tempo: non amo i “predicatori” televisivi alla Celentano &amp;nbsp;o alla Saviano. Uso questo termine per indicare chiunque proietti coscientemente su di sé e sul proprio messaggio, attraverso un particolare metodo comunicativo, una sorta di dimensione salvifica, di novità assoluta, di spiritualità nuova. E’ un metodo che si serve di strumenti particolari, di “canovacci teatrali” direi: la ripetitività di frasi o situazioni, la sacralità di certi momenti, la spinta emozionale. Musica e silenzi hanno in questo un ruolo &amp;nbsp;fondamentale (ricordate i monologhi di Saviano?). Domina, insomma, una sorta di “ritualità liturgica”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 9pt; line-height: 115%;"&gt;Lo scopo è quello di trasformare (mediaticamente) un uomo in&amp;nbsp; una luce, una fonte di verità, quasi un punto di speranza per gli altri. Per farlo è necessaria una prima fase di accreditamento verso il pubblico: l’eroe deve essere indiscutibilmente buono o, almeno, apparire come tale. Per lo scopo sono indispensabili massicce dosi di buonismo ( fa all’uopo anche un po’ di carità ostentata) e l’indiscutibilità dei contenuti espressi (Saviano ha usato le mafie e l’unità nazionale, Celentano la carità e l’ambientalismo). Come obiettare sulla loro bontà? E in fondo, chi li conosce veramente, personalmente?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 9pt; line-height: 115%;"&gt;Naturalmente, per tutto questo e per i relativi ascolti, è utilissima anche la creazione di un certo alone di mistero, per accentuare l’aspettativa mediatica: che dirà stavolta, con chi se la prenderà? In fondo, Celentano da trent’anni attira attenzione su di sé non per quello che dice, ma per l’attesa creata su ciò che dice. E’ un giochetto al quale la stessa Rai ha prestato il proprio fianco e grazie al quale ha raccolto pubblicità, salvo poi ipocritamente commissariare Sanremo per “controllarlo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 9pt; line-height: 115%;"&gt;In questo ben preparato clima di buona accoglienza e di attesa, si arriva al vero clou delle performance liturgiche: &amp;nbsp;i più violenti attacchi verso coloro che, a turno, paiono essere i veri nemici del Bene assoluto proclamato dai “predicatori” e dal loro popolo (per Saviano la Lega o la Chiesa, sempre facilmente attaccabili dal politicamente corretto italiano; per Celentano giornali cattolici, Consulta, o addirittura il povero Aldo Grasso). E così il predicatore, per il suo popolo, non è più solo buono ma anche coraggioso, “perché ha il coraggio di dire come stanno le cose”. E’ così atteso, richiesto, sperato, l’attacco dei potenti. Il predicatore ha così completato l’opera: è vittima di censura. La quale, si sa, produce ascolti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 9pt; line-height: 115%;"&gt;Ebbene, io ho l’orgoglio “LAICO” (e mi verrebbe davvero da urlare su questa parola) di non credere a queste liturgie. Ho l’orgoglio laico di non credere che le loro parole siano davvero coraggiose, o, come dice qualcuno, addirittura “destabilizzanti”. E che cosa destabilizzerebbero? Semmai stabilizzano (&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/mobile/Cinema-Televisione-e-Media/2012/2/15/SANREMO-2012-1-L-Italia-decrepita-e-moralista-dei-celentani-e-dei-morandi/243704/"&gt;ecco, in proposito, unabella meditazione di Davide Rondoni sull’argomento. Mi ha ispirato non poco&lt;/a&gt;). Ho l’orgoglio laico di non credere alle favole e ai miti, neppure a quello secondo cui persone a cui viene concesso di predicare dal pulpito di Rai 1 (mica da Studio 100 o Blu Tv) possano dire cose veramente, profondamente destabilizzanti. E dai… un po’ di &lt;i&gt;logos.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 9pt; line-height: 115%;"&gt;P.S. Sempre, quando rifletto su queste cose, mi tornano in mente &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=A3ACSmZTejQ"&gt;queste parole diPasolini.&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 9pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 9pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;b&gt;Pino Suriano&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6407743653833671789?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6407743653833671789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6407743653833671789&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6407743653833671789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6407743653833671789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2012/02/celentano-saviano-e-la-tv-che-si-fa.html' title='Celentano, Saviano e la Tv che si fa Messa'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-4842170778296419213</id><published>2012-02-13T15:32:00.001-08:00</published><updated>2012-02-13T15:32:52.976-08:00</updated><title type='text'>RENZO, MANZONI E LA CARITA'</title><content type='html'>Un parroco di Manduria mi chiede di scrivere un pensiero sulla carit&amp;#224; per il suo settimanale parrocchiale. Il giorno dopo entro in una classe per una sostituzione. Hanno letto da poco il XVI capitolo dei Promessi Sposi, insieme leggiamo il XVII: una delle pi&amp;#249; belle immagini di carit&amp;#224;. E&amp;#39; stato fin troppo facile (e bello) scrivere questo:&lt;p&gt;&lt;br&gt;Cos&amp;#39;&amp;#232; la carit&amp;#224;, nella sua forma pi&amp;#249; autentica? Un&amp;#39;immagine letteraria, pi&amp;#249; che un&amp;#39;astratta definizione intellettuale, pu&amp;#242; accompagnarci nella comprensione. L&amp;#39;ha donata ai lettori di ogni tempo Alessandro Manzoni, nel XVII capitolo dei suoi Promessi Sposi. Vi &amp;#232; narrato il tumultuoso viaggio di Renzo verso Bergamo, dopo le vicende della rivolta di Milano che lo hanno involontariamente trasformato in un latitante fuorilegge. Nel pieno della notte, affranto e sfiduciato per le difficolt&amp;#224; della condizione, il giovane si ritrova stanco e bisognoso di un giaciglio per dormire. Quando ha perso ogni speranza di trovarlo, scorge un vecchio casolare che subito adibisce all&amp;#39;uso. Non prima, per&amp;#242;, di aver ringraziato Dio per avergli donato quel riposo non scontato, seppur modesto.&lt;br&gt;L&amp;#39;indomani, appena dopo aver ripreso il cammino, sente il rumore della corrente del fiume Adda, che gli fa presagire di essere giunto alla meta. &amp;quot;E&amp;#39; l&amp;#39;Adda&amp;quot; comincia a urlare in preda alla gioia. &lt;br&gt;Pieno di gratitudine per la meta raggiunta, Renzo scorge un&amp;#39;osteria e subito sorge in lui una gran voglia di ristoro. E cos&amp;#236; spende quasi tutti i suoi ultimi spiccioli per il pranzo.&lt;br&gt;Gliene restano pochissimi. All&amp;#39;uscita dal locale, tutto soddisfatto per lo stato di saziet&amp;#224; raggiunto, si imbatte in una famiglia di mendicanti: un uomo e una donna, con un bimbo in braccio. Non parlano, ma &amp;#232; il loro stesso volto ad esprimere il bisogno. A Renzo, come detto, restano pochi spiccioli, ma il volto di quegli uomini &amp;#232; per lui una sfida. Che fare? Evitarli, pensando alla propria condizione di fuggiasco e alle possibili esigenze economiche che potrebbero sopraggiungere? O donare quel poco rimastogli? A quel punto il giovane, con un gesto quasi rabbioso, cava dalla tasca gli ultimi spiccioli e li porge ai poveretti, pronunciando le parole pi&amp;#249; note del romanzo: &amp;quot;La c&amp;#39;&amp;#232; la Provvidenza&amp;quot;. Sono parole che esprimono le ragioni del gesto. Lui stesso, infatti, si sente strumento di quella stessa Provvidenza di cui si era sentito oggetto la sera prima.&lt;br&gt;La sua non &amp;#232;  la carit&amp;#224; casuale di chi ha tanto e d&amp;#224; poco, ma quella totale di chi offre tutto ci&amp;#242; che ha, perch&amp;#233; &amp;#232; grato per ci&amp;#242; che lui stesso ha ricevuto, fosse anche un semplice giaciglio per dormire.&lt;br&gt;La carit&amp;#224;, perci&amp;#242;, non &amp;#232; il tentativo ossessivo di dare un senso alla vita facendo del bene (questo possono farlo tutti, non solo i cattolici) ma il contraccolpo di un uomo grato per ci&amp;#242; che lui stesso riceve. Si pu&amp;#242; fare carit&amp;#224; solo se ci si scopre oggetto di una carit&amp;#224; pi&amp;#249; grande. E&amp;#39; la carit&amp;#224; perenne di Colui che ci ha fatti, ci fa e ci ama, istante per istante. Scoprirlo &amp;#232; quanto di pi&amp;#249; bello possa accadere nella vita.&lt;p&gt;Pino Suriano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-4842170778296419213?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/4842170778296419213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=4842170778296419213&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4842170778296419213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4842170778296419213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2012/02/renzo-manzoni-e-la-carita.html' title='RENZO, MANZONI E LA CARITA&apos;'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-2266016085030876824</id><published>2012-01-28T08:37:00.000-08:00</published><updated>2012-01-28T11:30:49.746-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='buzzati'/><title type='text'>Quei racconti del Mistero. Dino Buzzati moriva 40 anni fa</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Grazie a &lt;a href="https://twitter.com/"&gt;Twitter&lt;/a&gt; ho scoperto che esattamente &lt;b&gt;&lt;u&gt;quaranta anni fa moriva &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dino_Buzzati"&gt;Dino Buzzati&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;. Quando mi capita di consigliare una lettura “moderna” in italiano, finisco sempre per fare il suo nome. I suoi racconti, precisamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Quando consiglio, di solito, penso a ciò che io stesso cerco in un libro. &amp;nbsp;Solitamente è questo: &lt;b&gt;&lt;u&gt;brevità, intrigo, profondità, paratassi&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;. I suoi racconti non ne sono privi, anzi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Fin qui i miei gusti. Poi c’è dell’altro. Mi riferisco a quelle due o tre cose senza le quali la letteratura non sarebbe letteratura: &lt;b&gt;&lt;u&gt;il Mistero, la Morte, la Bellezza. &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;Il Mistero penetra ogni rigo della sua opera, anche nello stile. Non per caso è la parola che lui stesso volle usare per il titolo della sua raccolta più nota, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_boutique_del_mistero"&gt;“La boutique del mistero”&lt;/a&gt;. La Morte? Con lui i personaggi sono comprimari, simboli quasi anonimi&amp;nbsp; con nomi normalissimi: la protagonista, la regina, è Lei. E la Bellezza? Suvvia, la Bellezza in Buzzati? Ma se in lui è tutto cupo, triste, chiuso, solitario? La nebbia, Milano, quello strano e delicato alone horror? Sì, la Bellezza in Buzzati! La leggo in ogni rigo, nel cupo delle sue morti tristi e solitarie. C’è, nello sfondo di ogni suo racconto, nello strano desiderio di non morire dei suoi personaggi, nelle loro attrazioni folgoranti. Nel desiderio del suo autore. Che mai avrebbe scritto tanto di morte se non per un desiderio profondo, immenso, di Vita e Felicità! Come avrebbe scritto, altrimenti, frasi come questa: &lt;b&gt;&lt;u&gt;“Grandi sono le soddisfazioni di una vita laboriosa, agiata e tranquilla, ma ancora più grande è l'attrazione dell'abisso"&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;. Sì, l'attrazione... Mi fermo. Leggete Il Colombre &amp;nbsp;per capirmi di più. &lt;a href="http://www.colombre.it/files/Il_colombre.pdf"&gt;Basta cliccare qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cultura/eventi/2012/buzzati/"&gt;Qui, invece, una bella pagina che oggi Il Corriere ha fatto per lui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-2266016085030876824?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/2266016085030876824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=2266016085030876824&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2266016085030876824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2266016085030876824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2012/01/quei-racconti-del-mistero-dino-buzzati.html' title='Quei racconti del Mistero. Dino Buzzati moriva 40 anni fa'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-2974485383510706385</id><published>2012-01-26T04:23:00.000-08:00</published><updated>2012-01-26T09:07:06.175-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfigati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='martone'/><title type='text'>SFIGATI. PERCHE' CLICCO "MI PIACE" ALLE PAROLE DEL VICEMINISTRO</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 10pt;"&gt;Qui lo dico e non lo nego: voglio dare il “mi piace” alle parole del viceministro Martone, sulle quali i partiti hanno sparato compatti in questi giorni, fino a costringerlo alla solita precisazione politically correct. Ecco le parole incriminate: «&lt;u&gt;&lt;b&gt;Dobbiamo iniziare a far passare messaggi culturali positivi. Dobbiamo dire ai nostri giovani che se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto tecnico professionale sei bravo e che essere secchione è bello. Almeno hai fatto qualcosa».&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 10pt;"&gt;Si sarà espresso male, avrà colorato troppo i toni, avrà mancato di rispetto agli studenti non colpevoli del ritardo (disabili, lavoratori, etc.), ma ha detto cose vere. Diciamo pure che ha sdoganato un aspetto della nostra mentalità molto (troppo) diffuso e dannoso: &lt;b&gt;&lt;u&gt;la mancanza di lealtà. &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;E’ quella che serve da adolescenti per autovalutarsi, è la stessa che serve da adulti, quando la rincorsa della laurea a tutti i costi fa perdere di vista l'orologio e ogni possibile costruzione per il futuro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 10pt;"&gt;Osservo questo panorama da un punto di vista privilegiato, quello della scuola secondaria, dove tante scelte di orientamento nascono da "progetti" ( o ambizioni di visibilità sociale) dei genitori piuttosto che dalla considerazione delle reali volontà o potenzialità dei ragazzi. Quanto è difficile, oggi, comunicare a un ragazzo (o, meglio, alla sua famiglia) che un percorso di studio professionale non è una “vergogna” e che può essere un reale spunto di realizzazione del proprio talento, fino a possibili sviluppi imprenditoriali, se non addirittura creativi.&lt;br /&gt;Quanto è difficile poter dire che l'orgoglio di un padre e di una madre non possono e non devono coincidere con il poter dire "mio figlio è laureato". &lt;b&gt;&lt;u&gt;Le conquiste del diritto allo studio sono nate in Italia come sforzo per una giusta mobilità sociale e le pari opportunità ("anche l'operaio vuole il figlio dottore"). Oggi, per molti, la laurea è diventata uno status symbol irrinunciabile, un'ossessione "piccolo-borghese": "che famiglia siamo senza un laureato?"&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Di questa mentalità balorda portano il peso i tanti che (spesso per debolezza più che per ostinazione) non mollano e continuano a barcamenarsi senza nulla concludere all'Università.&lt;br /&gt;Quanto è difficile dirlo. Forse da oggi lo sarà un po' meno, grazie a questo viceministro buffoncello di 38 anni, saccente, snob e figlio di papà. Ma che ci possiamo fare se ha detto cose vere? Meglio diretti... e un po' "offensivi", che immobili nell'errore. Come questo Governo, che non è simpatico e ha tante contraddizioni: conflitti di interesse, una legittimazione non popolare e, forse, addirittura "straniera". Ma nessuno può dire che sia immobile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 10pt;"&gt;&lt;b&gt;Pino Suriano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-2974485383510706385?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/2974485383510706385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=2974485383510706385&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2974485383510706385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2974485383510706385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2012/01/sfigati-perche-clicco-mi-piace-alle.html' title='SFIGATI. PERCHE&apos; CLICCO &quot;MI PIACE&quot; ALLE PAROLE DEL VICEMINISTRO'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6338789098960643018</id><published>2011-12-22T07:42:00.000-08:00</published><updated>2011-12-22T07:56:38.485-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fiorello'/><title type='text'>W Fiorello</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #222222; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;“Pino, ma davvero ti piace Fiorello?”. “Che ci trovi in lui?”. Me lo hanno chiesto, su Facebook, alcuni amici, forse sorpresi dal mio spirito “ultrà” per lo show man siciliano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #222222; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Provo a rispondere, ammettendo subito che io stesso mi sorprendo a scoprirmi “tifoso” del più disimpegnato dei comici italiani, il campione dell’”Italia che ride per dimenticare”. &amp;nbsp;Cosa mi piace di lui, allora? Paradossalmente proprio questo: il “disimpegno”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #222222; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Mi spiego. Non c’è, in lui, quel sentirsi “indispensabile” che ha caratterizzato tanta satira del martirio (da Guzzanti a Luttazzi), o tanta tv della missione civile (da Santoro a Saviano). Fiorello quasi ci tiene a mostrarci che non si sente portatore di una moralità superiore, non pensa assolutamente che il proprio pubblico sia la cosiddetta “parte sana” (ma esiste?) dell’Italia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #222222; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Anzi, rispetto a tutto ciò, arriva quasi come un toccasana per l’anima. Nel suo disimpegno intelligente c’è implicito un messaggio: &lt;b&gt;&lt;u&gt;la televisione, lo spettacolo, non salvano un bel niente. Come la politica, del resto.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #222222; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Da questa leggerezza – di sé e del proprio compito – nasce la sua arte dissacrante. Perché solo se non ci si sente “sacri” e indispensabili (o almeno migliori degli altri) si è liberi di guardare le cose con gli occhi dell’ironia e dell’allegria. Senza isterismi, senza livori. Solo così si riesce a ridere di tutti. &amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Perché di tutti (buoni e cattivi…ma esistono?) c’è da ridere.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; Perché in tutti c’è il limite, in tutti c’è l’umano. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #222222; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;La forza di Fiorello sta in questo: &lt;b&gt;&lt;u&gt;fa ridere perché sa ridere delle cose &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;(come per Mike: lo abbiamo guardato per anni senza ridere, Fiorello ce ne ha fatto scoprire il lato comico).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #222222; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Anche il suo pubblico, quando lo segue, diventa come lui. Per vedere Fiorello non c’è bisogno di sentirsi intelligenti, non c’è bisogno di chissà quale coscienza civile o purezza d’animo. Con lui non ridono solo quelli che leggono “Kant prima di andare a letto” (Umberto Eco dixit). Ne hanno diritto – per fortuna – anche quelli che fanno cose meno edificanti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #222222; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Mi piace pensare, poi, a un legame tra la sua leggerezza umile e la sua bella biografia di “salvato”: salvato dalla droga, grazie all’amore della moglie e per la moglie. Uno così sa di non essere un “perfetto”: questa umiltà lo rende subito il primo oggetto della propria ironia. “Guardatemi – sembra dire – anche io sono contraddittorio. Sono qui per i soldi. Per il successo. Perché dovrei fare l’eroe? Eroe di cosa?”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #222222; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Ho infine un’intuizione. La sua allegria non mi sembra priva si senso, nichilista. Lo si vede (l’ho seguito in radio per anni) da come parla dell’amore, della moglie, della figlia, della vita, di Dio: “ci credo ma ho molti dubbi, e questo non è buono, perché vorrei credere senza averli”. Nel suo invito all’“allegria” c’è qualcosa di bello, quasi un moto spontaneo dell’animo: “non c’è nessun motivo al mondo per cui non si debba essere allegri”. E’ vero. W Fiorello. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #222222; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6338789098960643018?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6338789098960643018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6338789098960643018&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6338789098960643018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6338789098960643018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/12/w-fiorello.html' title='W Fiorello'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-9203642707386714646</id><published>2011-12-04T11:12:00.000-08:00</published><updated>2011-12-04T11:19:08.138-08:00</updated><title type='text'>Lucio Magri. Onore a uno "sconfitto leale"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 115%;"&gt;Da cattolico potrei spendere parole per dire che non è coraggioso il modo in cui se n'è andato Lucio Magri. Non è di questo che voglio scrivere, perché di quest’uomo, che ho letteralmente "scoperto"&amp;nbsp; nei giorni successivi alla sua morte, mi ha colpito altro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;La metterei in questi termini: di Lucio Magri mi ha colpito la coscienza, chiara e lucida, del proprio fallimento. Sapeva di avere fallito e lo diceva senza giri di parole. Vedeva con chiarezza che il mondo da lui vagheggiato, quello per cui aveva combattuto, era tanto, troppo lontano da quello presente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt; &lt;span class="apple-style-span"&gt;Il suo ultimo libro, non per caso, si intitolava "Il Sarto di Ulm". La metafora era presa in prestito da un testo di Brecht, &lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;con il protagonista che si sfracella a terra perché non sa volare: ucciso da un'ambizione troppo grande, o almeno troppo grande per i suoi contemporanei. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Incapace di volare. Così si sarà sentito Lucio Magri negli ultimi, razionali e lucidi, anni della sua vita. Non lo ha mai nascosto, non lo ha coperto con il surrogato di una battaglia piccola piccola, non si è voluto convincere che il problema della storia collettiva (o il compito della vita personale) fosse cacciare Berlusconi o la libertà di Santoro in Rai.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt; &lt;span class="apple-style-span"&gt;Lui, come quel sarto, voleva volare più in alto, dove le parole libertà, giustizia, uguaglianza, hanno il suono dolce della definitività e dell’autenticità, come in ogni utopia che si rispetti.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Lucio Magri se n'è andato con la sconfitta nel cuore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt; &lt;span class="apple-style-span"&gt;La sua storia culturale mi ha ricordato quella di un altro grande comunista, Arcangelo Leone De Castris, critico letterario che ho avuto la fortuna di incontrare personalmente nel 2000. "Mi salva dal suicidio - disse la prima volta che lo sentii parlare &amp;nbsp;- l'idea che a questo mondo potrò dare un contributo vero di rivoluzione. Ma se così non fosse...". Diceva queste parole con serietà, tra l'ironia e il compiatimento di molti (e alcuni erano i suoi allievi della prima ora, poi piazzati nelle cattedre universitarie). Non c'era bisogno di occhiali per vedere quanto questi ultimi fossero più piccoli e meschini di lui, quanto fossero lontani dall'imponenza delle parole che usava. Proprio su quella parola, "suicidio", loro sorridevano. Per De Castris era, invece, la radicale alternativa di chi non poteva vivere una vita senza un significato veramente grande, perché tale è il cuore dell'uomo. Morì nel suo letto nel 2010.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;Una statura umana non inferiore deve aver avuto Lucio Magri, che ha fatto una scelta diversa: persa la moglie (ultima speranza e ultimo romantico barlume di senso) ha affermato questa alternativa con il gesto estremo. A pag. 387 del Sarto di Ulm aveva scritto queste parole bellissime: “Arrivo ora all’ultima tappa del mio lavoro, la fine del Pci. Ci arrivo in condizioni pessime. Anzitutto e soprattutto perché – dopo un breve intervallo – riprendo la penna in mano nel momento in cui vivo un dramma umano profondo. È scomparsa la mia amatissima compagna Mara: non solo un dolore, ma una amputazione di me stesso, che non si rimarginerà, rende opaca l’intelligenza e fiacca la volontà”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 115%;"&gt;Voglio essere chiaro: uno sconfitto non è e non può essere un eroe, e davvero fa sorridere che possa diventare bandiera di qualche passerella festante (e dov’è la festa?) dei Radicali. Eppure mi piace, quasi silenziosamente, togliere il cappello davanti a chi non ha avuto paura di decretare la propria sconfitta. Che la terra gli sia lieve, e che il Signore possa accoglierlo. Spero che voglia farlo: la resa di quest’uomo, ateo leale e consapevole, è un omaggio alla Sua grandezza. E' il riaffermarsi, prepotente, dalla frase più “presuntuosa”, terribile e folgorante che Suo Figlio abbia detto nella sua vita: "Senza di me non potete fare nulla" (Gv, 15,5).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 115%;"&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 9.5pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-9203642707386714646?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/9203642707386714646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=9203642707386714646&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/9203642707386714646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/9203642707386714646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/12/lucio-magri-onore-uno-sconfitto-leale.html' title='Lucio Magri. Onore a uno &quot;sconfitto leale&quot;'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-2771860623309835230</id><published>2011-11-28T04:51:00.000-08:00</published><updated>2011-11-28T04:59:36.504-08:00</updated><title type='text'>Banco Alimentare: Non solo un aiuto ai poveri</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-7hmT-5bJA7M/TtODlEOB-DI/AAAAAAAABUw/mlrHoxXtrrI/s1600/quotidiano+prima+pagina.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-7hmT-5bJA7M/TtODlEOB-DI/AAAAAAAABUw/mlrHoxXtrrI/s320/quotidiano+prima+pagina.gif" width="210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;L'articolo pubblicato sabato mattina sulla prima pagina del &lt;a href="http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/"&gt;Quotidiano della Basilicata&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;Oggi, nei supermercati di tutta Italia, gireranno in pettorina gialla i volontari del Banco Alimentare. Non mancheranno neppure in Basilicata, per chiedere agli avventori dei negozi di acquistare prodotti non deperibili da recapitare ai poveri del Paese. Visti i tempi che corrono, non sarà un’impresa facile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;Si tratta di una di quelle iniziative alle quali è fin troppo facile dare la propria approvazione. “Aiuta i poveri – si sente dire - è un gesto nobile, costruttivo, tanto più in tempi di crisi” eccetera eccetera. Lo dicono in tanti. Io, invece, vorrei provare a spostare l’attenzione sul più grande paradosso che caratterizza l’evento. E’ questo: molti dei volontari impegnati - tra cui io stesso - sarebbero lì anche se non si raccogliesse un pacco di pasta, anche se neppure un povero fosse aiutato!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;Proprio così: il motore principale di una raccolta per i poveri non è aiutare i poveri. Non lo invento dal nulla. Basti pensare che molti dei volontari che saranno impegnati, durante l’estate, vanno a fare volontariato anche a Rimini, gratuitamente e pagandosi vitto e alloggio. Lì non aiutano i poveri, ma tengono in piedi una kermesse internazionale (è il famoso Meeting di Rimini) che costa milioni di euro. Sarebbero soldi sufficienti per sfamare centinaia di famiglie povere, eppure molti volontari lo fanno -&amp;nbsp; dicono - per la stessa ragione per cui fanno il Banco Alimentare. Un gran bel paradosso, no? In tanti, sbrigativamente, lo ritengono semplicemente un’incoerenza. Non lo è.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;Cosa c’è, allora, all’origine di questa apparente contraddizione? Qual è, insomma, la ragione che “muove la baracca”, se non, almeno in prima istanza, l’aiuto alle famiglie povere? Per non generalizzare, proverò a spiegare almeno la ragione per cui lo faccio io. Lo dico in modo “brutale”: ciò che mi porta a farlo è l’aver scoperto il cristianesimo (nella Chiesa Cattolica) come la “cosa” più bella e umana della vita, che la riempie di gioia e speranza, e accende il desiderio (talvolta vivo e talvolta pigro, ma sempre insopprimibile) di comunicare al mondo questa bella notizia. Quasi per un contraccolpo di contentezza, più che per un nobile scopo, ci si lancia nella cose: facendo i volontari al Meeting o al Banco, facendo il proprio lavoro con impegno o vivendo la dimensione familiare. E’ la stessa cosa. Il Banco, perciò, è lo slancio di una vita che porta una bella notizia, non lo sforzo ossessivo di darle un senso facendo il bene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;&amp;nbsp;Del resto tanti altri fanno volontariato e beneficienza di questo tipo: tante realtà sociali (dai marxisti ai massoni), tanta gente comune. Per carità, lo fanno in maniera dignitosa e sempre auspicabile, ma per me non è la stessa cosa. Ci tengo a marcare la differenza, non per pura smania di originalità, né per una inutile rivendicazione di orgoglio identitario, ma perché credo che la ragione che sta alla base di un’azione incida profondamente sul modo di compierla, fino a cambiarne la natura e l’esito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;Mi spiego, provando a immaginarmi all’opera questa sera. Come starò di fronte al signore benestante e forse snob, che mi guarderà seccato e mi manderà a quel paese quando gli chiederò un aiuto? Lo riterrò indegno e peggiore di me? Appena avrà girato l’angolo lo coprirò di insulti o di qualche analisi sociologica sugli egoismi della borghesia? Spero di no. Spero (e qui la differenza di cui sopra prenderà forma) di riuscire a guardare lui con la stessa gratitudine con cui guarderò qualcun altro che, magari, avrà &amp;nbsp;donato gli ultimi soldi rimasti in tasca: entrambi originati dallo stesso Mistero buono che fa tutte le cose.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Tutto questo mi servirà a guardare meglio me stesso. Perché io, &amp;nbsp;forse, non sono meno avido dell’uomo ricco che mi negherà l’aiuto, né, soprattutto, meno bisognoso del povero al quale andranno i pacchi. Magari (per il momento) non bisognoso di viveri, ma, come il ricco e il povero, bisognoso di felicità,di salvezza. Bisognoso, e non più meritevole di loro solo perché faccio il “volontario”. Per me possono declinarsi così, le dieci righe con cui il Banco Alimentare ha voluto esprimere le ragioni del gesto. Sul sito dell’organizzazione si chiede a tutti di diffonderle. Diffondiamole: “I&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;l momento storico che stiamo vivendo rimane molto delicato e drammatico. I Poveri sono in costante crescita e sono sempre più prossimi a ciascuno di noi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt; Non manca solo il cibo, manca il lavoro, la casa e soprattutto sembrano venir meno&amp;nbsp;le ragioni per sperare&amp;nbsp; e per questo si è sempre più soli; una solitudine spesso avvertita&amp;nbsp;da chiunque, poveri o ricchi.&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Cristo, presente ora, colma quella solitudine, risponde&amp;nbsp;a tutte le esigenze del nostro cuore.&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; Per questa esperienza, proponiamo a ognuno&amp;nbsp;la Colletta Alimentare, perché facendo la spesa per chi è nel bisogno,&amp;nbsp;si ridesti tutta la nostra persona, cominciando a vivere all’altezza dei desideri del nostro cuore.”&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-2771860623309835230?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/2771860623309835230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=2771860623309835230&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2771860623309835230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2771860623309835230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/11/banco-alimentare-non-solo-un-aiuto-ai.html' title='Banco Alimentare: Non solo un aiuto ai poveri'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-7hmT-5bJA7M/TtODlEOB-DI/AAAAAAAABUw/mlrHoxXtrrI/s72-c/quotidiano+prima+pagina.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-1815264452567080663</id><published>2011-11-24T03:45:00.000-08:00</published><updated>2011-11-24T03:48:38.883-08:00</updated><title type='text'>"Il mio cliente non ha fretta"</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Quando gli chiesero i tempi di conclusione per la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sagrada_Fam%C3%ADlia"&gt;Sagrada Familia&lt;/a&gt;,&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antoni_Gaud%C3%AD"&gt; Antoni Gaudì&lt;/a&gt; rispose. "Il mio cliente non ha fretta". Si apre oggi, a Roma, la Mostra sulla Sagrada Familia de Barcelona.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Io, invece, oggi sarò a Campi Salentina, alla &lt;a href="http://www.cittadellibro.net/"&gt;Fiera del Libro&lt;/a&gt;, per seguire la presentazione del libro di &lt;a href="http://www.lucatelese.it/"&gt;Luca Telese&lt;/a&gt; "&lt;a href="http://www.lucatelese.it/?page_id=4802"&gt;Gioventù, amore e rabbia".&lt;/a&gt; &amp;nbsp;Sabato, invece, il &lt;a href="http://www.bancoalimentare.it/"&gt;Banco Alimentare&lt;/a&gt;. La settimana è piena. Allegri. Estate Alegre.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Pino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-1815264452567080663?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/1815264452567080663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=1815264452567080663&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1815264452567080663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1815264452567080663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/11/il-mio-cliente-non-ha-fretta.html' title='&quot;Il mio cliente non ha fretta&quot;'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6153073708403190018</id><published>2011-11-15T03:53:00.000-08:00</published><updated>2011-11-15T03:53:28.049-08:00</updated><title type='text'>Baricco e il senso della vita</title><content type='html'>Sul sito wittgenstein.it ho trovato questo bellissimo commento di Alessandro Baricco all'ultimo libro di Andrè Agassi. Non concordo proprio pienamente, però...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;Il senso della vita&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="postspace2"&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--content with more link--&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Baricco &lt;a href="http://www.ilpost.it/2011/11/14/baricco-agassi/"&gt;sul&lt;/a&gt; libro di Andre Agassi, &lt;em&gt;Open&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;Tutto sommato, l’unica cosa del libro che mi è spiaciuta è il finale. L’eroe sisposa, vince e scopre se stesso. Lieto fine, ma non è questo che mi è spiaciuto. È che l’eroe scopre il senso della vita iniziando ad occuparsi degli altri, i suoi figli innanzitutto, ma anche gli altri veri: apre una scuola per bambini che non hanno la possibilità di studiare. Volontariato. Tutti felici. Sipario. È che io non ci credo. A me risulta che la ricerca del senso è una sorta di partita a scacchi, molto dura e solitaria, e che non la si vince alzandosi dalla scacchiera e andando di là a preparare il pranzo per tutti. È ovvio che occuparsi degli altri fa bene, ed è un gesto così dannatamente giusto, e anche inevitabile, necessario: ma non mi è mai venuto da pensare che potesse c’entrare davvero con il senso della vita. Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi, tutto il resto è una forma di lusso dell’animo, o di miseria, dipende dai casi.&lt;br /&gt;Peraltro, è anche possibile che mi sbagli.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;Pino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6153073708403190018?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6153073708403190018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6153073708403190018&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6153073708403190018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6153073708403190018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/11/baricco-e-il-senso-della-vita.html' title='Baricco e il senso della vita'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-513965655944760137</id><published>2011-11-10T09:23:00.000-08:00</published><updated>2011-11-10T09:22:22.031-08:00</updated><title type='text'>Noi soliti idioti</title><content type='html'>Ancora una volta Marcello Veneziani ha ragione: &amp;#232; da idioti pensare che il Grande Eroe di turno arrivi e risolva tutti i problemi, cos&amp;#236; come &amp;#232; da idioti pensare che si risolvano d&amp;#39;un tratto con la caduta dell&amp;#39;Uomo Cattivo. E&amp;#39; da idioti, da &amp;quot;soliti idioti&amp;quot;. Il Novecento &amp;#232; davvero trascorso invano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-513965655944760137?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/513965655944760137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=513965655944760137&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/513965655944760137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/513965655944760137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/11/noi-soliti-idioti.html' title='Noi soliti idioti'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-2539576480231707264</id><published>2011-10-27T13:52:00.000-07:00</published><updated>2011-10-27T13:52:57.288-07:00</updated><title type='text'>Alla Messa "con" Damiano</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: inherit; line-height: 18px;"&gt;Ieri sono stato a Bari al funerale dell'attore &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Damiano_Russo"&gt;Damiano Russo&lt;/a&gt;. Il prete: "Non siamo qui a fare un funerale, ma una Messa. E neppure una Messa "per" Damiano, ma "con" Damiano". Non c'è niente da fare. In momenti come questo, tutti, al massimo, possono dirti "dai forza, andiamo avanti". Solo la Chiesa può e sa dire parole come queste. Le più belle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: inherit; line-height: 18px;"&gt;&lt;a href="http://video.repubblica.it/edizione/bari/ciao-damiano-l-abbraccio-degli-amici/79294?video"&gt;Qui il video di Repubblica.it sulla cerimonia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-2539576480231707264?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/2539576480231707264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=2539576480231707264&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2539576480231707264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2539576480231707264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/10/alla-messa-con-damiano.html' title='Alla Messa &quot;con&quot; Damiano'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-7236194292143806942</id><published>2011-09-26T14:14:00.001-07:00</published><updated>2011-09-26T14:14:51.571-07:00</updated><title type='text'>Quel nazareno che ancora tira</title><content type='html'>Lady Gaga, il Barcellona, il Real Madrid. Ci sono loro nella top ten dei gruppi Facebook pi&amp;#249; frequentati del mondo. Cifre intorno ai 50 milioni di fans. Si badi bene, per&amp;#242;, che  per farne parte &amp;#232; sufficiente aver cliccato, anche solo una volta, su &amp;quot;Mi piace&amp;quot;. Poi nient&amp;#39;altro: si potr&amp;#224; scordare di averlo fatto, ma si continuer&amp;#224; ad appartenere a quel gruppo e ad essere conteggiati come fans. &lt;br&gt;E&amp;#39; per questo che appare ben pi&amp;#249; interessante un&amp;#39;altra classifica relativa al primo social network del mondo. E&amp;#39; quella proposta di recente dal sito di analisi on line &amp;quot;All Facebook&amp;quot;. Non calcola il numero dei fans, ma il numero di effettive interazioni all&amp;#39;interno degli stessi. &lt;br&gt;Si mettono in mostra, in questo modo, non tanto i gruppi con pi&amp;#249; fans, quanto quelli che suscitano discussioni, domande e creativit&amp;#224; audio-visive: quelli in cui si ha davvero da dire qualcosa. Chi occupa i primi posti? A questo punto arriva la sorpresa, perch&amp;#233; in testa alla speciale classifica c&amp;#39;&amp;#232; il gruppo Facebook &amp;quot;Jesus Daily&amp;quot;.&lt;br&gt;Appariva la banale creatura di un dietologo del North Carolina, Aaron Tabor, che quotidianamente incollava brani del Vangelo e su questi apriva discussioni. E&amp;#39; diventato molto di pi&amp;#249;: il punto di riferimento e dialogo di migliaia di persone.&lt;br&gt;Non &amp;#232; tutto: nella top ten ci sono anche &amp;quot;The Bible&amp;quot; e &amp;quot;Jesus Christ&amp;quot;.&lt;br&gt;Il dato va preso con le pinze, e sarebbe ingenuo pensare di farne il testimonial di un improbabile rinascimento cristiano. Impossibile, poi, non tener conto del livello di banalit&amp;#224;, se non anche dell&amp;#39;elevatissima dose di eresia (spesso ingenuo frutto di ignoranza, pi&amp;#249; che di malafede) presente in tante opinioni circolanti. Ma il dato rimane, imponente. E ogni pur fondata prudenza critica non basta a cancellarlo: di Lui si parla ancora. Continua a essere pro-vocante, nel senso letterale del termine: chiama a discutere, a far parlare di s&amp;#233;. Per dirla col linguaggio dei pi&amp;#249; giovani, &amp;quot;tira&amp;quot; ancora. &lt;br&gt;Cosa attira di lui? Domanda troppo grande. Qualcosa si comprende, per&amp;#242;, dal tono di molte discussioni e domande, alle quali difficilmente pu&amp;#242; dare aiuto concreto la distante ed estemporanea relazione del web.&lt;br&gt;Pi&amp;#249; che la Sua attualit&amp;#224;, la Sua bont&amp;#224;, la Sua moralit&amp;#224;, sembra che attiri la Sua pretesa, la possibile verit&amp;#224; di questa Sua pretesa. Quella di essere il punto, il luogo, Colui che salva il mondo, che non lo fa morire, che rende vittoria ci&amp;#242; che sembra sconfitta. Anche quando la crisi sar&amp;#224; risolta, il lavoro trovato, l&amp;#39;Italia fuori dal rischio default, la Casta politica cacciata dalla presunta &amp;quot;Italia perbene&amp;quot;, quando ogni nostro problema imminente sar&amp;#224; risolto,  chi ci salver&amp;#224;? Dalla morte, dalla fragilit&amp;#224;, dall&amp;#39;infelicit&amp;#224;? Domanda infantile, dicono tanti &amp;quot;saggi&amp;quot; del nostro tempo.&lt;br&gt;Sar&amp;#224; pure, ma quando il desiderio si fa vivo, pungente (perch&amp;#233; &amp;#232; la vita che punge), quel nome torna ad accendere cuore e intelligenza di tanti. Quelle quattro lettere (cinque in lingua inglese) tornano a essere la sequenza pi&amp;#249; battuta dalle tastiere dei giovani del nostro tempo. Pi&amp;#249; di Lady Gaga, del Barcellona e del Real Madrid. Ancora oggi, nell&amp;#39;anno 2011 ...dopo Cristo.&lt;p&gt;Pino Suriano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-7236194292143806942?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/7236194292143806942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=7236194292143806942&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/7236194292143806942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/7236194292143806942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/09/quel-nazareno-che-ancora-tira.html' title='Quel nazareno che ancora tira'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-3152622373737756349</id><published>2011-08-22T05:36:00.000-07:00</published><updated>2011-08-22T05:39:13.556-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='franco rina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='debra granik'/><title type='text'>Intervista a Debra Granik, regista candidata a 4 Premi Oscar</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 9pt;"&gt;L&lt;/span&gt;a regista americana folgorata dalle bellezze della Lucania&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;C’è un’esperienza che noi europei non possiamo comprendere del tutto. Neppure riusciamo a immaginarla, forse. E’ quella di chi nasce e cresce in una nazione giovane, dove l’antico non si trova per strada, dove non si possono ammirare l’imponenza di un Colosseo e la sacralità affascinante di un tempio greco e neppure una realizzazione più unica che rara come i Sassi di Matera. Per chi non ci è “nato dentro”, tutto questo risulta nuovo, sorprendente. Esprimono questa novità le parole e il volto stupito della regista statunitense Debra Granik (4 candidature all’Oscar per il suo ultimo film “Winter’s Bone - Un gelido inverno”), dopo i suoi primi giorni in Basilicata per la tappa lucana di Cinemadamare: “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Le persone che vengono da un paese giovane non riescono a immaginare luoghi così strani nella loro forma. Viene subito la voglia di girare qui un film antico”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;C’è la potenza di questo impatto all’origine dello stupore di Debra. Una che, per “de-formazione” professionale, le cose sa guardarle, scrutarle, “leggerle”. Ne ha parlato in una breve ma intensa conversazione con Il Quotidiano, a margine della conferenza stampa sul tour di Cinemadamare nei comuni del metapontino. Le sue prime parole sulla Basilicata riguardano i Sassi di Matera, visitati il giorno prima: “E’ un luogo che mi ha stupito ed ha acceso in me tante domande. Mentre la mia traduttrice mi parlava, io continuavo a chiedermi: ma come hanno fatto a fare tutto questo? come è stato possibile? quanti sforzi, quanti sacrifici ci sono voluti? Guardavo i luoghi e immaginavo la fatica degli uomini che li hanno vissuti. Attraverso quelle pietre ho visto la loro forza d’animo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;I suoi film, del resto, hanno sempre portato uno sguardo attento alle dinamiche dei più deboli. Come l’ultimo, “Un gelido inverno”, che ha convinto la critica, oltre che il pubblico:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt; premio per il Miglior Film al Torino Film Festival del 2010 e ben 4 candidature agli Oscar 2011&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;. Una trama tipicamente americana, di sguardo alla sofferenza, al dolore e al sacrificio, vinto, però, dalla speranza e dall’ottimismo. “Io racconto sì il dolore, ma per raccontare la speranza di potercela fare”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Nella tradizione culturale europea spesso è diverso: eroismo e ottimismo non bastano di fronte a un fato crudele che esce vincitore. E’ la tendenza che prevale, sin dai tempi della tragedia greca. Si passa così a parlare in libertà della letteratura europea. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Viene da chiedere cosa abbia letto in merito. Lei dice di aver divorato soprattutto “la letteratura tedesca del dopoguerra, e, ovviamente, parlando una lingua anglofona, anche tanta letteratura britannica e in particolare scozzese”. Quando le chiediamo il suo classico europeo preferito, Debra ha subito un titolo pronto. “Il Don Chisciotte di Cervantes” dice con decisione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Si potrebbe pensare che dell’Italia conosca, come molti, solo pizza e mafia. E invece ci sorprende. A Debra sono note “le vicende degli scioperi in Fiat e del movimento operaio degli anni ‘60”. La sorpresa continua sulla letteratura. Cosa ha letto? Né Dante, né Manzoni. “Amo molto Antonio Gramsci e il movimento culturale che si è creato attorno a lui”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Il discorso si fa intenso: il tema centrale sono i deboli, gli svantaggiati. Si arriva a parlare Manzoni, che non ha letto, ma accetta con piacere il consiglio di farlo. “Merita di essere letto, se i deboli vincono sui potenti per il loro desiderio”. E chissà che non ne nasca l’idea per un film. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Si arriva così al cinema. Quello italiano, in particolare. Per lei significa anzitutto Neorealismo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;Si finisce con le grandi questioni, con una domanda sulla concezione dell’esistenza. Ci si aspetterebbe una risposta sui massimi sistemi e sulla religione, ne arriva una sui prodotti biologici. “Sono pagana – risponde di getto – amo la natura e tutto quello che offre. Per questo amo l’alimentazione naturale, e mi fa piacere che in Italia ci siano iniziative alimentari che valorizzano il biologico”. Le facciamo notare che le abbiamo fatto una domanda sulla “concezione” della vita e lei ha risposto parlando dello “stile” di vita. Per noi è un bonario appunto, lei lo prende come un complimento. “Yes, it’s the same”. Forse è un’altra delle tante differenze di mentalità tra i pragmatici Stati Uniti e la buona, vecchia, speculativa Europa. In fondo non ci dispiace.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;Pino Suriano - pubblicato sul &lt;a href="http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/"&gt;Quotidiano della Basilicata&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 9pt;"&gt; del 21 agosto 2011&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-3152622373737756349?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/3152622373737756349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=3152622373737756349&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3152622373737756349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3152622373737756349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/08/intervista-debra-granik-regista.html' title='Intervista a Debra Granik, regista candidata a 4 Premi Oscar'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-4999020581990872928</id><published>2011-08-20T06:10:00.000-07:00</published><updated>2011-08-20T06:19:18.338-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gmg madrid'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='indignados'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scontri'/><title type='text'>Con il papa e la Gmg, contro gli indignati</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 14px;"&gt;Contro gli Indignados di Spagna, che hanno insultato il papa e i giovani della Gmg. C&lt;a href="http://qn.quotidiano.net/esteri/2011/08/20/565809-papa_disprezzano_smascherate_idoli.shtml"&gt;on il Papa, che oggi ha detto loro&lt;/a&gt; "&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 19px;"&gt;“Può darsi che vi disprezzino, come si suole fare verso coloro che richiamano mete più alte o smascherano gli idoli dinanzi ai quali oggi molti si prostrano”.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 19px;"&gt;Sono anche con Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, &lt;a href="http://www.avvenire.it/Lettere/indignatistraniepiusoli_201108200725488800000.htm"&gt;che oggi scrive nella rubrica delle lettere:&lt;/a&gt; "&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333;"&gt;&lt;em&gt;C'è un mondo politico e culturale che si nutre di desideri leggeri e di slogan furbetti e cattivi, di inimicizie preventive e roventi. È un mondo soprattutto virtual–mediatico, caro signor Ridolfi, ma risucchia anche tante persone vere. E i risultati sono invettive come quelle scagliate ciecamente contro il Papa e la Chiesa. Ma gli errori di giudizio (e di bersaglio) non cambiano la realtà, la complicano. È così che chi s’indigna per l’ingiustizia e la precarietà finisce per ritrovarsi – come lei dice – un po’ più solo. È strano? Ovvio. E non è neanche una novità, ma solo la triste conferma che la fatica di vivere, l’assenza di speranza e certe martellanti propagande assordano e offuscano occhi, testa e cuore, anche se non possono smorzare la voce del Vicario di Cristo né rendere opaco lo sguardo sul futuro che esercita e offre.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;Anche con l'amico &lt;a href="http://www.facebook.com/alfonso.epifania"&gt;Alfonso Epifania&lt;/a&gt;, che su Facebook commenta un mio post e scrive: "&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: #edeff4; color: #333333; line-height: 14px;"&gt;&lt;i&gt;Chi è pieno di Qualcosa costruisce in silenzio...chi è vuoto e quindi pieno di confusione attacca la bellezza perchè è più grande di lui...e i moderni odiano Qualcosa che è più grande del proprio io"!&lt;/i&gt;!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: inherit; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: inherit; line-height: 14px;"&gt;Riconfermo il mio pregiudizio su queste manifestazioni di protesta: non cercano le soluzioni, cercano i nemici. E l'inimicizia con la Chiesa ha sempre un suo appeal: sa di moderno! Tornerò sull'argomento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: inherit; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 14px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-4999020581990872928?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/4999020581990872928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=4999020581990872928&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4999020581990872928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4999020581990872928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/08/con-il-papa-contro-gli-indignati.html' title='Con il papa e la Gmg, contro gli indignati'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-2847308202621712255</id><published>2011-08-19T06:53:00.000-07:00</published><updated>2011-08-19T07:10:52.780-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='obama'/><title type='text'>Barack Obama. Fine del sogno.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Io lo dicevo già &lt;a href="http://pinosuriano.blogspot.com/2009/02/quel-che-obama-sa-di-non-sapere.html"&gt;qui.&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;Era il 4 febbraio 2009. Ora guardate&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/cerazade/1867"&gt; il grafico presente in questo post di Claudio Cerasa&lt;/a&gt;. E' l'andamento delle percentuali di approvazione e disapprovazione della politica economica di Obama. Diciamo che la mia non è capacità di previsione. E' semplicemente la legge &amp;nbsp;della speranza che si impone: quella salvifica va riposta negli dei, non negli uomini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Pino&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-2847308202621712255?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/2847308202621712255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=2847308202621712255&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2847308202621712255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2847308202621712255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/08/barack-obama-fine-del-sogno.html' title='Barack Obama. Fine del sogno.'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-8778696849798823156</id><published>2011-07-24T08:45:00.000-07:00</published><updated>2011-07-24T08:43:40.870-07:00</updated><title type='text'>L'ULTIMO TWEET</title><content type='html'>Pare che uno degli ultimi post pubblicati su Twitter dal presunto attentatore norvegese Anders B. Breivik recitasse cos&amp;#236;: &amp;quot;One person with a belief is equal to the force of 100.000 who have only interests&amp;quot;.&lt;br&gt;Potrebbe tradursi: &amp;quot;Un uomo con un ideale ha la stessa forza di 100 mila persone che hanno solo interessi&amp;quot;. &lt;br&gt;Mi piace rendere con &amp;quot;ideale&amp;quot; ( e non con &amp;quot;fede&amp;quot; o &amp;quot;credo&amp;quot;) la parola &amp;quot;belief&amp;quot;, perch&amp;#233; sia davvero di tutti, perch&amp;#233; abbracci pi&amp;#249; storia: anche quella politica, oltre che religiosa.&lt;br&gt;Leggere queste parole mi ha messo l&amp;#39;anima in subbuglio. Perch&amp;#233; sono vere, oltre che bellissime. E tragicamente vere risuonano oggi alle nostre orecchie.&lt;br&gt;Mi hanno fatto ripensare al senso e al peso delle parole, di tutte le parole. A quelle che scriviamo, diciamo, buttiamo via tutti i giorni con facilit&amp;#224;. Senza sapere quanto scottino.&lt;br&gt;Mi hanno fatto pensare all&amp;#39;esigenza di riappropriarcene, di ri-insegnarle, di riamarle, le parole. Nella loro verit&amp;#224;.&lt;br&gt;Perch&amp;#233; non si possa pi&amp;#249; confondere l&amp;#39;ideale (passione per un bene visto e riconosciuto) con l&amp;#39;ideologia (immagine della ragione sulla realt&amp;#224;, a cui quest&amp;#39;ultima va piegata, anche con la forza, se necessario). N&amp;#233; la fede con la fantasia senza limiti, n&amp;#233; la passione con la follia.&lt;br&gt;Prima che qualcuno si affretti a dire che &amp;#232; pi&amp;#249; umano vivere senza un ideale, se queste ne sono le conseguenze.&lt;br&gt;Perch&amp;#233; parole come queste possano ritornare a splendere nella loro purezza. Una purezza che hanno davvero, se vi si fa corrispondere l&amp;#39;oggetto adeguato. Questo &amp;#232; mancato, forse, a chi le ha scritte: qualcuno che glielo facesse riconoscere quell&amp;#39;oggetto, qualcuno che glielo indicasse, qualcuno che glielo in-segnasse.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Pino Suriano&lt;br&gt;Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry&amp;#174; from Vodafone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-8778696849798823156?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/8778696849798823156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=8778696849798823156&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8778696849798823156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8778696849798823156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/07/lultimo-tweet.html' title='L&apos;ULTIMO TWEET'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6249171744898976048</id><published>2011-07-23T04:26:00.000-07:00</published><updated>2011-07-23T04:23:55.960-07:00</updated><title type='text'>Il ragazzo con l'estintore. Dieci anni dopo</title><content type='html'>Piet&amp;#224; umana per il ragazzo morto a Genova con l&amp;#39;estintore, piet&amp;#224; per i suoi sogni, per il pianto dei suoi genitori. Ma neppure una virgola, un sospiro di comprensione per gli ultimi istanti folli della sua vita. Anche nel ricordo dolce, la nostra ragione non dimentichi che a sbagliare &amp;#232; stato lui.&lt;br&gt;Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry&amp;#174; from Vodafone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6249171744898976048?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6249171744898976048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6249171744898976048&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6249171744898976048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6249171744898976048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/07/il-ragazzo-con-lestintore-dieci-anni.html' title='Il ragazzo con l&apos;estintore. Dieci anni dopo'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-3064115654155202350</id><published>2011-07-21T06:16:00.000-07:00</published><updated>2011-08-19T07:07:16.887-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guido vicino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Policoro'/><title type='text'>Guido Vicino. Il sindaco gentiluomo ferito da Gesù</title><content type='html'>&lt;m:smallfrac m:val="off"&gt;    &lt;m:dispdef&gt;    &lt;m:lmargin m:val="0"&gt;    &lt;m:rmargin m:val="0"&gt;    &lt;m:defjc m:val="centerGroup"&gt;    &lt;m:wrapindent m:val="1440"&gt;    &lt;m:intlim m:val="subSup"&gt;    &lt;m:narylim m:val="undOvr"&gt;   &lt;/m:narylim&gt;&lt;/m:intlim&gt; &lt;/m:wrapindent&gt;  &lt;/m:defjc&gt;&lt;/m:rmargin&gt;&lt;/m:lmargin&gt;&lt;/m:dispdef&gt;&lt;/m:smallfrac&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: small; line-height: 115%;"&gt;E’ certamente casuale, ma non privo di significato, che il convegno commemorativo in onore dell’ex sindaco di Policoro, Guido Vicino, scomparso esattamente un anno fa, sia giunto all’indomani dell’accorato appello di Emilio Colombo a un rinnovato impegno dei cattolici in politica. Dall’ex Presidente del Consiglio è arrivato il prospetto ideale di un nuovo possibile impegno, da Policoro, quasi fosse una risposta, è arrivato il ritratto vivo e concreto, per nulla idealizzato, di un uomo serio con l’esperienza cristiana e con i suoi conseguenti valori sociali e civili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: small; line-height: 115%;"&gt;Ma nella vita di Guido Vicino, se è possibile dirlo, c’è stato anche qualcosa di più. Perché era già un politico cattolico, serio e onesto, quando rincontrò Gesù attraverso il carisma del Rinnovamento nello Spirito Santo. Fu allora che la convinzione della fede divenne passione, che quella stima e quella devozione divennero amore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: small; line-height: 115%;"&gt;A quel tempo i politici non erano ben visti in certi contesti. Donato Scianameo, ex coordinatore del Rns Basilicata, lo ha ricordato con piglio vivace e profondo: “Per molti il Rinnovamento era solo preghiera e i politici erano guardati con sospetto, perché si pensava che entrassero per chissà quale strumentalizzazione elettorale. Guido subì, all’inizio, questo pregiudizio”. Non fu difficile capire, però, che la religiosità di quell’uomo era autentica e che, proprio per questa ragione, tutto il suo patrimonio di esperienza politica non andava buttato ma rilanciato, o, per dire una parola cara al suo carisma, “rinnovato” dalla preghiera.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: small; line-height: 115%;"&gt;E l’esperienza politica, a Guido Vicino, certamente non mancava. Policoro era la “sua” Policoro, ne parlava con un affetto quasi paterno, come ha ricordato la figlia Alessandra. Per lui, del resto, parlano i fatti. Quelli che, con la commozione dell’amico vero, ha elencato Cosimo Delli Veneri: “Guido ha animato ben dodici cooperative edilizie. Se il secondo piano di zona è quello che è, molto si deve a lui”. Vicino, da sindaco e responsabile delle Acli, compì anche azioni per la disabilità, istituì le prime associazioni sportive della città, una Consulta Sociale per combattere il nascente fenomeno della droga e molto altro ancora.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: small; line-height: 115%;"&gt;La passione sociale in senso ampio, però, in lui divenne anche passione concreta alla vita degli uomini, del singolo uomo. C’è un fatto che parla più di tanti possibili aggettivi. All’inizio degli anni ’90 sulle rive dello Jonio sbarcarono i primi albanesi. Furono accampati nei camping della costa, dove talvolta commisero furti e altre scorrerie. Da molti erano guardati con sospetto. Per qualcuno, però, andò diversamente. Il 17enne Saimir, imbarcatosi dall’Albania dopo aver detto ai familiari che si stava recando a scuola, in Italia non trovò solo sospetto e pregiudizio, ma anche accoglienza: fu ospitato per quattro anni nella casa di Guido, che si commosse per la vicenda umana, e dalla sua famiglia fu introdotto alla fede cristiana, tanto da voler chiedere e ricevere il battesimo e i sacramenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: small; line-height: 115%;"&gt;E’ un piccolo-grande esempio di come dalla fede sia sgorgato il coraggio dell’azione. Le testimonianze sulla sua vita, giunte alla fine del convegno, hanno caricato di significato e di un’immagine concreta i richiami giunti dai precedenti relatori. Più chiare sono divenute le parole di monsignor Agostino Superbo, che aveva ricordato, in proposito, una bellissima frase di un documento dei vescovi del 1981. “Se non abbiamo fatto abbastanza per il mondo, non è perché siamo cristiani, ma perché non lo siamo abbastanza”. E cariche di significato, dopo i racconti della sua vita, sono risuonate anche le parole del senatore Giampaolo D’Andrea, che aveva sottolineato “l’inscindibilità, per l’uomo politico, di efficienza amministrativa e moralità”. Si è compreso bene, infine, anche il senso profondo della scelta del Rns di Basilicata di intitolare a Guido una Scuola di Formazione alla Socialità e alla Cittadinanza, che dall’autunno prossimo il movimento animerà, aprendola a chiunque voglia prendervi parte, come hanno annunciato Rosario Solazzo e Lindo Monaco, rispettivamente attuale ed ex coordinatore del Rns di Basilicata. Si partirà proprio da lì, da quel coraggio dell’azione che solo una fede autentica può generare, per arrivare ai valori umani che ne discendono. Torna alla mente una bellissima frase dello scrittore portoghese Fernando Pessoa. Nel suo poema Messaggio, del 1934, ha scritto: “Pieno di Dio, non temo ciò che verrà / perché qualunque cosa avvenga, non sarà mai / più grande della mia anima”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Pino Suriano -&amp;nbsp; pubblicato sul Quotidiano della Basilicata&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-3064115654155202350?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/3064115654155202350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=3064115654155202350&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3064115654155202350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3064115654155202350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/07/guido-vicino-il-sindaco-cattolico.html' title='Guido Vicino. Il sindaco gentiluomo ferito da Gesù'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-4842191953233603726</id><published>2011-07-18T01:44:00.000-07:00</published><updated>2011-07-18T01:51:30.616-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;77'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vendola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='compagni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mughini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;68'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amici'/><title type='text'>"Ci credevamo compagni...."</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 20px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 20px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Stralci da un bellissimo (secondo me) e sincero articolo di Giampiero Mughini, sulla sua militanza politica, la sua gioventù e le sue illusioni.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 20px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Quale giovinezza non ha bisogno di una favola in cui credere, di una favola che spieghi tutto e che ti dia fiducia, di una favola che riduca al minimo la complessità e i misteri della vita? Bastava chiamare “compagno” quello che ti stava accanto all’università e che aveva più o meno le tue stesse idee su Fidel Castro, e anche se di quell’avvocato cubano sapevamo pochissimo più di zero; chiamare “compagni” e “compagne” quelli che nei cortei urlavano a perdifiato le nostre due o tre idee sul mondo; chiamare “compagni” quelli con cui andavi a mangiare una pizza e una birra, ed era un modo di rendere più sacro quel cerimonale da ventenni poveri e acerbi che noi eravamo; e poi c’erano i “compagni” più “compagni” di tutti, quelli che molti di noi non avevano visto né da vicino né da lontano, la classe operaia, gli operai in carne ossa. E anche se nel nostro piccolo gruppo di universitari catanesi che ogni capello politico e ideologico lo spaccavamo in quattro, di “compagni” di quel tipo ce n’era sì e no uno. [...]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 20px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Era il 1977. Dopo di che il comunismo in tutto il mondo ha chiuso bottega nel disonore. Tanto che Stalingrado non si chiama più così, e via dicendo all’infinito. Quelli di noi che avevano vent’anni nei Sessanta, se oggi si incontrano per strada né si riconoscono né hanno nulla da dirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia vita reale, la mia maturazione reale, è cominciata proprio quando ho smesso di sentirmi parte di una tribù speciale ed eccellente: la tribù dei “compagni”. Quando ho cominciato a guadagnarmi il pane boccone a boccone e imparato a pagare le bollette per tempo; quando ho imparato che la vita è troppo complicata e difficile per ridurla a un qualche slogan, quando ho imparato che nella società e nella vita di tutti noi non ci sono i “buoni” e i “cattivi” e bensì un guazzabuglio pazzesco del meglio e del peggio da cui devi districarti ora per ora. Quando ho capito che ad avere nella vita due o tre “amici” di cui valga la pena, è già un miracolo. Amici, ho detto. [...]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 20px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 20px;"&gt;Da Libero del 16 luglio 2011. &lt;a href="http://www.libero-news.it/news/784888/Ci-credevamo--compagni--ma-eravamo-solo-degli-sciagurati.html"&gt;Qui l'articolo completo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-4842191953233603726?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/4842191953233603726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=4842191953233603726&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4842191953233603726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4842191953233603726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/07/ci-credevamo-compagni.html' title='&quot;Ci credevamo compagni....&quot;'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-2677474600249517255</id><published>2011-07-12T23:22:00.000-07:00</published><updated>2011-07-12T23:20:38.065-07:00</updated><title type='text'>Non è mica tutto qui</title><content type='html'>Se c&amp;#39;&amp;#232; una cosa che vorrei suggerire, insegnare, insinuare fino al plagio ai miei alunni e amici pi&amp;#249; giovani, &amp;#232; questa: quando credono che tutto vada bene, quando scrivono su Facebook &amp;quot;oggi alla grande&amp;quot; o &amp;quot;sono felice&amp;quot;, sappiano che non sono neppure al 5% di quella pienezza, di quella contentezza, di quel gusto di vivere che si scopre solo quando si vive il significato delle cose, non solo quando le si affronta d&amp;#39;istinto. Vorrei dire a tutti loro: &amp;quot;guardate che non &amp;#232; mica tutto qui&amp;quot;. Anch&amp;#39;io, mediamente, vivo intorno al 7%. Ma, a differenza loro, so bene che non pu&amp;#242; essere tutto qui. E aspetto. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry&amp;#174; from Vodafone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-2677474600249517255?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/2677474600249517255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=2677474600249517255&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2677474600249517255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2677474600249517255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/07/non-e-mica-tutto-qui.html' title='Non è mica tutto qui'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-1363942938842446616</id><published>2011-04-21T04:22:00.000-07:00</published><updated>2011-04-21T04:19:52.495-07:00</updated><title type='text'>Uno scrittore cristiano</title><content type='html'>Due frasi potenti di Flannery O&amp;#39; Connor&lt;br&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;La differenza principale tra uno scrittore cristiano e uno scrittore meramente naturalista &amp;#232; che lo scrittore cristiano vive in un universo pi&amp;#249; ampio. E&amp;#39; convinto che il mondo naturale contega il soprannaturale. E questo non vuol dire che sia minore il suo obbligo di ritrarre quello naturale; vuol dire che &amp;#232; maggiore&amp;quot;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry&amp;#174; from Vodafone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-1363942938842446616?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/1363942938842446616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=1363942938842446616&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1363942938842446616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1363942938842446616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/04/uno-scrittore-cristiano.html' title='Uno scrittore cristiano'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-2148342748583013389</id><published>2011-04-20T04:22:00.000-07:00</published><updated>2011-04-20T04:19:38.628-07:00</updated><title type='text'>Pasqua a Rimini</title><content type='html'>Pasqua a Rimini dopo tredici anni.. o poco pi&amp;#249;. Era il 2 aprile 1999, e gi&amp;#224; sentivo che sarei tornato. O meglio, che non me ne sarei pi&amp;#249; andato. &lt;br&gt;Certi giorni spaccano la vita, quei giorni della vita, quel giorno... Era il 2 aprile 1999. Torner&amp;#242; a fare gli stessi passi di allora, ma, ancora una volta, saranno nuovi. Nonostante tutto... ancora qui! &lt;br&gt;Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry&amp;#174; from Vodafone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-2148342748583013389?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/2148342748583013389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=2148342748583013389&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2148342748583013389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2148342748583013389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/04/pasqua-rimini.html' title='Pasqua a Rimini'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6568479062367425405</id><published>2011-02-18T15:03:00.000-08:00</published><updated>2011-02-18T15:06:51.883-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='san paolo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antonio viera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chiesa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='benigni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='esegesi inno mameli'/><title type='text'>DOPO BENIGNI: “PER NASCERE L’ITALIA, PER MORIRE IL MONDO”</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt;line-height:115%;font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family:Tahoma;color:black"&gt;&lt;b&gt; “Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna…&lt;/b&gt;.”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt;line-height:115%; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family:Tahoma;color:black"&gt; (San Paolo, Lettera ai Galati, 3,28)&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt; line-height:115%;font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family:Arial; color:black"&gt;Ascolto Benigni e un po’ mi infervoro pure. Poi rileggo San Paolo e riscopro che per me un bambino che muore di fame a Dakar non è diverso da uno che muore a Roma: è un bambino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt; line-height:115%;font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family:Arial; color:black"&gt; Riscopro che &lt;span class="apple-style-span"&gt;un'ingiustizia subita da un mongolo non è meno grave di quella subita da un italiano: è un'ingiustizia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;Riconosco che un successo dell'Inter mi fa gioire molto più di uno della Nazionale, che&lt;/span&gt; &lt;span class="apple-style-span"&gt;rispetto il Presidente della Repubblica, ma non ho per lui la devozione che ho per il Papa.&lt;/span&gt; &lt;span class="apple-style-span"&gt;Se un italiano muore in guerra mi dispiace, se un cristiano cinese muore per le persecuzioni mi spiace allo stesso modo, ma lo sento ancora più vicino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;Forse darei la vita (almeno a parole) per qualcosa. Ma per l'Italia, con tutto il bene che le voglio, non “son pronto alla morte"!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;Eppure, se posso aprire il cuore al mondo e spezzare ogni distanza e differenza come San Paolo (io sempre a parole), è anche perché sono nato in Italia dove, per il sacrificio di qualcuno, si è liberi. Liberi di parlare, di pensare, di incontrare e seguire in libertà una madre eccezionale come la Chiesa. Lei, che proprio nel cuore dell'Italia ha il suo cuore, tanto che - l’ho scoperto da poco - siamo gli “azzurri” perché l’azzurro è il colore di Maria!&lt;/span&gt; &lt;span class="apple-style-span"&gt;La Chiesa, “romana e cattolica”, locale e universale, a Roma ma per il mondo, con una casa ma con un orizzonte senza confini. Lei, che ti allarga occhi e cuore ben oltre lo Stivale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt;line-height:115%;font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family:Tahoma;color:black"&gt;&lt;b&gt;"Nascere piccolo e morire grande è arrivare ad esser uomo. Per questo Dio ci ha dato così poca terra per nascere e tante terre per il sepolcro. Per nascere poca terra, per morire tutta la terra&lt;u&gt;. Per nascere il Portogallo (per me l’Italia) e per morire il mondo&lt;/u&gt;".&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt;line-height:115%; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family:Tahoma;color:black"&gt; (Sermone di S. Antonio, P. Antonio Vieira)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt;line-height:115%; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family:Tahoma;color:black"&gt;&lt;b&gt;Pino Suriano&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6568479062367425405?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6568479062367425405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6568479062367425405&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6568479062367425405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6568479062367425405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/02/dopo-benigni-per-nascere-litalia-per.html' title='DOPO BENIGNI: “PER NASCERE L’ITALIA, PER MORIRE IL MONDO”'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6682200156797012408</id><published>2011-02-14T14:06:00.000-08:00</published><updated>2011-02-14T14:05:35.419-08:00</updated><title type='text'>Il più grande numero 9 della storia del calcio</title><content type='html'>Un amico ha notato la mia &amp;quot;calciomania facebookiana&amp;quot; e mi ha scritto di non esagerare: &amp;quot;il calcio non &amp;#232; tutto&amp;quot;. Dopo un po&amp;#39; di riflessione mi sono ritrovato, tra me e me, a riconoscere che ha ragione. &lt;br&gt;Questa sera, per&amp;#242;, sono di nuovo punto e a capo. Verso le 21 vedo in tv Ronaldo in lacrime che annuncia il suo addio al calcio e ringrazia i tifosi per quello che gli hanno dato. &lt;br&gt;Capisco che la cosa potr&amp;#224; sembrare irrazionale, ma io mi sento chiamato in causa dal suo ringraziamento. Davvero.&lt;br&gt;In un attimo mi corrono alla mente le mie aspettative, i timori, le ansie per le tante sue bellissime partite in maglia nerazzura. Mi dava una strana sensazione di piacere il solo fatto che toccasse la palla. Quando segnava poi....&lt;br&gt;Provo un po&amp;#39; di imbarazzo quando straparlo cos&amp;#236;, perch&amp;#233; ancora vado dicendo ai miei alunni che pensano solo a cose banali e non si interessano delle cose grandi. Quando mi decider&amp;#242; a capire che la strada per le cose grandi sono proprio quelle che amano, anche le pi&amp;#249; banali?&lt;br&gt;Anche perch&amp;#233;, poi, io stesso mi accorgo che questo calcio, che pure non mi ha dato una lira ma solo un ginocchio e una spalla rotta, mi ha regalato cos&amp;#236; tanti bei momenti che davvero non posso relegarlo tra le cose piccole della vita. Mi ha preso tempo, spazio, pensieri, suggestioni, attese. Come Ronnie.&lt;br&gt;Uno come lui si fa amare, subito e sempre. Quando sorride dopo i primi gol alieni con il Barcellona, quando segna una bellissima punizione a San Siro contro il Parma (prima sua prestazione fantascientifica in maglia nerazzurra), poi quando salta tutto il mondo e d&amp;#224; a Djorkaeff l&amp;#39;assist che decide un tesissimo Inter-Juve (6 gennaio 2008).&lt;br&gt;Lo senti vicino anche quando piange come un bambino per l&amp;#39;infortunio ricomparso dopo pochi minuti a Roma contro la Lazio, al rientro da un&amp;#39;operazione delicatissima. Quando piange ancora, sempre a Roma e sempre contro la Lazio, il 5 maggio 2002 (io c&amp;#39;ero.... purtroppo). Gioisci con lui quando alza la Coppa del Mondo pi&amp;#249; che se avesse vinto l&amp;#39;Italia (non ci posso fare niente, ma amo i miei campioni pi&amp;#249; della Nazionale). Poi non provi rancore neppure per il suo ritorno, triste e infruttuoso, al Milan, quando &amp;#232; riuscito nel miracolo di farmi gioire per un gol rossonero (mai pi&amp;#249; accaduto prima e dopo). E infine lo ricordi, ferito e triste, per questi ultimi anni in stato di depressione.&lt;br&gt;In fondo, se le conto, con lui le delusioni nerazzurre sono state pi&amp;#249; dei successi. Ma forse l&amp;#39;ho amato, pi&amp;#249; che per ci&amp;#242; che ha fatto con l&amp;#39;Inter, per quello che io ho sempre atteso da lui: cose grandi. Ha deluso, come tutti gli uomini di questa terra, ma ha anche regalato degli indimenticabili momenti di calcio, poesia, danza (il grande Manuel Vasquez Montalban gli attribuiva &amp;quot;la grazia di Fred Astaire&amp;quot;).&lt;br&gt;Accade cos&amp;#236; per tutte le grandi attese: lasciano sempre l&amp;#39;amaro in bocca, ma anche una profonda gratitudine per quei pochi che hanno abbastanza genio, talento e arte per accenderle. Grazie Ronnie, il pi&amp;#249; grande numero 9 della storia del calcio.&lt;br&gt;Pino&lt;br&gt;Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry&amp;#174; from Vodafone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6682200156797012408?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6682200156797012408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6682200156797012408&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6682200156797012408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6682200156797012408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/02/il-piu-grande-numero-9-della-storia-del.html' title='Il più grande numero 9 della storia del calcio'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-1478848289618717447</id><published>2011-02-14T12:08:00.000-08:00</published><updated>2011-02-14T12:07:57.965-08:00</updated><title type='text'>CARA DONNA CHE NON MANIFESTA...</title><content type='html'>La mia lettera aperta alle donne che ieri hanno scelto di rimanere a casa e non manifestare per la dignit&amp;#224; del corpo femminile.&lt;br&gt;Da Il Quotidiano della Basilicata di domenica 13 febbraio 2011&lt;p&gt;Cara donna, so che oggi hai scelto di non manifestare e di rimanere a casa come sempre. Voglio parlare a te, per dirti semplicemente che ti sono grato.&lt;br&gt;Sento di doverlo fare, perch&amp;#233; so che presto diranno che non hai coraggio, non sei viva, non sei protagonista, non ti appropri della tua vita e del tuo corpo, non fai storia.&lt;br&gt;Presto ti diranno che c&amp;#39;&amp;#232; qualcuno che lotta per te e per le tue figlie, e che tu, da parassita, coglierai i frutti di questo &amp;quot;coraggio&amp;quot; senza esserti mossa da casa.&lt;br&gt;Tu non vergognartene. Io ti ho vista e so chi sei. So quello che hai fatto, in anni di sacrifici e di silenzio, per difendere il grande valore  del tuo corpo e comunicarlo ai tuoi figli. Ti ho vista, mentre hai affermato con i fatti quella dignit&amp;#224; del  corpo che oggi affermano con i manifesti&lt;br&gt;Hai dato la tua vita, con seriet&amp;#224; e pudore, per quei valori che ora le &amp;quot;coraggiose avanguardie etiche&amp;quot; strillano in una piazza che &amp;#232; (di fatto) una piazza politica, gi&amp;#224; solo perch&amp;#233; si sposa con gli interessi politici di qualcuno. E so che questa confusione non ti va, perch&amp;#233; a certe cose tieni davvero e non vuoi mischiarle con la politica. &lt;br&gt;N&amp;#233; a me n&amp;#233; a te interessano pi&amp;#249; di tanto Berlusconi e i partiti, e forse per questo siamo pi&amp;#249; sereni e meno astiosi nel giudicare.&lt;br&gt;Io ti ho vista anche quarant&amp;#39;anni fa, quando le altre parlavano di emancipazione e tu sapevi che il tuo essere vera e degna dipendeva da te, prima che dalla societ&amp;#224;.&lt;br&gt;Urlavano di dignit&amp;#224; del corpo, mentre tu non esitavi a trattarlo gi&amp;#224; degnamente, donandolo per il mondo e per far nascere altri uomini (molte di quelle che oggi sono in piazza preferiscono evitarlo), senza ostentarlo con quegli eccessi che proprio loro difendevano e chiamavano &amp;quot;libert&amp;#224;&amp;quot;.&lt;br&gt;Tu sai bene che la dignit&amp;#224; del corpo te l&amp;#39;ha insegnata una millenaria tradizione cristiana (che forse alcune di loro deridono) non certo qualche manifestazione.&lt;br&gt;Oggi ti dicono: &amp;quot;se non ora quando?&amp;quot;, senza sapere che questo &amp;quot;ora&amp;quot; per te &amp;#232; cominciato da trent&amp;#39;anni.&lt;br&gt;Ti dicono che sei insensibile e non senti i problemi, non senti il vento del cambiamento, del &amp;quot;nuovo nella storia&amp;quot;. Tu non crederci: l&amp;#39;antiberlusconismo e la strumentalizzazione politica di valori culturali non sono una cosa nuova.&lt;br&gt;Io so che spegni la tv quando c&amp;#39;&amp;#232; Annozero, perch&amp;#233; il solo parlare di certe cose violenta quella dimensione di intimit&amp;#224; che tu vivi e senti con straordinario pudore.&lt;br&gt;E non capisci quando qualcuno chiama tutto questo &amp;quot;mostrare la verit&amp;#224;&amp;quot;: tu sai bene che mostrare l&amp;#39;intimit&amp;#224; non c&amp;#39;entra nulla con la &amp;quot;verit&amp;#224;&amp;quot;. Tu non godi dello svelamento del male altrui (come tanti in quel salotto), al massimo ne soffri.&lt;br&gt;Ricordati della mia gratitudine, quando anche tu ti sentirai in difetto &amp;quot;perch&amp;#233; non c&amp;#39;eri&amp;quot;, quando anche tu dubiterai di non avere avuto coraggio. Sii serena, perch&amp;#233; non serve nessun coraggio per gridare con la massa e alzare la voce in compagnia. Le masse non vogliono il tuo coraggio, non vogliono il tuo volto, al massimo la tua voce confusa con quella di altre.&lt;br&gt;Ti ho vista e ti ringrazio, perch&amp;#233; sono le persone cambiate a cambiare il mondo, non quelle che gridano al cambiamento.&lt;br&gt;Per oggi falle pure sentire migliori. Durer&amp;#224; un istante, il tempo di un presidente da mandar via. E poi? Poi, a fare veramente la storia, saranno quelle come te. Buona domenica.&lt;p&gt;Pino Suriano&lt;br&gt;Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry&amp;#174; from Vodafone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-1478848289618717447?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/1478848289618717447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=1478848289618717447&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1478848289618717447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1478848289618717447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/02/cara-donna-che-non-manifesta.html' title='CARA DONNA CHE NON MANIFESTA...'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-5495468058186552682</id><published>2011-02-04T06:11:00.000-08:00</published><updated>2011-02-04T06:10:49.790-08:00</updated><title type='text'>Perle dalla vecchiaia di un grande saggioM Czeslaw Milosz</title><content type='html'>Escono in Italia, per i tipi di Adelphi, gli ultimi due libri del grande Czeslaw Milosz (1911-2004, Nobel 1980): &amp;quot;Il cagnolino lungo la strada&amp;quot; e &amp;quot;Abbecedario&amp;quot;. E&amp;#39; quello del &amp;quot;chi ama la res publica avr&amp;#224; la mano mozzata&amp;quot;. I nuovi scritti promettono bene, se ci sono frasi come: &amp;quot;nel ventesimo secolo solo la grande poesia medita ancora sulle cose ultime&amp;quot;. O ancora: il problema del &amp;quot;cristianesimo del nostro secolo &amp;#232; che ha voluto riconciliarsi col mondo&amp;quot;.&lt;br&gt;Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry&amp;#174; from Vodafone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-5495468058186552682?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/5495468058186552682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=5495468058186552682&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5495468058186552682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5495468058186552682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/02/perle-dalla-vecchiaia-di-un-grande.html' title='Perle dalla vecchiaia di un grande saggioM Czeslaw Milosz'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-4309913054396991967</id><published>2011-02-03T07:53:00.001-08:00</published><updated>2011-02-03T07:53:01.535-08:00</updated><title type='text'>Promemoria per gli amici</title><content type='html'>Cari amici, quando sar&amp;#242; pi&amp;#249; vecchio o senza memoria, richiamatemi, se mi sentirete urlare frasi come &amp;quot;mi sento offeso come uomo e cittadino&amp;quot;, &amp;quot;sono indignato&amp;quot;, &amp;quot;&amp;#232; veramente uno scandalo&amp;quot;, &amp;quot;vergogna&amp;quot;. Le sto ascoltando in questo istante (3 febbraio 2011, ore 16.30) alla Camera dei Deputati. &lt;br&gt;Ricordatelo a chi, almeno per un giorno, aveva scoperto che il vero coraggio non &amp;#232; l&amp;#39;indignarsi, ma il voler bene. E che la gloria degli &amp;quot;arrabbiati&amp;quot; fugge sempre e lascia in mano un pugno di mosche!&lt;br&gt;A futura memoria.&lt;br&gt;Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry&amp;#174; from Vodafone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-4309913054396991967?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/4309913054396991967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=4309913054396991967&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4309913054396991967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4309913054396991967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/02/promemoria-per-gli-amici.html' title='Promemoria per gli amici'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-1908251375756384575</id><published>2011-01-27T10:32:00.001-08:00</published><updated>2011-01-27T10:32:03.766-08:00</updated><title type='text'>Canone personale e istintivo degli editorialisti italiani</title><content type='html'>Oggi, dopo aver letto un buon articolo, mi sono chiesto: quali giornalisti mi piacciono? Quali leggo? Di quali sono follower su Twitter?&lt;br&gt;Sul Blackberry ho subito appuntato alcuni nomi. Ne &amp;#232; venuto fuori un personale e istintivo &amp;quot;Canone dei grandi editorialisti italiani&amp;quot;, che ora mi fa piacere condividere. &lt;br&gt;Naturalmente prendetelo per quello che &amp;#232;: un giudizio &amp;quot;dal basso&amp;quot;. Per&amp;#242;, forse, per qualche inesperto potr&amp;#224; essere utile per meglio navigare tra le tante, troppe cose indecenti che rete e giornali ci mettono sotto gli occhi tutti i giorni.&lt;br&gt;Quando scorro le pagine dei giornali on line o il profilo di Twitter, metto gi&amp;#249; il cappello (e comincio a leggere)  quando la firma &amp;#232; di uno di loro. L&amp;#39;ordine &amp;#232; casuale: &lt;p&gt;Giuliano Ferrara - Il Foglio&lt;br&gt;Antonio Socci - Libero&lt;br&gt;Marcello Veneziani - Il Giornale&lt;br&gt;Giuseppe De Rita - Il Corriere della Sera&lt;br&gt;Luca Telese - Il Fatto Quotidiano&lt;br&gt;Camillo Langone - Il Foglio&lt;br&gt;Franco Bechis - Libero&lt;br&gt;Massimo Gramellini - La Stampa&lt;br&gt;Mario Calabresi - La Stampa&lt;br&gt;Angelo Panebianco - Il Corriere della Sera&lt;br&gt;Ernesto G. della Loggia - Il Corriere della Sera&lt;br&gt;Davide Rondoni - Avvenire&lt;br&gt;Marco Respinti -  La Bussola Quotidiana&lt;br&gt;Andrea Tornielli - Il Giornale&lt;br&gt;Domenico Delle Foglie - Avvenire&lt;br&gt;Luigi Amicone - Tempi&lt;p&gt;E ancora, un po&amp;#39; pi&amp;#249; avanti con gli anni ma sempre molto acuti, Peppino Caldarola, Giampaolo Pansa e Renato Farina.&lt;p&gt;Apprezzo stile e brio di altri giornalisti, come Filippo Facci e Maurizio Belpietro, ma mi sembra che manchino di un orizzonte ideale. Sono bravi soldati arruolati, che, in fondo, non amano la verit&amp;#224; quanto la difesa della propria parte. Dicasi lo stesso, sul versante opposto, per Marco Travaglio. Non sembri piaggeria, ma imparo sempre molto anche dal mio direttore Paride Leporace. E, quando scrive, da Walter Veltroni (il quale, forse pochi lo sanno, &amp;#232; anche un giornalista). Tra un po&amp;#39; me ne verranno in mente sicuramente altri.&lt;p&gt;P.S. Se amate altri editorialisti indicateli pure in commento. Ho condiviso il mio giudizio anche per conoscere il vostro.&lt;p&gt;P.S. 2: noto solo in questo momento che nell&amp;#39;elenco non compare neppure una donna. Cosa ci posso fare?&lt;br&gt;Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry&amp;#174; from Vodafone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-1908251375756384575?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/1908251375756384575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=1908251375756384575&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1908251375756384575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1908251375756384575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/01/canone-personale-e-istintivo-degli.html' title='Canone personale e istintivo degli editorialisti italiani'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-5644783925207254769</id><published>2011-01-24T06:41:00.000-08:00</published><updated>2011-01-24T06:43:01.963-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='d&apos;avanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cangrande della scala'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dante'/><title type='text'>Le miserie di Silvio, le nostre miserie</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Di seguito l'articolo pubblicato domenica mattina sulla Tribuna del Quotidiano&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;di PINO SURIANO&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Confesso di aver letto ancora poco sull'ultima vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi. Eppure quel poco è bastato perché "inciampassi" in un paio di frasi folgoranti. L'articolo in questione è quello pubblicato lunedì su Repubblica da Giuseppe D'Avanzo. Le parole sono queste: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Anche chi non si è mai illuso della nobiltà dell'uomo, resta stupefatto dalla miseria, dalla desolazione, dallo squallore delle scene di vita che queste carte raccontano. (...) C'è un uomo separato dalla realtà e dalla vita, dimentico della sua finitezza, che non vuole con disperata ostinazione fare alcun conto con la morte e pretende e si illude di vivere come un Sultano eterno. Vuole corpi giovani...".&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Sono parole vere, tremendamente vere. Più vere e grandi del loro stesso autore, mi permetto di affermare. Cosa me lo fa dire? Il fatto che tutto l'articolo sia un crudele riversare su un uomo, Berlusconi, il dramma che è di un mondo. Come se il problema della finitezza e dell'incapacità di accettarla fosse una questione del solo Silvio. Quelle&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;parole pur vere, perciò, risuonano tutte impregnate della soddisfazione di chi gode del male svelato, della caduta dell'altro. Senza vera pietà, ma inconfessabile (anzi, ormai sempre più spesso confessabile e confessato) crudele gusto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Ed è però un gusto amaro, che rende incapace D'Avanzo di capire come e quanto ciò che lui stesso dice lo riguardi. Sì, perché, come ho già scritto, qui sono rovesciate su un uomo le parole che valgono per un mondo. O meglio, per ogni singolo uomo. E se qualcuno si sentisse offeso, se qualcuno se ne sentisse "fuori", dirò che valgono almeno per me. Perché le miserie umane di Silvio sono anche le mie miserie. E la sua affannosa lotta contro la finitezza è anche la mia lotta. Alla quale forse non mi illuderò di opporre giovani corpi, ma spesso tanta ambizione, volontà di prevalere, ansia di realizzazione dei miei progetti come unico orizzonte della vita, anche a danno degli altri. Guardando e trattando gli altri in ragione dei miei obiettivi, proprio come si fa con le&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;prostitute. Saranno cose più accettabili, meno immorali e scandalose, ma sono comunque illusioni, che non mi salveranno da una finitezza comunque insopportabile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Mentre rifletto mi ritornano chiare le due strade che sempre si pongono di fronte all'imporsi del male altrui. La prima è quella di godere del limite e della desolazione dell'altro, "sbattere il mostro in prima pagina" e gloriarsene, sentirsi migliori. La seconda è trasformare questo male in domanda, in giudizio su di sé. Mi è capitata la fortuna, non grazie a me, di desiderare, non sempre ma spesso, la seconda strada. E così quelle parole mi hanno fatto rimbalzare in cuore la domanda più urgente per l'uomo di ogni tempo: cosa vince questa finitezza, questa miseria? Se non le illusioni i giochi megalomani di Silvio (ed è vero), forse il semplice sforzo di accettare questa finitezza, o l'illudersi di poterla accettare? O c'è un'altra strada?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;In questi giorni mi è capitata tra le mani una lettera di Dante, che mette a tema proprio questo. E' la lettera a Cangrande della Scala, il signore di Verona che lo aveva ospitato negli anni del suo esilio. L'autore gli dedica per gratitudine l'edizione definitiva del Paradiso e ne indica qui il valore sintetico, in fondo la ragione per cui ha scritto tutta l'opera. E' un rigo che ha la forza di un pugnale. Lo scopo della Commedia sarebbe quello di "allontanare coloro che vivono in questo mondo dallo stato di miseria e condurli ad uno stato di felicità".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Passare dalla miseria alla felicità, da una selva ad un cielo bellissimo. Tutti noi cerchiamo questo, qualcosa che vinca la nostra miseria. Quella mia, di D'Avanzo, di Berlusconi, quella di tutti noi. Qualcuno ha ipotesi credibili? Pare che Dante ne abbia. Ma cosa faceva dire parole di tale "presunzione"? Quale esperienza umana?&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Mi interessa. Per questo tornerò a rifletterci e a scriverne. Ma, prima di farlo, andrò a rileggere La Commedia. Una cosa, però, l'ho già notata: Dante, in viaggio nell'Inferno, spesso piange per il dramma dei tanti peccatori incontrati. D'Avanzo, in fondo, ne ride. E' una bella differenza. E io voglio essere come Dante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-5644783925207254769?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/5644783925207254769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=5644783925207254769&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5644783925207254769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5644783925207254769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/01/le-miserie-di-silvio-le-nostre-miserie.html' title='Le miserie di Silvio, le nostre miserie'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-9221492491021613375</id><published>2011-01-08T06:47:00.000-08:00</published><updated>2011-01-08T06:46:59.463-08:00</updated><title type='text'>Da cielo in terra a miracol mostrare</title><content type='html'>Oggi, in classe, &amp;quot;Tanto gentile e tanto onesta pare&amp;quot;. Dante, Vita Nuova.&lt;br&gt;&amp;quot;Venuta da cielo in terra a miracol mostrare&amp;quot; scrive il poeta di Beatrice, gentile, onesta e &amp;quot;di umilt&amp;#224; vestita&amp;quot; &lt;br&gt;&amp;quot;Esagerato prof - rispondono - che c&amp;#39;entra il miracolo con una bella ragazza, peraltro conosciuta appena con un saluto?&amp;quot;...&lt;br&gt;Me lo sono chiesto. Ho risposto con un&amp;#39;altra domanda: &amp;quot;Se non per questo, cosa ci sta a fare tutta la bellezza che ci capita di incontrare in una bella donna, un bel panorama, un bel dono ricevuto, una bella frase, un bel gesto? Proprio niente?&amp;quot;...&lt;br&gt;Ho visto sguardi seri. Sono andato via con il peso di quella domanda. In fondo l&amp;#39;ho fatta anche a me. &amp;quot;Ma che ci sta a fare la bellezza sulla terra? Proprio niente?&amp;quot; Non &amp;#232; una domanda su Dio, ma sulle cose belle...&lt;br&gt;&lt;br&gt;Pino&lt;br&gt;Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry&amp;#174; from Vodafone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-9221492491021613375?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/9221492491021613375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=9221492491021613375&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/9221492491021613375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/9221492491021613375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/01/da-cielo-in-terra-miracol-mostrare.html' title='Da cielo in terra a miracol mostrare'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-3663434360558433306</id><published>2011-01-02T15:24:00.001-08:00</published><updated>2011-01-02T15:39:28.566-08:00</updated><title type='text'>SPARI DI CAPODANNO</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:&amp;quot;;font-size:130%;"  &gt;A Capodanno non ho mai sparato. Dieci anni fa osservavo chi lo faceva con un certo senso di superiorità. Ridevo dell'insensatezza di quel gesto dispendioso e privo di scopi "nobili". "Solo uno triste sfogo", pensavo.&lt;br /&gt;Adesso mi vengono le domande. Guardandoli comincio a chiedermi: cosa cercano quegli uomini? cosa vogliono? dove sparano? dove sperano? cosa amano?&lt;br /&gt;E mi scopro a pensare che dietro ogni sparo c'è un uomo che si è impegnato per farlo. Lo ha pensato, lo ha voluto, lo ha scelto. E non disprezzo più. Guardo i fuochi e guardo me, fermo a guardarli. Per l'occasione mi sono ricordato di questa bellissima pagina di Cormac McCarty, che il caro amico Gabriele mi ha fatto scoprire un paio di anni fa. C'è un vecchio abbeveratoio costruito con mani d'uomo. Il protagonista riflette su quelle mani, su quell'uomo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:&amp;quot;;" &gt;"[…] Ma quell'uomo si era messo lì con una mazza e uno scalpello e aveva scavato un abbeveratoio di pietra che sarebbe potuto durare diecimila anni. E perché? In cosa credeva quel tizio? Di certo non credeva che non sarebbe mai cambiato nulla. Uno potrebbe anche pensare questo. Ma secondo me non poteva essere così ingenuo. Ci ho riflettuto tanto..[…]&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;E allora penso a quel tizio seduto lì con la mazza e lo scalpello, magari un paio d'ore dopo cena, non lo so. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:&amp;quot;;" &gt;E devo dire che l'unica cosa che mi viene da pensare è che quello aveva una sorta di promessa dentro al cuore. E io non ho certo intenzione di mettermi a scavare un abbeveratoio di pietra. Ma mi piacerebbe essere capace di fare quel tipo di promessa. È la cosa che mi piacerebbe più di tutte…". &lt;b&gt;Cormac McCarty, Non è un paese per vecchi, Einaudi, 2006, pp. 249-50&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-3663434360558433306?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/3663434360558433306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=3663434360558433306&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3663434360558433306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3663434360558433306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/01/spari-di-capodanno.html' title='SPARI DI CAPODANNO'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-7781371611998590429</id><published>2011-01-01T11:39:00.000-08:00</published><updated>2011-01-02T15:38:42.245-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verbum domini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prediche'/><title type='text'>La predica di Natale</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%; color: rgb(64, 64, 64);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Più chiaro di così si muore. "Si devono evitare omelie generiche ed astratte, che occultino la semplicità della Parola di Dio, come pure inutili divagazioni che rischiano di attirare l’attenzione sul predicatore piuttosto che sul cuore del messaggio evangelico. Deve risultare chiaro ai fedeli che ciò che sta a cuore al predicatore è Cristo, che deve essere sempre al centro di ogni omelia”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 115%; color: rgb(64, 64, 64);"&gt;Sono le parole che Benedetto XVI ha messo nero su bianco nell’Esortazione Post Sinodale “Verbum Domini”, pubblicata il 30 settembre scorso. Un serio monito alle omelie dei sacerdoti. Non avrebbe scritto parole così chiare e severe, se non avesse avuto la percezione di un andazzo piuttosto diffuso nelle parrocchie. Speravo che potesse essere la volta buona per non sorbirsi più la solita predica natalizia sul consumismo delle feste. Niente da fare. Ho dovuto subirne il primo saggio nel&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/dicembre/23/Consumismo_Offende_Senso_del_Natale_co_9_101223030.shtml"&gt; sermone del cardinal Martini sul Corriere della Sera&lt;/a&gt;. Poi anche sulla stampa locale, &lt;a href="http://angelolucano.blogspot.com/2010/12/non-basta-un-panettone-e-un-bicchiere.html"&gt;questa volta a firma laica&lt;/a&gt;. E infine in parrocchia, dove un celebrante (per fortuna non quello abituale dalle mie parti) non ha fatto mancare il solito ritornello anti-consumista. Quello che, con la scusa di farci conquistare il vero valore del Natale, spesso e volentieri ce lo fa dimenticare, riducendolo a un impeto di bontà o, peggio, di moderazione. Le cui ragioni, peraltro, non sono quasi mai espresse in maniera convincente. “Essere tutti più buoni, non consumare, riflettere, fare opere di bene”. E perché? E perché proprio a Natale? Perché si diventa più buoni, come spesso si sente dire? Proprio la risposta a questo perché sembra latitare nelle parole dei parroci e, di conseguenza, nelle coscienze dei fedeli. La predica sul consumismo funziona sempre, anche se non risponde a questa domanda. In fondo dice una cosa vera, giusta e condivisibile. Come mai, allora, prendersela tanto accanitamente con queste giuste raccomandazioni? Quale sarebbe il loro limite?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%; color: rgb(64, 64, 64);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 115%; color: rgb(64, 64, 64);"&gt;Il loro limite è che si possono sentire ovunque. Non c'è bisogno di nessun Natale per ricordarci quanto siamo consumatori selvaggi e smisurati (non solo durante le feste).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%; color: rgb(64, 64, 64);"&gt; &lt;span class="apple-style-span"&gt;Né, tanto meno, c'era bisogno che qualcuno nascesse e morisse in croce per ricordarci un po’ di moderazione o qualche buona opera per mettere a posto la coscienza. Ben altro è venuto a fare. E’ venuto per far scoprire al mondo quanto di più bello e straordinario possa esserci: e cioè che tutto è salvo, tutto è positivo, tutto è bello. Non vince il male, non vince la morte. Anche se “sembra” che vincano. E perciò che la vita è grande. Papa Benedetto lo ha detto con parole bellissime nel suo libro Gesù di Nazaret: “Ma che cosa ha portato Gesù veramente, se non ha portato la pace nel mondo, il benessere per tutti, un mondo migliore? Che cosa ha portato? La risposta è molto semplice: Dio. Ha portato Dio. […] Ora noi conosciamo il suo volto, ora noi possiamo invocarlo. Ora conosciamo la strada che, come uomini, dobbiamo prendere in questo mondo. Gesù ha portato Dio e con Lui la verità sul nostro destino e la nostra provenienza. Solo la nostra durezza di cuore ci fa ritenere che ciò sia poco”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;Per dirlo - e per essere credibili - c'è bisogno di uomini che lo riconoscano. E perciò - la cosa è conseguente, non volontaristica - lo rendano visibile nella gioia che traspare dal loro volto. Le prediche sul consumismo siano lasciate pure a chi non ha altro da dire. Un prete potrebbe comunicare qualcosa di più grande, sgranare occhi e cuore di fronte all’immensità di questo straordinario dono fatto da Dio (addirittura suo Figlio) e allora sì, sotto questo impeto, invitarci a donare noi stessi, nelle forme più libere e creative. E solo così rilanciarci in quella prospettiva di dono con cui va concepita la vita tutta, non appena qualche soldo. E non solo in qualche speciale periodo dell’anno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%; color: rgb(64, 64, 64);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Del resto, c&lt;a href="http://www.antoniosocci.com/2010/12/elogio-cristiano-del-natale-consumistico/"&gt;ome ha scritto Antonio Socci nei giorni scorsi&lt;/a&gt;, il primo Natale consumistico è stato proprio quello “di duemila anni fa”. Un vero Natale dei doni. In quell’occasione sono arrivati doni di gioia dai Magi dell’Oriente  - paradossalmente proprio quelli meno “socio-assistenziali”: oro, incenso e mirra offerti a chi, forse, non aveva neppure il pane - e addirittura i più poveri, i pastori, si sono messi a far dono del poco che avevano. Che bel rovesciamento, quel rovesciamento e quella dedizione che solo una gioia grande, e nessun impeto volontaristico, possono offrire. Quel giorno, duemila anni fa, c’era da essere felici, prima che buoni. Buon Natale a tutti. Parroci compresi. La mia voce critica, pur costruttiva, non è pari al coraggio della loro scelta di dedizione a Dio. Non posso che ringraziarli uno per uno per il solo fatto di esserci. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana,sans-serif;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%; color: rgb(64, 64, 64);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Pino Suriano&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-7781371611998590429?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/7781371611998590429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=7781371611998590429&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/7781371611998590429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/7781371611998590429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2011/01/la-predica-di-natale.html' title='La predica di Natale'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-2874964527481852990</id><published>2010-12-16T11:48:00.000-08:00</published><updated>2010-12-16T12:18:12.296-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liceo laterza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='integrazione'/><title type='text'>L'integrazione. Il diverso e la cultura del "sicuro"</title><content type='html'>&lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;b&gt;Torno finalmente al blog. Dopo decenni. Mesi fa ho scritto questi pensieri (un  po' scomposti) e per il giornale "Svicolando" di Laterza. Oggi ho rivisto il testo e ho pensato di pubblicarlo. Buona lettura&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;b&gt;IL DIVERSO E LA CULTURA DEL SICURO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;E’ quasi troppo facile dire o scrivere belle parole sull'integrazione. Almeno quando non se ne vivono le difficoltà sulla propria pelle. Non c&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;osta nulla, in fondo, qualche frasetta edificante sul rispetto e sull&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; "&gt;'uguaglianza. Ben più drammatica, però, è la percezione del problema per chi ne vive in prima persona conseguenze e disagi. E comprende bene, perciò, quanto ogni forma di integrazione sia, di per sé, complessa e mai superabile al livello delle “buone intenzioni”.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/TQpv4Jlk2BI/AAAAAAAABF0/Y51tLrFzBIg/s320/Integrazione%2Barticolo.jpg" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551372501124438034" /&gt;  &lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Ce ne offre una prova anche la storia della lingua, che come sempre può insegnarci tanto. In tutte le grandi famiglie linguistiche, il termine usato per indicare lo straniero è associato semanticamente al concetto di “ostilità”: si va dal barbaros greco, di evidente accezione negativa, all’hostis latino, termine poi &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; "&gt;passato, non casualmente, a designare inimicizia e ostilità.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;i&gt;Diversità e ostilità, estraneità e inimicizia, convergono inevitabilmente.&lt;span&gt; &lt;/span&gt; Guai, però, a ridurre una questione tanto complessa alla banale semplificazione dei “cattivi” che non sanno accettare il diverso. E' l'esperienza stessa della differenza a generare, per buoni e cattivi, ostilità. C’è poco da scandalizzarsi! Bisogna ben distinguere, però, i due potenziali atteggiamenti che fanno seguito a questo primo moto diffidente: quello di chi permane nella posizione del pregiudizio, della paura, e quella chi si apre alla ricerca, alla possibilità di scoprire nell’altro un bene, un positivo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;i&gt;Troppo frequentemente, oggi, appare più diffusa la prima posizione. Ma perché, dunque, vince sempre più spesso la paura?&lt;span&gt;  Provo a rispondere. &lt;/span&gt;Credo che la ragione sia rintracciabile in quella mentalità (oggi particolarmente diffusa) che propaganda la ricerca spasmodica del comodo, del calcolabile, che fa preferire una sicura nuotata “nella piscina della vita”, dove si tocca e tutto è alla portata, rispetto alla profondità del mare. E’ quella mentalità che ci fa amare parole come “sicurezza” e odiare parole come “rischio”, che ci fa amare la parola “calcolo” e ci fa odiare la parola “avventura”, che ci fa amare l’utile più che il bello. La cultura del sicuro come ideale supremo, che fa apprezzare ciò che non cambia e spiazza e insegna a temere, inesorabilmente, il diverso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;i&gt;E' una questione di concezione della vita, di cultura del vivere. Si tratta di vedere se siamo o no aperti all’abisso misterioso e affascinante della vita (per dirla con le parole di Dino Buzzati), oppure la concepiamo come una pura e semplice "sistemazione" dei nostri disegni e progetti (che magari chiamiamo anche "sogni"). Gli altri possono entrare, ma solo se utili al nostro scopo. Se minimamente ci ostacolano o inibiscono, che restino pure fuori!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;i&gt;Lo vedo nella quotidianità, anche nelle classi, quando si scarica un amico per una parola mal detta, quando ci si sente forti e uniti perché " chi ha sbagliato deve avere ciò che si merita", quando si guarda male un compagno perché "ha ottenuto qualcosa in più o ha più soldi e non è merito suo”, quando si fa una petizione per cacciare via questo o quest'altro perché dà problemi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;i&gt;Sarebbe utile che ciascuno (anche chi si sente " a posto") considerasse quanto sia, in fondo, poco aperto rispetto all'altro. Cosa occorre, allora, per poter rispettare l’altro e la sua cultura? Una passione per la propria: solo se si impara ad amare la propria cultura, si può permettere e osservare quella altrui. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;i&gt;Lo ha insegnato splendidamente la civiltà greco-romana: sempre orgogliosa della propria matrice culturale, ma sempre aperta al contributo di bene e verità che poteva giungere dall’incontro con altre culture. Con la coscienza che il bene e il vero possono trovarsi ovunque, non stanno mai da una solo parte. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;i&gt;Anzi, si può trovare del bene anche solo in “momenti di persone”: l'atto più bello e nobile può essere compiuto oggi dall'uomo che aveva commesso ieri la più turpe strage. L'atto bello rimane bello e si possono aprire le porte anche a chi ha sbagliato, guardandolo con gratitudine. Non è integrazione anche questa? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;span style="font-size: 11.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;i&gt;Non si è aperti per partito preso, perché ci si sente moderni, di larghe vedute, o perché "ormai siamo nel 2000". Si &lt;span&gt; &lt;/span&gt;può andare incontro al diverso solo se impara a non avere paura della vita. Anche quando si rischia che sia diversa da come la vorrebbero i nostri piccoli e “donabbondiani” calcoletti. "La vita è un'avventura, ma solo l'avventuriero lo scopre" scriveva G K Chesterton. Aveva ragione da vendere!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="line-height:15.75pt;vertical-align:baseline"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Pino Suriano&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-2874964527481852990?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/2874964527481852990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=2874964527481852990&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2874964527481852990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2874964527481852990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2010/12/lintegrazione-il-diverso-e-la-cultura.html' title='L&apos;integrazione. Il diverso e la cultura del &quot;sicuro&quot;'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/TQpv4Jlk2BI/AAAAAAAABF0/Y51tLrFzBIg/s72-c/Integrazione%2Barticolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-5594194072893907287</id><published>2010-02-07T03:19:00.000-08:00</published><updated>2010-02-07T03:22:42.706-08:00</updated><title type='text'>Che Memoria sarebbe, senza una cosa bella da raccontare?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/S26iAv66-YI/AAAAAAAABE0/Uo8SDZOh1ZI/s1600-h/kolbe.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 205px; height: 258px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/S26iAv66-YI/AAAAAAAABE0/Uo8SDZOh1ZI/s320/kolbe.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435459934030068098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;Una giornata nel ricordo di Massimiliano Kolbe&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;COLOBRARO – Quel giorno, nel campo di concentramento di Auschwitz, le guardie avevano selezionato dieci detenuti. Dovevano essere rinchiusi nel cosiddetto “bunker della morte”, senza acqua e cibo, dove sarebbero morti di fame in pochi giorni. Qualche giorno prima un prigioniero del campo aveva tentato di evadere. E le guardie, per evitare altri simili tentativi, avevano deciso di ammonire i prigionieri con una punizione dura ed esemplare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Francesco Gajowniczek, uno dei dieci prescelti per il bunker, cominciò a piangere e a urlare a squarciagola. Implorava di essere salvato per pietà della famiglia che lo attendeva a casa. All’improvviso, dalla folla dei detenuti, si alzò una mano. Era un uomo poco più che quarantenne, uno dei tanti prigionieri, numero di matricola 16670. Fece una proposta che a tutti sembrò impensabile: sarebbe entrato lui nel bunker, al posto di quel padre di famiglia. Le guardie accettarono, la vita di Gajowniczek fu salva.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Quindici giorni dopo, in quel bunker senza acqua e cibo, l’uomo era ancora vivo. Fu ucciso insieme ad altri prigionieri con un’iniezione di acido fenico. Era il 14 agosto 1941. Quell’uomo si chiamava Massimiliano Kolbe, sacerdote polacco. Nel 1981 sarebbe diventato san Massimiliano Kolbe, canonizzato dal suo connazionale Giovanni Paolo II, che lo definì quel giorno “martire della carità”. Alla cerimonia era presente anche Gajowniczek, l’uomo salvato dal suo sacrificio e poi scomparso nel 1995.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Se non avesse compiuto quel gesto, forse, oggi sarebbe ricordato come uno dei tanti numeri di matricola scomparsi in quel campo. E invece la sua vita, pur nella normalità dei gesti quotidiani, era già tutta piena di quella energia e di quella passione per l’uomo che lo avrebbero reso capace di un dono così grande. Padre Kolbe era un uomo vivo, ardentemente appassionato e intimamente legato ai rapporti umani. Amava intensamente i compagni del suo ordine religioso, era socievole e gioioso. E, soprattutto, sapeva perdonare. Sempre serio, ma mai pieno di livore verso chi si mostrava incapace di rispettare le regole del collegio. “Bisogna pregare per i peccatori”, diceva sempre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Di queste ed altre testimonianze sulla sua vita si è fatto portavoce monsignor Francesco Nolè, vescovo della diocesi di Tursi-Lagonegro, nell’ambito di un incontro organizzato presso i locali scolastici di Colobraro, sezione staccata dell’Istituto Comprensivo Isabella Morra di Valsinni, in occasione della Giornata della Memoria. &lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;E’ stato un modo nuovo, bello e sorprendente di richiamare una memoria storica, spesso ridotta, anche nelle scuole, a formale e disinteressata ritualità celebrativa. Alle orecchie dei ragazzi è arrivata una notizia: anche nel luogo più atroce, simbolo del male e della bestialità dell’uomo, è stato possibile un atto così grande e bello. Senza una cosa bella da raccontare, del resto, che “Memoria” sarebbe&lt;/span&gt;?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Verdana;"&gt;&lt;b&gt;Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-5594194072893907287?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/5594194072893907287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=5594194072893907287&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5594194072893907287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5594194072893907287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2010/02/che-memoria-sarebbe-senza-una-cosa.html' title='Che Memoria sarebbe, senza una cosa bella da raccontare?'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/S26iAv66-YI/AAAAAAAABE0/Uo8SDZOh1ZI/s72-c/kolbe.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-3022609124565841348</id><published>2009-11-10T15:07:00.000-08:00</published><updated>2009-11-10T15:11:29.230-08:00</updated><title type='text'>Toglietelo pure, se vi va</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;div&gt;Commento sulla sentenza europea del Crocefisso&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt;Pubblicato il 5 novembre sul Quotidiano della Basilicata&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Tahoma;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Che tolgano pure il crocefisso dalle scuole, come ha stabilito l'altro ieri &lt;/span&gt;&lt;st1:personname productid="la Corte Europea" st="on"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;la Corte  Europea&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt; dei Diritti dell’Uomo. In fondo è solo un oggetto, un simbolo, come molti dicono. Potrebbe essere un bene. La sua presenza scontata e quasi "sputtanata" ci induce spesso a dimenticare che quell'uomo, duemila anni fa, i chiodi li ha avuti davvero, che quell'immagine non é appena il quadretto utile per qualche bella riflessione morale, ma un fatto vero, accaduto, che sfida in ogni istante la nostra vita e il nostro destino di mortali. Non credo che interesserebbe troppo, a un tale che ha detto di essere la “salvezza di ogni uomo”, vedersi difeso come uno dei tanti "simboli culturali".&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Tahoma;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Lo tolgano pure! Ciò che non potranno mai togliere, a colpi di sentenze, è quel poco che resta della coscienza cristiana nelle scuole: alunni e insegnanti in carne e ossa che vivono la scuola a partire dalla fede e dalla sua capacità di determinare la vita. Tutto ciò, poiché alberga nell'umana coscienza, è di fatto inestirpabile. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Tahoma;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Anzi, la mancanza di potere, simboli e appigli formali costringe sempre a una maggiore serietà di fondo. Mai come nei momenti in cui è perseguitata o combattuta, infatti, una proposta religiosa è spinta a fare i conti con la propria “convenienza” e, perciò, ad approfondirsi e svilupparsi: è accaduto con le persecuzioni degli imperatori romani, è riaccaduto nel secolo scorso sotto la dittatura sovietica.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Tahoma;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Questa valutazione sull'intangibilità dell’esperienza cristiana e della Chiesa, però, non può esimerci da un paio di giudizi sulle ragioni che hanno determinato la sentenza. Si tratta, con tutta evidenza, di ragioni ideologiche, che nascono da un essere “contro” qualcuno o qualcosa, in questo caso &lt;/span&gt;&lt;st1:personname productid="la Chiesa" st="on"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;la Chiesa&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;, e non da un dato di fatto della realtà.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Tahoma;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Basta un minimo di buon senso per vedere quanto sia innocente quella presenza nelle aule, simbolo del riconoscimento di un popolo in una storia, più che strumento dell'intento “persuasivo” della Chiesa. Non è certo con un simbolo, evidentemente, che si persuade qualcuno al riconoscimento di una religione o di un'istituzione.  Per fare questo servono educatori che le esprimano e le incarnino con il loro stile di vita, tanto da risultare attraenti per i giovani. E ciò, naturalmente, vale tanto per il crocefisso quanto per la foto del Presidente della Repubblica (anch’essa affissa in molte aule). Altro che simboli!&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Tahoma;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Parliamoci chiaro, perciò. Dietro questa presunta battaglia di progresso non c'è veramente la sofferenza di una povera ragazzina "violentata" da quella croce nel suo diritto alla libertà di coscienza. Ci sono un padre e una madre agguerriti, con alle spalle studi legali ferratissimi e importanti associazioni.  E c'è una Comunità Europea che non perde occasione per affermare e imporre la propria concezione di laicità formale e senza contenuti.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Tahoma;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Si tratti di soggetti che traggono alimento da una cultura che, se inizialmente nasce da un legittimo dissenso dalle posizioni dalla Chiesa, si traduce spesso in un fastidio per la sua stessa presenza e la sua capacità di incidere nello spazio pubblico. Da qui è breve il passo a un sentimento di ostilità, che si esprime anche quando non ve ne siano le ragioni. Si arriva, molto spesso, a godere e gioire per ogni disavventura, incoerenza o scandalo interno alla Chiesa. Esiste ormai, addirittura, un vero e proprio filone culturale che si nutre di questa enfatizzazione dei suoi limiti umani: film, documentari; libri, siti, associazioni, etc. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Tahoma;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;È da questa cultura che nasce l'attacco all'innocuo crocefisso: lo attaccano, in apparenza, come simbolo religioso. In realtà, però, dà fastidio come simbolo di quella determinata religione e di quella determinata istituzione. Faremo bene ad ammetterlo presto: certe battaglie sono battaglie di ostilità e non di autentico progresso. E perciò, come tutte le cose che nascono “contro” qualcosa e non "per" qualcosa, sono destinate a distruggere senza costruire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:Tahoma;font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:13px;"&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: -webkit-xxx-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: -webkit-xxx-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-3022609124565841348?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/3022609124565841348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=3022609124565841348&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3022609124565841348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3022609124565841348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/11/toglietelo-pure-se-vi-va.html' title='Toglietelo pure, se vi va'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-375279307567312120</id><published>2009-09-18T06:05:00.001-07:00</published><updated>2009-09-18T06:05:55.332-07:00</updated><title type='text'>Caterina, figlia di Socci. Altre notizie sullo stato di salute</title><content type='html'>Migliaia di visitatori sono arrivati su questo sito per cercare notizie sullo stato di salute di Caterina Socci, figlia del giornalista Antonio, di cui avevo dato notizia nei giorni scorsi. Anche per questo mi sembra opportuno proporre gli aggiornamenti sulla vicenda che lo stesso Socci ha pubblicato sul suo sito.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.antoniosocci.com/2009/09/qualche-notizia-su-caterina/"&gt;Qui il link. &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Consiglio di leggere ogni parole on attenzione, e di immedisimarsi, per quanto possibile, con la situazione di chi le scrive...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-375279307567312120?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/375279307567312120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=375279307567312120&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/375279307567312120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/375279307567312120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/09/caterina-figlia-di-socci-altre-notizie.html' title='Caterina, figlia di Socci. Altre notizie sullo stato di salute'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-8793292270192927895</id><published>2009-09-14T05:34:00.001-07:00</published><updated>2009-09-14T05:41:46.357-07:00</updated><title type='text'>Preghiera per la figlia di Antonio Socci</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;La figlia del giornalista Antonio Socci è in coma per un inspiegabile arresto cardiaco. Si chiama Caterina e ha 24 anni. Riporto le parole con cui Socci lo ha comunicato ai suoi amici e ai lettori del &lt;a href="http://www.antoniosocci.com/"&gt;suo sito&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ringrazio immensamente tutti coloro che in queste ore pregano per mia figlia, Caterina, 24 anni, che si trova in coma all’ospedale di Firenze per un inspiegabile arresto cardiaco.C’è una cosa importantissima e preziosissima che si può fare: pregare! Far celebrare messe e recitare rosari per la sua guarigione è, in questo momento, la speranza più grande. Noi e gli amici lo stiamo facendo instancabilmente, anche con la recita della preghiera per ottenere l’intercessione di don Giussani (ve la copio qua sotto). Io e tutta le mia famiglia ve ne siamo grati. Che Dio vi benedica. Antonio Socci&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;PREGHIERA: Signore Gesù, tu che ci hai donato don Giussani come padre e ci hai insegnato, attraverso di lui, la gioia di riconoscere la nostra esistenza come offerta a te gradita, concedici per sua intercessione la grazia della guarigione di Caterina. Te lo chiediamo per la sua glorificazione e per la nostra consolazione. Amen&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono colpito da queste parole. Un uomo che ha sempre predicato sulla preghiera e sulla fede, ora si trova a viverla come sfida atroce per la sua stessa vita.&lt;br /&gt;E' bello vedere come, prima di disperarsi, provi a chiedere aiuto e a scrivere parole di speranza come queste. Scritte da un uomo che vive in un momento così, queste parole mi fanno sperare per la vita, per l'umanità e per il destino di ciascuno... Auguro a tutti un cuore così, per i momenti belli e brutti della vita..&lt;br /&gt;Chi vuole e può, assecondi la sua richiesta di preghiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-8793292270192927895?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/8793292270192927895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=8793292270192927895&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8793292270192927895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8793292270192927895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/09/preghiera-per-la-figlia-di-antonio.html' title='Preghiera per la figlia di Antonio Socci'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-8235755771110800090</id><published>2009-06-22T05:07:00.001-07:00</published><updated>2009-06-22T05:25:18.331-07:00</updated><title type='text'>La vera rivoluzione del segretario di Togliatti</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;E' morto Massimo Caprara, segretario del Migliore e cofondatore del Manifesto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center; font-family: trebuchet ms;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center; font-family: trebuchet ms;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di PINO SURIANO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms;font-family:trebuchet ms;" class="MsoNormal" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;font-family:trebuchet ms;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/Sj92t6nqODI/AAAAAAAABAo/V4eV4dT-sKM/s1600-h/Caprara+immagine.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 226px; height: 151px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/Sj92t6nqODI/AAAAAAAABAo/V4eV4dT-sKM/s320/Caprara+immagine.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350125413541230642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E’ morto, a 87 anni, Massimo Caprara. Segretario personale di Palmiro Togliatti e cofondatore del Manifesto, aveva dedicato a&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;nima e corpo all’affe&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;rmazione della causa comunista. Negli ultimi anni di vita giunse a sconfessare quell’ideologia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;font-family:trebuchet ms;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Il mio modo di non essere più comunista non è diventare anticomunista – ebbe a dire - ma ascoltare e pensare». E cioè, smettere di applicare un’idea sulla realtà (l’anticomunismo, in fon&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;do, è un’altra idea) e cominciare a guardarla per quello che è, per ciò che provoca nel cuore dell’uomo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;font-family:trebuchet ms;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sono parole che mi hanno sempre colpito. Perché si tratta, in fondo, dell’unica vera onestà intellettuale che è richiesta a ciascuno di noi di fronte a questo straordinario mistero che è il nostro “esserci” e il nostro agire da uomini. Guardare e pensare, cioè giudicare ciò che accade davanti ai nostri occhi: è stato questo, forse, il più bell’insegnamento della sua avventura umana e intellettuale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;font-family:trebuchet ms;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In questa “osservazione senza pregiudizio” gli capitò di incontrare, alla fine degli anni ’90, il cristianesimo. Il suo fu un percorso fervido e graduale, ma alla fine disse sì.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Non fu solo la carica emozionale del racconto evangelico a colpirlo e convertirlo, né solo l’arguzia dei tanti intellettuali&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;cattolici con cui venne in rapporto. Ma l’incontro con ragazzi poco più che ventenni, già cambiati dal cristianesimo. Lui, il braccio destro di Togliatti, grande intellettuale e collaboratore del Manifesto e del Giornale di Indro Montanelli, cambiato dal volto lieto di tre universitari milanesi? Proprio così! In un pomeriggio di inverno, dopo uno dei tanti incontri nel suo appartamento milanese, al momento del saluto scoppiò in lacrime e disse loro: “Grazie, voi siete le mie colonne!”. L’uomo che aveva stretto la mano e Stalin, sentiva di dover poggiare tutta la vita sullo sguardo e sull’amicizia di tre semplici ragazzi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;font-family:trebuchet ms;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ho avuto la fortuna di sentirgli raccontare dal vivo la sua storia, la sua “vecchia” e “nuova” vita, al Meeting di Rimini del 2002: “Adesso mi sento veramente rivoluzionario – disse alla fine dell’intervento - adesso che non sono più comunista sono veramente rivoluzionario”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;Eugenio Corti, grande scrittore e suo fraterno amico, ha spiegato così la sua “scoperta” (egli stesso amava usare questo termine per descrivere la sua nuova avventura di vita) in una recente intervista rilasciata a Il Sussidiario.net: “Ha scoperto questa cosa semplice e al contempo profondissima, trovando in lui stesso la povertà. Ossia, non considerandosi più come il ricco distributore di una dottrina da impartire ai poveri, ma come egli stesso povero e quindi partecipe realmente dei bisogni umani. Questa è la vera rivoluzione”. Diventare cristiano non significò scoprire una più nuova e bella idea sul mondo e i suoi problemi, ma su di sé. “Riscoprirsi uomo” è il titolo che scelse, non per caso, per la sua bellissima autobiografia. Aveva capito che nessuna rivoluzione, se non cambia l’uomo nell’intimo, è veramente una rivoluzione. Aveva lottato per cambiare il mondo, ha scoperto il bisogno di cambiare sé!&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-8235755771110800090?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/8235755771110800090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=8235755771110800090&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8235755771110800090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8235755771110800090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/06/la-vera-rivoluzione-del-segretario-di.html' title='La vera rivoluzione del segretario di Togliatti'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/Sj92t6nqODI/AAAAAAAABAo/V4eV4dT-sKM/s72-c/Caprara+immagine.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-2875946815197112508</id><published>2009-05-19T07:17:00.000-07:00</published><updated>2009-05-19T07:25:35.300-07:00</updated><title type='text'>Chi sa solo di calcio....</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ShLA2bTFx9I/AAAAAAAAA_I/1rfsJ89lrh8/s1600-h/mou.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337540549660755922" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 248px; CURSOR: hand; HEIGHT: 147px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ShLA2bTFx9I/AAAAAAAAA_I/1rfsJ89lrh8/s320/mou.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;"&lt;span style="font-size:130%;"&gt;CHI SA SOLO DI CALCIO, SA POCO O NULLA DI CALCIO"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Josè Mourinho,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;discorso all'Università di Lisbona &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;per la laurea Honoris Causa 24 marzo2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto è vera questa frase... E non vale solo per il calcio!!&lt;br /&gt;Grazie mister! Vincere con te è cento volte più bello!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Foto tratta dal sito di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://gianlucaalbanese.wordpress.com/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:78%;"&gt;Gianluca Albanese&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-2875946815197112508?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/2875946815197112508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=2875946815197112508&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2875946815197112508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/2875946815197112508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/05/chi-sa-solo-di-calcio.html' title='Chi sa solo di calcio....'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ShLA2bTFx9I/AAAAAAAAA_I/1rfsJ89lrh8/s72-c/mou.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-4960350006111773322</id><published>2009-04-04T03:24:00.000-07:00</published><updated>2009-04-04T03:31:43.904-07:00</updated><title type='text'>Il coraggio di Papa Benedetto</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CUtente%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Propongo di seguito l'articolo inviato nei giorni scorsi al Quotidiano sulla vicenda di Benedetto XVI in Africa, che tanta ha dato da parlare a tanti "sapienti" e "responsabili" uomini politici del nostro tempo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ci vuole davvero un bel coraggio! Andare in Africa, dove l’Aids uccide ogni giorno, dove migliaia di persone muoiono di fame e di sete, dove le guerriglie etniche fanno stragi e violenze di ogni sorta, e mettersi a parlare di preservativi. E poi per dire cosa? Che non sono l’arma migliore per combattere l’Aids. “Ma questo su che pianeta vive?”, mi chiedeva ieri una ragazza di 18 anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Una reazione spontanea e comprensibile la sua, ma anche frettolosa. Somigliante a quella, di certo meno ingenua, dei tanti media e uomini politici che in questi giorni non aspettavano altro che un pretesto per bersagliare il papa. Magari anche tirando in ballo presunte differenze con il “povero” Giovanni Paolo II, che di sicuro si starà rivoltando nella tomba perché in tanti documenti ufficiali ha scritto esattamente le stesse cose. Le parole di Ratzinger è bene leggerle dal Vatican Information Service, fonte attendibile perché ufficiale: “Direi che non si può superare questo problema dell'Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c'è l'anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema. La soluzione può trovarsi solo in un duplice impegno: il primo, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l'uno con l'altro, e secondo, una vera amicizia anche e soprattutto con le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Parole ben diverse dai tanti titoloni sparati in questi giorni. Ma tralasciando, per una volta, il solito balletto mediatico (che si commenta da sé), vorrei provare a capire, invece, dove Benedetto trovi il coraggio per dire e fare cose del genere. Naturalmente dopo aver scartato, e la cosa mi pare ragionevole, l’ipotesi che possa essere semplicemente impazzito. “Uno il coraggio non se lo dà da sé” diceva Manzoni. E allora, dove prende, Ratzinger, il coraggio per parlare male dei preservativi nei luoghi in cui l’Aids fa milioni di morti?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Credo che le ragioni possano racchiudersi in due principali, in qualche modo comprensive delle tante altre. Il primo elemento di coraggio deriva da ciò che comunemente si chiama “presenza della Chiesa”. E che per milioni di africani non ha la faccia crudele di Ratzinger che Repubblica sceglie ad arte per le sue foto, ma il volto autentico e generoso di migliaia di cristiani che in quelle terre stanno per davvero di fronte all’Aids. Parlo dei tanti movimenti cattolici, dalla Caritas alla Comunità di Sant’Egidio, dall’Avsi di Comunione e Liberazione all’Opus Dei. Insomma, gente che guarda al cuore del problema Aids molto più di quanto non lo facciano i promotori di campagne pubblicitarie, i politici o gli opinionisti sui loro comodi divanetti. Ebbene, quella gente si muove per lo stesso ideale del papa, quella stessa speranza di fede per cui vale la pena aiutare un uomo malato di Aids e stargli accanto nel dolore. Quando il papa parla di Aids, dunque, parla da padre e rappresentante di chi fa tutto ciò, di chi si “mischia” con l’Aids fino a questo punto. Gli africani lo sanno e sanno esserne grati, come dimostra la straordinaria accoglienza di questi giorni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Accanto a questa prima certezza ve n’è una seconda. Ed è, forse, quell’aspetto della Chiesa che più difficilmente va giù, anche a tanti cattolici. E’ il fatto che &lt;st1:personname productid="la Chiesa" st="on"&gt;la Chiesa&lt;/st1:personname&gt; si ostini a non staccare mai il lavoro di aiuto concreto da un tentativo di cambiamento della mentalità. A non staccare mai l’umanitarismo dall’umanizzazione. O, per dirla nel modo a me più gradito, l’impegno sociale da quello educativo. Per fare questo c’è bisogno di dare giudizi su ciò che più umanizza, anche in relazione alla vita sessuale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La cosa non piacerà a tanti, ma sta proprio in questi termini: &lt;st1:personname productid="la Chiesa" st="on"&gt;la Chiesa&lt;/st1:personname&gt; non si impegna nel sociale semplicemente perché è una cosa buona e basta. Questa, semmai, è la ragione per cui tutti i ricchi d’Occidente fanno un minimo di solidarietà per mettersi la coscienza a posto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;st1:personname productid="la Chiesa" st="on"&gt;&lt;span style=""&gt;La Chiesa&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; aiuta l’uomo perché ha l’idea dell’uomo come qualcosa di grande, di bello, di straordinario. In qualunque condizione sociale si trovi, quale che sia il suo colore della pelle. E anche (questo fa arrabbiare un po’ di più) quale che sia il suo stato di salute. Insomma, un amore alla vita che non ha paura di essere radicale. Per questo non rinuncerai mai, lo spero, a dire che la sessualità è un dono eccezionale nel quale si gioca la vita umana e non va trattata come puro strumento di piacere. Per questo non rinuncerà mai a un giudizio su ciò che ritiene più umano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Che bello un papa così. Il suo coraggio mi conferma nella modalità con cui ho incontrato il cristianesimo tra i banchi di scuola, attraverso uomini che mi hanno sempre sfidato così: “Giudica tu, cosa è più vero e più umano”. Su tutti gli aspetti della vita, dalla scuola alla politica, dai rapporti familiari alla sessualità. Sempre fino in fondo. “Perché l’uomo – mi si diceva - è fatto per andare fino in fondo, senza codardia, senza stare sempre con le spalle coperte, come don Abbondio”. Insomma, sempre con il “preservativo”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E a quell’invito a giudicare “fino in fondo” se ne accompagnava un altro ugualmente affascinante: “Non avere mai paura di dire pubblicamente ciò che tu (e mai un altro per te) riterrai più vero e umano. Senza il problema di dire la cosa più facile e corretta, quella che la mentalità dominante (oggi sempre più buonista) riterrà condivisibile”. Questo coraggio ci ha messo spesso, e ci mette ancora, sotto il fuoco della critica più conformista. Quella stessa critica conformista che oggi il papa non ha paura di tirarsi addosso dicendo cose che a tanti appaiono “fuori dal mondo”. Che bello un papa così: fa venir voglia di non rimanere mai zitti nel proprio angolino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-4960350006111773322?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/4960350006111773322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=4960350006111773322&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4960350006111773322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4960350006111773322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/04/il-coraggio-di-papa-benedetto.html' title='Il coraggio di Papa Benedetto'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-21986705560365892</id><published>2009-02-20T08:43:00.000-08:00</published><updated>2009-02-20T08:46:19.352-08:00</updated><title type='text'>"Non diventiamo come Repubblica e L'Unità"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un interessante dialogo via mail con Domenico Delle Foglie, direttore di Piuvoce.net&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CUtente%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"&gt;Ho avuto un interessante botta e risposta Domenico Delle Foglie, già caporedattore dell’Avvenire e Portavoce del Movimento Scienza e Vita, nonché coordinatore generale del celebre Family Day nella primavera del 2007. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"&gt;Gli ho fatto notare, con una mail, che mi pareva poco ragionevole il tono moralistico di un suo commento, per me gratuitamente ostile, su una cena tenutasi nella villa dell’avvocato di Beppino Englaro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"&gt;&lt;a href="http://www.piuvoce.net/newsite/fuoricampo.php?id=23"&gt;Qui &lt;/a&gt;potete leggere il suo commento. &lt;a href="http://www.piuvoce.net/newsite/lettera_art.php?id=140"&gt;Qui la mia lettera e la sua risposta&lt;/a&gt;, pubblicata sul sito PiuVoce.net, di cui egli stesso è direttore.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-21986705560365892?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/21986705560365892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=21986705560365892&amp;isPopup=true' title='29 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/21986705560365892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/21986705560365892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/02/non-diventiamo-come-repubblica-e-lunita.html' title='&quot;Non diventiamo come Repubblica e L&apos;Unità&quot;'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-631947465030665557</id><published>2009-02-18T10:34:00.000-08:00</published><updated>2009-02-18T10:44:38.283-08:00</updated><title type='text'>Il Festival di Povia e di Gianni Pittella</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CUtente%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;} @font-face 	{font-family:Calibri; 	panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin-top:0cm; 	margin-right:0cm; 	margin-bottom:10.0pt; 	margin-left:0cm; 	line-height:115%; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:Calibri; 	mso-fareast-font-family:Calibri; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Posto di seguito il commento pubblicato ieri sul &lt;a href="http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/"&gt;Quotidiano della Basilicata.&lt;/a&gt; Il valore dei fatti è una cosa a me molto cara. Laddove i fattisono messi in discussione e le idee prendono il sopravvento, comincia la "dittatura", politica o culturale che sia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;Prende il via questa sera la 59esima edizione del Festival di Sanremo. Sarà il festival di Bonolis e del ritorno di Mina, ma io lo ricorderò anche come il Festival di Gianni Pittella. Che diavolo c’entra il nostro europarlamentare lucano con il Festival di Sanremo, si chiederanno i lettori? Domanda legittima. E in effetti è la stessa che anch’io mi sono posto quando, tra l’incredulità e lo sconcerto, ho letto la sua lettera al presidente Rai Petruccioli, di cui anche il Quotidiano ha dato notizia nelle scorse settimane (&lt;a href="http://senzanome.leonardo.it/blog/quando_lomofobia_arriva_persino_a_sanremo_2.html"&gt;clicca qui per leggerla&lt;/a&gt;).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;Argomento della missiva è l’ormai celebre canzone di Povia, “Quando Luca era gay”, messa sotto accusa dall’Arcigay per i suoi presunti contenuti omofobi. In qualità di capo della delegazione italiana del Pse, Pittella apre la missiva con toni di pacatezza e rispetto dei ruoli: “&lt;i style=""&gt;Ovviamente non è mia intenzione interferire in alcun modo con la libertà d'espressione e tanto meno con quella artistica…”.&lt;/i&gt; Subito dopo, però, arriva la bordata in stile dittatura soft: “&lt;i style=""&gt;Sono tuttavia preoccupato dal fatto che si utilizzi una grande occasione di cultura e di musica, tanto più per il tramite del servizio pubblico radiotelevisivo, per diffondere l'idea che l'omosessualità sia una malattia, una visione di stampo razzista e omofobo che la comunità scientifica ha smesso, dal secondo dopoguerra, di accreditare e che non trova posto nel dibattito culturale e politico di nessun paese civile. Voglio ricordare che l'orientamento sessuale non è una malattia né una scelta&lt;/i&gt;”. Poi la conclusione, con un corposo elenco di leggi europee atte a dimostrare la fondatezza della causa sostenuta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;Credo sia interessante mostrare i rischi e le contraddizioni di una simile presa di posizione. La prima contraddizione possono capirla anche i bambini. E’ quella tra la premessa e l’oggetto di un testo. Mi spiego: se io, come Pittella, “non voglio interferire con la libertà di espressione…”, non mi metto a scrivere lettere ai presidenti della Rai per far conoscere le mie personali “preoccupazioni”. Voglio dire la mia su una questione di valori? Faccio un bellissimo comunicato stampa a titolo personale e lo diffondo su agenzie e giornali. Ma non mi permetto, scrivendo lettere a chi ha la responsabilità di un servizio pubblico, di “interferire” (appunto!) nel lavoro altrui. Sarebbe auspicabile, perciò, che si evitassero certe premesse così palesemente false.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;Ma non è per far lezioni di correttezza formale a Pittella che scrivo, quanto per un giudizio chiaro sul ruolo della politica e il suo sempre più costante disprezzo per il valore, da tutti riconosciuto a parole, della libertà di pensiero e di espressione. Sì, perché è proprio di questo che si tratta qui. Mi sembra che, sulla base di questo principio condiviso, nessuno debba permettersi, come è giusto, di limitare la libertà di espressione di un omosessuale, la sua possibilità di far valere e manifestare le proprie scelte di vita. Nessuno può impedirgli di raccontare la sua storia in un libro o in una canzone, di difenderla e giudicare dignitosa la sua scelta legata alla sessualità. E nessuno, credo, abbia il diritto di sentirsi offeso per queste dichiarazioni anche quando siano fatte nello spazio pubblico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;Con un minimo di coerenza ideale, però, dovremmo convenire sul fatto che anche altri abbiano lo stesso diritto. Anche quelli che hanno vissuto l’esperienza opposta. L’esperienza del cambiamento, del passaggio dall’omo all’eterosessualità, che è in questione nella canzone di Povia. Anche loro devono potersi raccontare e farsi raccontare, con la stessa dose di orgoglio, dignità e gratitudine per chi li ha aiutati. Interpretare il racconto delle loro vicende come offesa all’omosessualità mi sembra sinceramente irrispettoso. Cosa sarebbero quelli che sono diventati etero, dei deficienti che non si sono saputi accettare, idioti che hanno perso tempo per curarsi di una cosa che non è una malattia? Io preferisco dire (e vale anche per gli omosessuali) che sono uomini che hanno fatto una scelta da rispettare, e se lor signori lo permettono, anche da raccontare. Attraverso i giornali e tutte le forme d’arte che vogliano esprimerlo, comprese le canzoni a Sanremo. Le loro sono storie vere, accadute, ferme lì come pietre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;Sì, storie, come quella di Luca Di Tolve. Sarebbe ispirata alla sua vicenda, secondo l’Arcigay, la canzone di Povia. E’ uno dei giovani che, con l’aiuto della psicologia, ha potuto soddisfare il desiderio di veder trasformata la propria inclinazione sessuale e ora si impegna per aiutare altri per fare lo stesso. Nelle scorse settimane, proprio quelli che si definiscono tolleranti hanno manifestato in protesta davanti al centro parrocchiale in cui Luca organizzava un semplice e innocente momento di preghiera. E proprio in quei giorni lui si è raccontato a tutti su Tempi, settimanale diretto da Luigi Amicone, dove ha semplicemente raccontato fatti (c&lt;a href="http://www.tempi.it/il-caso/005031-luca-era-gay"&gt;licca qui per leggere tutto l'articolo)&lt;/a&gt;. Ne riporto alcuni stralci, che possono piacerci o meno, ma sono fatti, duri e meno malleabili delle idee.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;“Me ne andai di casa a diciotto anni – ha raccontato Luca su Tempi - ed entrai in un mondo colorato, affascinante, ricco di persone estroverse, simpatiche e disinvolte. Iniziai a frequentare un ragazzo con qualche anno più di me, a girare per discoteche e festini. Divenni ballerino in una discoteca per omosessuali. […] Nei primi tempi ero molto contento di questa mia vita. Eppure, la sera, quando rincasavo, sentivo come un’ombra di tristezza. Mi sentivo solo, mi mancava qualcosa di vero. E quando guardavo negli occhi i miei compagni vedevo la stessa ombra. Però nessuno lo ammetteva, nessuno lo diceva. Riconoscerlo è uno strappo doloroso. […] Ma intanto continuavo la mia vita dissipata tra i party della città, frequentavo persone importanti della Milano bene, avevo contatti nel mondo dell’alta moda. Eppure ero sempre più insoddisfatto. Se il sesso è tutto, quando finisce quello, finisce tutto. […] Arrivarono gli anni Novanta e arrivò l’Aids. Vedevo gli amici morire, soprattutto vedevo quanto fossero fragili le relazioni fra noi. Quando uno si ammalava, il compagno fuggiva. Ne ha uccisi più la solitudine che il virus. […]Mi feci controllare e risultai sieropositivo. Sono letteralmente impazzito. La malattia mi ha costretto a mollare tutto: l’appartamento in centro, il lavoro, i soldi. Eppure oggi dico che la mia malattia è stata la mia grazia, perché mi ha costretto a riportare a galla domande che il vagabondare di quegli anni avevano sopito ma non spento […] Da qui il ritorno alla fede cattolica. Era un periodo molto confuso, però ero convinto di aver trovato qualcosa in cui poter confidare. Non uscivo mai di casa, se non per andare a Messa. Mi confessai, incominciai a lavorare come commesso, io che fino a poco tempo prima impartivo ordini a due segretarie. Un giorno trovai tra le carte di un amico degli appunti su un tale Joseph Nicolosi, uno psicologo cattolico americano celebre per la sua teoria riparativa alla quale mi affidai […] L’aspetto più bello è stato scoprire che, man mano che instauravo rapporti di amicizia con degli uomini, le mie pulsioni omosessuali sparivano. Cioè, man mano che le mie relazioni diventavano vere, sincere, non superficiali, io imparavo a non sentirmi costantemente inferiore agli altri maschi […] La prima volta che mi sono ritrovato a fare delle allusioni pesanti su una collega è stata per me una situazione incredibile, assurda, gioiosa […]. Poi l’incontro con Tersa, durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Mi divertivo con lei, mi piaceva, ci siamo fidanzati. Non sapevo come... insomma, alla fine gliel’ho detto. Quel che mi ha risposto dice tutto di lei: “Luca, quel che sei stato non è più. Importa quel che sei ora”. Dopo un anno di fidanzamento ci siamo sposati. Ora vivo in affitto, non ho più le belle automobili di un tempo, non mi interessa farmi pubblicità. Chiedo solo di poter affermare ciò in cui credo”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;Quello che ho riportato è un breve resoconto di fatti e di esperienze, che sinceramente mi fanno riflettere molto. E forse valgono più di tanti principi teorici e astratti, che li proponga &lt;st1:personname productid="la Chiesa" st="on"&gt;la Chiesa&lt;/st1:personname&gt;, l’Unione Europea o addirittura il Padreterno. Principi e idee che Pittella e altri (penso all’europarlamentare Agnoletto, che sulla vicenda ha fatto addirittura un’interrogazione in europarlamentare) hanno espresso, peraltro, in linea preventiva e prima che le indiscrezioni dell’Arcigay sul carattere offensivo della canzone fossero effettivamente verificate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;Mi viene il sospetto, a questo punto piuttosto fondato, che contrapporre le idee ai fatti possa servire a ben altro. Forse ad ingraziarsi la simpatia di gruppi di persone che cominciano a essere piuttosto ampi? Gli omosessuali, infatti, votano, spesso proprio per chi difende i loro diritti civili (come è giusto che sia) e, allo stesso modo, votano per chi li difende dalle offese ricevute o presunte tali. Le elezioni europee, del resto, sono molto vicine. La candidatura di Pittella pure. Si capisce, adesso, che c’entra Pittella con il Festival di Sanremo?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pino Suriano - dal &lt;a href="http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/"&gt;Quotidiano della Basilicata&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-family:Tahoma;font-size:9;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-631947465030665557?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/631947465030665557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=631947465030665557&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/631947465030665557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/631947465030665557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/02/il-festival-di-povia-e-di-gianni.html' title='Il Festival di Povia e di Gianni Pittella'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-4039152291942865076</id><published>2009-02-06T06:25:00.000-08:00</published><updated>2009-02-06T06:31:07.439-08:00</updated><title type='text'>Enzo Jannacci: "allucinante fermare le cure"</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quasi mai posto articoli di giornale. Voglio farlo oggi con l'intervista del cantautore Enzo Jannacci, rilasciata al Corriere della Sera sul caso di Eluana. Mi ha colpito la semplicità disarmante delle sue opinioni, la loro ragionevolezza. Nessun grande ragionamento metafisico, solo ragioni semplici e evidenti che rischiamo di non vedere più. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MILANO&lt;/span&gt; - Ci vorrebbe una carezza del Nazareno» dice a un certo punto, e non è per niente una frase buttata lì, nella sua voce non c'è nemmeno un filo dell'ironia che da cinquant'anni rende inconfondibili le sue canzoni. Di fronte a Eluana e a chi è nelle sue condizioni — «persone vive solo in apparenza, ma vive » — Enzo Jannacci, «ateo laico molto imprudente», invoca il Cristo perché lui, come medico, si sente soltanto di alzare le braccia: «Non staccherei mai una spina e mai sospenderei l'alimentazione a un paziente: interrompere una vita è allucinante e bestiale».  &lt;p&gt; &lt;b&gt;È un discorso che vale anche nei confronti di chi  ha trascorso diciassette anni in stato vegetativo?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;«Sono tanti, lo so, ma valgono per noi, e non sappiamo nulla di come sono vissuti da una persona in coma vigile. Nessuno può entrare nel loro sonno misterioso e dirci cosa sia davvero, perciò non è giusto misurarlo con il tempo dei nostri orologi. Ecco perché vale sempre la pena di aspettare: quando e se sarà il momento, le cellule del paziente moriranno da sole. E poi non dobbiamo dimenticarci che la medicina è una cosa meravigliosa, in grado di fare progressi straordinari e inattesi». &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;Ma una volta che il cervello non reagisce più, l'attesa non  rischia di essere inutile?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;«Piano, piano... inutile? Cervello morto? Si usano queste espressioni troppo alla leggera. Se si trattasse di mio figlio basterebbe un solo battito delle ciglia a farmelo sentire vivo. Non sopporterei l'idea di non potergli più stare accanto». &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;Sono considerazioni di un  genitore o di un medico?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;«Io da medico ragiono esattamente così: la vita è sempre importante, non soltanto quando è attraente ed emozionante, ma anche se si presenta inerme e indifesa. L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque. Decidere di interromperla in un ospedale non è come fare una tracheotomia...». &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;Cosa si sentirebbe di  dire a Beppino Englaro? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Bisogna stare molto vicini a questo padre». &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;Non pensa che ci possano essere delle situazioni in cui una  persona abbia il diritto di anticipare la propria morte? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Sì, quando il paziente soffre terribilmente e la medicina non riesce più ad alleviare il dolore. Ma anche in quel caso non vorrei mai essere io a dover "staccare una spina": sono un vigliacco e confido nel fatto che ci siano medici più coraggiosi di me». &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;Come affronterebbe un paziente infermo che non ritiene più  dignitosa la sua esistenza? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Cercherei di convincerlo che la dignità non dipende dal proprio stato di salute ma sta nel coraggio con cui si affronta il destino. E poi direi alla sua famiglia e ai suoi amici che chi percepisce solitudine intorno a sé si arrende prima. Parlo per esperienza: conosco decide di ragazzi meravigliosi che riescono a vivere, ad amare e a farsi amare anche se devono invecchiare su un letto o una carrozzina».&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;Quarant'anni fa la  pensava allo stesso modo? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Alla fine degli anni Sessanta andai a specializzarmi in cardiochirurgia negli Stati Uniti. In reparto mi rimproveravano: "Lei si innamora dei pazienti, li va a trovare troppo di frequente e si interessa di cose che non c'entrano con la terapia: i dottori sono tecnici, per tutto il resto ci sono gli psicologi e i preti". Decisero di mandarmi a lavorare in rianimazione, "così può attaccarsi a loro finché vuole"... ecco, stare dove la vita è ridotta a un filo sottile è traumatico ma può insegnare parecchie cose a un dottore. C'è anche dell'altro, però». &lt;/p&gt; &lt;div id="rectangle right" class="right"&gt;&lt;!-- OAS AD '180x150'begin --&gt; &lt;script type="text/javascript"&gt; &lt;!-- OAS_AD('Bottom1'); //--&gt; &lt;/script&gt;  &lt;!-- OAS AD '180x150' end --&gt;    &lt;/div&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;Che cosa? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«In questi ultimi anni la figura del Cristo è diventata per me fondamentale: è il pensiero della sua fine in croce a rendermi impossibile anche solo l'idea di aiutare qualcuno a morire. Se il Nazareno tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti. Ce lo meritiamo, eccome, però avremmo così tanto bisogno di una sua carezza». &lt;/p&gt;&lt;!-- google_ad_section_end --&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fabio Cutri&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-4039152291942865076?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/4039152291942865076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=4039152291942865076&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4039152291942865076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4039152291942865076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/02/enzo-jannacci-allucinante-fermare-le.html' title='Enzo Jannacci: &quot;allucinante fermare le cure&quot;'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-4442373677427594789</id><published>2009-02-04T12:31:00.000-08:00</published><updated>2009-02-04T12:36:47.569-08:00</updated><title type='text'>Quel che Obama sa di non sapere</title><content type='html'>Di recente penso spesso alla grande aspettativa che si è creata attorno alla figura Obama. E penso spesso che, se accade questo,  la gente non ha davvero più nulla in cui sperare. Non che la sua "abbronzatura" me lo renda antipatico (anzi..) ma credo che tra sè e sè stia pensando spesso: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma questi si sono accorti che sono un uomo, mica un dio?&lt;/span&gt;". Forse proprio lui, che è arrivato al massimo, può capire dove si ferma un uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-4442373677427594789?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/4442373677427594789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=4442373677427594789&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4442373677427594789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4442373677427594789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/02/quel-che-obama-sa-di-non-sapere.html' title='Quel che Obama sa di non sapere'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-5802459601856863620</id><published>2009-02-04T12:29:00.000-08:00</published><updated>2009-02-04T12:35:47.821-08:00</updated><title type='text'>Benedettissima crisi</title><content type='html'>Il mercato dell’auto è in crisi!!! Ne abbiamo comprato il 32% in meno rispetto allo scorso anno. Tutti piangono. Eppure non è mica male se stiamo smettendo di comprare una macchina per ogni componente della famiglia, cane compreso. Questa mega crisi potrebbe lasciarci un regalo: farci capire che non tutto è essenziale. Io, naturalmente, ho comprato l'auto poco prima degli aiuti di stato. Va bè.. la solita sfiga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-5802459601856863620?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/5802459601856863620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=5802459601856863620&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5802459601856863620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5802459601856863620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/02/benedettissima-crisi.html' title='Benedettissima crisi'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-8179891132414452540</id><published>2009-01-23T05:44:00.001-08:00</published><updated>2009-01-23T05:53:54.395-08:00</updated><title type='text'>Ahi, serva Europa...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SXnKEFTpF8I/AAAAAAAAA40/S7PvwhUMEOA/s1600-h/Fallaci+due.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 149px; height: 192px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SXnKEFTpF8I/AAAAAAAAA40/S7PvwhUMEOA/s320/Fallaci+due.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294485008443578306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CUtente%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;Nei giorni della guerra di Gaza, le parole vive e “fastidiose” di Oriana Fallaci&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DI GABRIELE RAIMONDI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CUtente%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;A chi la chiamava razzista e terrorista, denigrandola e insultandola solo perchè mancava della dose di ipocrisia e abulia necessaria per muoversi in questo mondo politicamente corretto e corrotto: proviamo oggi, nei giorni ustionanti di Gaza, nei forse ultimi giorni di Eluana, nel pieno delle manifestazioni pro-palestina ma molto più ammazza-Israele non tanto dei mussulmani quanto del laido intellettualismo provinciale degli intelligentoni europei, proviamo oggi a rileggere quello che Oriana Fallaci ha gridato al mondo nei suoi ultimi anni. Lei diceva di parlare per "&lt;st1:personname productid="la Rabbia" st="on"&gt;la  Rabbia&lt;/st1:personname&gt; e l'Orgoglio", ma non è vero. E' viltà non capire che in realtà era l'immenso amore per la sua Storia e per la sua Geografia, Cultura e Terra, a spronarla. Proviamo ora (se ci dava fastidio la sua voce ferma e veemente, troppo verace), a farci con buona volontà (che altro non è che amore alla verità) provocare e spazientire dalle sue parole e giudichiamole con i fatti che stanno succedendo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"L'Europa non è più l'Europa; è diventata l'«Eurabia», una colonia dell'islam, nella quale l'invasione islamica non procede soltanto in senso fisico ma penetra anche nelle menti e nella cultura. Il servilismo nei confronti degli invasori ha avvelenato la democrazia, con ovvie conseguenze per la libertà di pensiero e per lo stesso concetto di libertà"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Profeta del declino», intervista a Tunku Varadarajan, in «Wall Street Journal», 23.6.2005, trad. it. in «Il Foglio», 24.6.2005).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"&lt;i style=""&gt;tre punti che considero cruciali&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Pu&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SXnJ6OO3PEI/AAAAAAAAA4s/LDn0OuWsMV8/s1600-h/oriana-fallaci.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 179px; height: 120px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SXnJ6OO3PEI/AAAAAAAAA4s/LDn0OuWsMV8/s320/oriana-fallaci.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294484839040760898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;nto numero uno. [...] l'immigrazione [...] il Cavallo di Troia che ha penetrato l'Occidente e trasformato l'Europa in ciò che chiamo Eurabia. [...].&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Punto numero due. Non credo nella fandonia del cosiddetto pluriculturalismo. [...] E ancor meno credo nella falsità chiamata Integrazione. [...] gli immigrati mussulmani materializzano così bene l'avvertimento che nel 1974 ci rivolse all'ONU il loro leader algerino Boumedienne. «Presto irromperemo nell'emisfero Nord. E non vi irromperemo da amici, no. Vi irromperemo per conquistarvi. E vi conquisteremo popolando i vostri territori coi nostri figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria. [...].&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Punto numero tre. Soprattutto non credo alla frode dell'Islam Moderato. [...] E continuerò a ripetere: «Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere»"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, Discorso in occasione della consegna dell'Annie Taylor Award, «Un tuffo sulle cascate del Niagara», in «Il Foglio», 3.12.2005)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"Sì, io odio i Bin Laden. Odio gli Zarkawi. Odio i kamikaze e le bestie che ci tagliano la testa e ci fanno saltare in aria e martirizzano le loro donne. Odio i bastardi che insozzano le facciate delle chiese. Odio gli Ward Churchill, i Noam Chomsky, i Louis Farrakhan, i Michael Moore, i complici i collaborazionisti, i traditori, che ci vendono al nemico"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, Discorso in occasione della consegna dell'Annie Taylor Award, «Un tuffo sulle cascate del Niagara», in «Il Foglio», 3.12.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"Non è vero che la verità stia sempre nel mezzo. A volte sta da una parte sola".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Barbablù e il mondo nuovo. La furia di Oriana Fallaci contro chi ha ucciso la bella addormentata», intervista a Christian Rocca, in «Il Foglio», 13.4.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"[...] l'Occidente è [...] malato. Malato del cancro morale e intellettuale di cui parlo nella mia Trilogia. E sa qual è il particolare più miserevole? È che ad alimentare quel cancro sono proprio coloro i quali si definiscono progressisti, illuminati, liberali, uomini e donne di sinistra"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Barbablù e il mondo nuovo. La furia di Oriana Fallaci contro chi ha ucciso la bella addormentata», intervista a Christian Rocca, in «Il Foglio», 13.4.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"Dal Pacifico all' Atlantico, dall'Atlantico al Mediterraneo, dal Mediterraneo al Mar Artico, l'Occidente è malato di una malattia che nemmeno miliardi di cellule staminali potrebbero guarire: il cancro morale, intellettuale e morale [...] Proprio a causa di quel cancro non comprendiamo più il significato della parola Morale, non sappiamo più separare la moralità dall'immoralità o dall'amoralità"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Noi Cannibali e i Figli di Medea», in «Corriere della Sera», 3.6.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"[...] Eurabia dove parlare di pietà e di speranza non va più di moda, dove le radici cristiane non sono più rivendicate nemmeno da una presunta Costituzione"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Barbablù e il mondo nuovo. La furia di Oriana Fallaci contro chi ha ucciso la bella addormentata», intervista a Christian Rocca, in «Il Foglio», 13.4.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"Non si può sopravvivere se non si conosce il passato. Noi sappiamo perché le altre civiltà sono scomparse: per eccesso di benessere e ricchezza e per mancanza di moralità e spiritualità... Nel momento stesso in cui rinunci ai tuoi principi e ai tuoi valori... in cui deridi questi principi e questi valori, tu sei morto, la tua cultura è morta e la tua civiltà è morta"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Profeta del declino», intervista a Tunku Varadarajan, in «Wall Street Journal», 23.6.2005, trad. it. in «Il Foglio», 24.6.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"[...] &lt;i style=""&gt;Ratzinger ha ragione quando scrive che ormai l'Occidente nutre una specie di odio verso sé stesso, non ama più sé stesso"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Noi Cannibali e i Figli di Medea», in «Corriere della Sera», 3.6.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"&lt;i style=""&gt;Benedetto XVI. Un Papa [...] che io rispetto profondamente da quando leggo i suoi intelligentissimi libri. Un Papa, inoltre, col quale mi trovo d'accordo in parecchi casi. Per esempio, quando scrive che l'Occidente ha maturato un odio con-tro sé stesso. Che non ama più sé stesso, che ha perso la sua spiritualità e rischia di perdere anche la sua identità"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, Discorso in occasione della consegna dell'Annie Taylor Award, «Un tuffo sulle cascate del Niagara», in «Il Foglio», 3.12.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"&lt;i style=""&gt;Io sono atea, e se un'atea e un Papa pensano la stessa cosa ci deve essere qualcosa di vero. È semplicissimo! Qui ci deve essere qualche verità umana che va al di là della religione"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Profeta del declino», intervista a Tunku Varadarajan, in «Wall Street Journal», 23.6.2005, trad. it. in «Il Foglio», 24.6.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"in America, oggi, il rischio della dittatura non viene dal potere esecutivo: viene dal potere giudiziario. E nel resto dell'Occidente, lo stesso. Pensi all'Italia, dove, come ha capito &lt;st1:personname productid="la Sinistra" st="on"&gt;la Sinistra&lt;/st1:personname&gt; che se ne serve senza pudore, lo strapotere dei magistrati ha raggiunto vette inaccettabili. Impuniti ed impunibili, sono i magistrati che oggi comandano. Manipolando &lt;st1:personname productid="la Legge" st="on"&gt;la Legge&lt;/st1:personname&gt; con interpretazioni di parte cioè dettate dalla loro militanza politica e dalle loro antipatie personali, approfittandosi della loro immeritata autorità e quindi comportandosi da padroni"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Barbablù e il mondo nuovo. La furia di Oriana Fallaci contro chi ha ucciso la bella addormentata», intervista a Christian Rocca, in «Il Foglio», 13.4.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"[...] non la penso come coloro i quali affermano che un feto e a maggior ragione un embrione non è ancora un essere umano. Secondo me, noi siamo ciò che saremo fin dall'istante in cui si accende quella goccia di vita. E l'idea di abortire non mi ha mai sfiorato il cervello. Anzi, mi ha sempre inorridito [...] L'idea che in America si conservino trecentomila embrioni umani congelati e che almeno centomila se ne conservino in Europa, almeno trentamila in Italia, Dio sa quanti in Cina e negli altri paesi senza controllo, mi inorridisce quanto l'idea di aborto. Mi strazia quanto l'esecuzione di Terri [Schiavo, ndr] e concludo: non me ne importa nulla che manipolare cioè assassinare quegli embrioni serva a guarire malattie come la sclerosi amiotrofica di Stephen Hawking. Non me ne importerebbe nemmeno se servisse a curare il mio cancro, a regalarmi il tempo di cui ho bisogno per finire il lavoro che rischio di lasciare incompiuto. E l'eutanasia? Idem. La parola eutanasia è per me una parolaccia. Una bestemmia nonché una bestialità [...] il Testamento biologico è una buffonata"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Barbablù e il mondo nuovo. La furia di Oriana Fallaci contro chi ha ucciso la bella addormentata», intervista a Christian Rocca, in «Il Foglio», 13.4.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"I genitori che stufi di curare i bambini handicappati li abbandonano negli istituti dove muoiono di stenti o di polmonite sono Barbablù. La madri che partoriscono per gettare il neonato nel cassonetto della spazzatura sono Barbablù. Gli scienziati che custodiscono gli embrioni congelati nei laboratori sono Barbablù. I Barbablù di un mondo che ciancia di eguaglianza e democrazia ma invece si compone di uomini Alfa, uomini Beta, uomini Gamma"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Barbablù e il mondo nuovo. La furia di Oriana Fallaci contro chi ha ucciso la bella addormentata», intervista a Christian Rocca, in «Il Foglio», 13.4.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"Quando porti il discorso su Hitler e sul nazismo, su Mengele, fanno gli offesi anzi gli scandalizzati. Cianciano di pregiudizi, protestano che il paragone è illegittimo. Poi nel più tipico stile bolscevico ti mettono alla gogna. Ti chiamano bigotto, baciapile, servo del Papa e del Cardinale Ruini, mercenario della Chiesa Cattolica. Ti dileggiano con le parole retrogrado-oscurantista-reazionario e posando a neo-illuministi, a progressisti, avanguardisti, ti buttano in faccia le solite banalità. Strillano che non si può imporre le mutande alla Scienza, che il Sapere non può essere imbrigliato, che il Progresso non può essere fermato, che i fatti sono più forti dei ragionamenti, che il mondo va avanti malgrado gli ottusi come te. Come me"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Noi Cannibali e i Figli di Medea», in «Corriere della Sera», 3.6.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;"Sono innamorata, io, della vita. Ma a guarire i miei cancri iniettandomi la cellula d'un bambino mai nato mi parrebbe d'essere un cannibale. Una Medea che uccide i propri figli" ("Donna maledetta, aborrita dagli Dei, da me, dall'intero genere umano. Crepa, essere osceno, assassina dei tuoi figli" le dice Euripide attraverso Giasone).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Noi Cannibali e i Figli di Medea», in «Corriere della Sera», 3.6.2005).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Molte donne si chiedono: metter al mondo un figlio, perché? Perché abbia fame, perché abbia freddo, perché venga tradito ed offeso, perché muoia ammazzato alla guerra o da una malattia? E negano la speranza che la sua fame sia saziata, che il suo freddo sia scaldato, che la fedeltà e il rispetto gli siano amici, che viva a lungo per tentar di cancellare le malattie e la guerra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Lettera a un bambino mai nato»).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;L'amara scoperta che Dio non esiste ha ucciso la parola destino. Ma negare il destino è arroganza, affermare che noi siamo gli unici artefici della nostra esistenza è follia: se neghi il destino la vita diventa una serie di occasioni perdute, un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, un rimorso di ciò che non è fatto e avremmo potuto fare, e si spreca il presente rendendo un'altra occasione perduta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;(Oriana Fallaci, «Un uomo»).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gabriele Raimondi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-8179891132414452540?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/8179891132414452540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=8179891132414452540&amp;isPopup=true' title='36 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8179891132414452540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8179891132414452540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/01/ahi-serva-europa.html' title='Ahi, serva Europa...'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SXnKEFTpF8I/AAAAAAAAA40/S7PvwhUMEOA/s72-c/Fallaci+due.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-8435247063123455828</id><published>2009-01-14T14:55:00.000-08:00</published><updated>2009-01-14T15:07:21.765-08:00</updated><title type='text'>"La cattiveria dei buoni è la più pericolosa"</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un augurio per i 90 anni del Divo Giulio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CUtente%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Abbiamo abbando&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;nato il blog &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SW5uJmYdyxI/AAAAAAAAA3M/Ayzjfv9d1II/s1600-h/Andreotti.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 161px; height: 162px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SW5uJmYdyxI/AAAAAAAAA3M/Ayzjfv9d1II/s320/Andreotti.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291287723407952658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;per t&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;roppo tempo! Ma non potevamo far passare questi giorni senza un augurio a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Andreotti"&gt;Giulio Andreotti,&lt;/a&gt; che compie 90 anni. Lo omaggiamo con alcune delle sue citazioni. Per una volta non abbiamo scelto le più celebri e comiche, ma quelle più belle e vere, anche quelle più terribilmente vere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;“La cattiveria dei buoni è la più pericolosa”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;“ La dittatura più difficile a odiarsi è la propria”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;“Non ho mai creduto che sia possibile distinguere gli uomini in due categorie, angeli e diavoli. Siamo tutti medi peccatori”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;E poi questo auto-augurio, che è anche il nostro augurio per lui. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;“Io non ho programmi personali, ma aspirazioni. Anzi, una sola aspirazione: quella di morire in grazia di Dio, il più tardi possibile”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;P.S. Si ritorna! Dopo gli scioperi abbiamo trascurato il blog. Un po’ per mancanza di tempo, un po’ perché anche noi non siamo immuni da Facebook. Ma ci troviamo meglio qui. E saremo, da subito, più puntuali e aggiornati. Seguiteci con maggior frequenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;La redazione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-8435247063123455828?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/8435247063123455828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=8435247063123455828&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8435247063123455828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8435247063123455828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/01/la-cattiveria-dei-buoni-la-pi.html' title='&quot;La cattiveria dei buoni è la più pericolosa&quot;'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SW5uJmYdyxI/AAAAAAAAA3M/Ayzjfv9d1II/s72-c/Andreotti.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-3018034127134493467</id><published>2009-01-14T14:47:00.000-08:00</published><updated>2009-01-14T15:04:56.579-08:00</updated><title type='text'>Cazzate in bus...</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;...che però non fanno male a nessuno. Anzi...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CUtente%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Sui &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SW5sHcQvQqI/AAAAAAAAA28/kT8dLGL4uc0/s1600-h/174999-bus.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 160px; height: 140px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SW5sHcQvQqI/AAAAAAAAA28/kT8dLGL4uc0/s320/174999-bus.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291285487308194466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;bus di Genova, dal &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;4 febbraio prossimo, ci sarà uno slogan con su scritto “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno». E’ una campagna pubblicitaria proposta dalla &lt;a href="http://www.uaar.it/"&gt;Uaar (Unione nazionale degli Atei e degli Agnostici Razionalisti).&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Sulla cattiva notizia potrei anche discutere. Sulla seconda no: è semplicemente falsa! Così non convinceranno nessuno… Anzi, come diceva &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blaise_Pascal"&gt;Blaise Pascal&lt;/a&gt;, al massimo faranno un favore al nemico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Le ragioni degli atei mi convincono dell’esistenza di Dio più che le ragioni dei credenti”&lt;/span&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;P.S.(…più lungo del post): Unione degli atei e degli agnostici razionalisti? Questa è bella. Quelli che dicono “Dio non c’è al 100%” e quelli che dicono “Non possiamo sapere se Dio c’è o non c’è” sono uniti in un'unica sigla?? E in base a cosa sarebbero uniti? Ve lo dico io: non sono uniti per (&lt;i style=""&gt;pro) &lt;/i&gt;qualcosa, ma &lt;i style=""&gt;contro&lt;/i&gt; qualcosa… e sappiamo tutti contro cosa. &lt;i style=""&gt;Dura lex sed lex:&lt;/i&gt; chi si unisce contro qualcosa è destinato, al massimo, a distruggere, ma non potrà mai costruire nulla! Non si scappa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Pino Suriano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-3018034127134493467?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/3018034127134493467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=3018034127134493467&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3018034127134493467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3018034127134493467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2009/01/cazzate-in-bus.html' title='Cazzate in bus...'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SW5sHcQvQqI/AAAAAAAAA28/kT8dLGL4uc0/s72-c/174999-bus.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-1174416213673187463</id><published>2008-11-17T13:09:00.000-08:00</published><updated>2011-12-22T07:56:00.056-08:00</updated><title type='text'>Compagno di scuola</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un giudizio pro-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;vocante&lt;/span&gt; sulla scuola di oggi. Scritto da uno che la vive...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Gabriele &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Raimondi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E anche quest'anno torniamo a parlare di scuola. Anche quest'anno una riforma da contestare. Anche quest'anno probabilmente non succederà niente, a parte il solito ottobre leggermente mosso. Parole al vento che, indipendentemente dalla direzione, verranno bloccate. Anche quest'anno. E ormai ci siamo abituati. Ormai agli studenti neanche interessa più troppo marinare la scuola con la scusa della protesta. Protesta contro che poi? Fuori o dentro la scuola è uguale, nulla ovunque. Indifferenti. E forse è un bene. Già, forse è un bene che i ragazzi si siano accorti che non si può aspettare che sia lo Stato a cambiare la vita, a farli vivere. Che sia lo Stato a riempire le loro giornate. Non si aspettano più niente da niente. I giovani sono ormai al limite della disillusione e del sistematico disinteresse per tutto. E forse è un bene. Sì, perché forse così è più facile che qualche adulto, guardandoli morire capo chino e sguardo perso aspettando la fine dell'ora, capisca che non un voto (anche se in decimi), non una divisa, non una "commissione esterna" e soprattutto non un'''educazione alla convivenza civile" salverà questi ragazzi dal buco nero del non senso e della paura cui la società li sta conducendo affettuosamente prendendoli per mano.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi i professori, paladini dell'educazione (oggi abominevolmente chiamata "scolarizzazione"). Poveretti, sempre più sgomenti e sconsolati non riescono a far altro che opporre a qualche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;boccheggiatore&lt;/span&gt; professionista quel turpe mito del sessantottino impegnato della loro generazione, che al pari di un cavaliere crociato aveva lottato per quelle libertà che ora, questi barbari studenti saraceni distruggono e disprezzano. E né gli uni né gli altri hanno torto, anzi il loro sguardo è identico. Solo che i prof. continuano ancora a sperare, chi nelle riforme per la scuola, chi in quelle per le pensioni.&lt;br /&gt;E i presidi, anche loro parte "viva" della scuola, ultimi baluardi della scuola pubblica. Anche loro divisi in chi aspetta il pensionamento e chi, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;atlanticamente&lt;/span&gt; tenta di reggere un ormai bassissimo livello culturale. E l'attività scolastica (insegnare-imparare) è ridotta ad un enorme &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Rischiatutto&lt;/span&gt;. Ecco la scuola italiana. Colpevoli? Nessuno. Nessuno se non i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;quarant&lt;/span&gt;'anni di ideologie che ci hanno impedito di guardare in faccia i fatti e gli uomini. Poi d'altronde le strutture (anche se fatiscenti) ci sono e le leggi sono buone. Perché allora è disumanizzante?&lt;br /&gt;Qual è il problema? Non sa più qual è la sua natura, la sua funzione. Non sa più rispondere a chi chiede perché studiare, se non con discorsi insipidi e penosi sulla "cultura personale". Certo di prof. appassionati ce n'è, ma in fondo per molti è solo perché la vita ha preso una certa piega, anche loro fanno discorsi sullo studio, non rispondono a chi chieda che diavolo centri con la vita concreta, con le esigenze e i desideri di quando si ha 17 anni.&lt;br /&gt;Ma allora che intervento c'è da fare? Cosa per non morire in questa situazione deprimente? Nessuno. Nessuno perché non è un problema di organizzazione della scuola, di programmi ministeriali, di divisa, di libri o di ore di lezione; è un problema di storia; è il problema del passaggio di generazioni in cui si è persa l'idea di uomo e di educazione; è un problema culturale, di una cultura senza storia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;nè&lt;/span&gt; ragioni; è un problema sociale, di una società che divora gli individui e li disperde. E qualcuno se ne era accorto, qualche "profeta" a cui pochi hanno saputo dare ascolto, si legga Pasolini. Come dunque salvare la scuola oggi che implode? Certo chi governa deve farlo con riforme che aiutino e facilitino l'educazione, ma questo è solo un aiuto, non garantisce assolutamente nulla.&lt;br /&gt;E' l'umano, il valore umano vero l'unica cosa che potrà salvare la scuola (essendone poi anche la causa). E' il guardarsi in faccia di professori e alunni. Il riscoprire il significato stesso di scuola. Poi nella storia è sempre stato così (e non poteva essere altrimenti), almeno prima dell'obbligo e dello statalismo: abbiamo avuto duemila anni di scuola fatti solo di uomini seri con la realtà e senza alcuna attrezzatura. Adesso speriamo tra ministri, sindacati, riforme e maestre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;pseudointellettuali&lt;/span&gt; le voci più autorevoli sulla scuola non continuino ad essere i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Pink&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Floyd&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Venditti&lt;/span&gt;, ma le esperienze presenti di chi vive la scuola con passione e desiderio. Noi stiamo cominciando!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-1174416213673187463?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/1174416213673187463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=1174416213673187463&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1174416213673187463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1174416213673187463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/11/compagno-di-scuola.html' title='Compagno di scuola'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-3802979137124899557</id><published>2008-10-31T02:22:00.000-07:00</published><updated>2008-11-08T03:42:01.087-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola'/><title type='text'>Il vero "rivoluzionario" entra in classe</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La lettera di cinque docenti precari della Basilicata, che hanno deciso di entrare in classe spiegandone le ragioni. Nel testo emerge un giudizio chiaro, seppur non facilmente "digeribile", su ciò che in questi giorni sta realmente accadendo. Cliccando &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://cronistalucano.googlepages.com/home"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; è possibile scaricare il pdf. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/SURIAN%7E1/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:553679495 -2147483648 8 0 66047 0;} @font-face 	{font-family:Tunga; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:4194307 0 0 0 1 0;}  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} h1 	{mso-style-next:Normale; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:right; 	mso-pagination:none; 	page-break-after:avoid; 	mso-outline-level:1; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:9.5pt; 	mso-bidi-font-size:10.0pt; 	font-family:Tahoma; 	mso-font-kerning:0pt;} p.MsoTitle, li.MsoTitle, div.MsoTitle 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:center; 	mso-pagination:none; 	background:#FF6600; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:14.0pt; 	font-family:"Courier New"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	font-weight:bold;} p.MsoBodyText, li.MsoBodyText, div.MsoBodyText 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:justify; 	mso-pagination:none; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:10.0pt; 	font-family:Tunga; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";} p.MsoBodyText2, li.MsoBodyText2, div.MsoBodyText2 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:none; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:10.0pt; 	font-family:Tahoma; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} p.MsoBodyText3, li.MsoBodyText3, div.MsoBodyText3 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:justify; 	mso-pagination:none; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:9.5pt; 	mso-bidi-font-size:10.0pt; 	font-family:Tunga; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoBodyText3" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SQrQVREzhJI/AAAAAAAAA0Q/g0CxJjeE9YY/s1600-h/oggi_sciopero.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 146px; height: 146px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SQrQVREzhJI/AAAAAAAAA0Q/g0CxJjeE9YY/s320/oggi_sciopero.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263248178315232402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/SURIAN%7E1/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:553679495 -2147483648 8 0 66047 0;} @font-face 	{font-family:Tunga; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:4194307 0 0 0 1 0;}  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} h1 	{mso-style-next:Normale; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:right; 	mso-pagination:none; 	page-break-after:avoid; 	mso-outline-level:1; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:9.5pt; 	mso-bidi-font-size:10.0pt; 	font-family:Tahoma; 	mso-font-kerning:0pt;} p.MsoTitle, li.MsoTitle, div.MsoTitle 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:center; 	mso-pagination:none; 	background:#FF6600; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:14.0pt; 	font-family:"Courier New"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	font-weight:bold;} p.MsoBodyText, li.MsoBodyText, div.MsoBodyText 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:justify; 	mso-pagination:none; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:10.0pt; 	font-family:Tunga; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";} p.MsoBodyText2, li.MsoBodyText2, div.MsoBodyText2 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:none; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:10.0pt; 	font-family:Tahoma; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} p.MsoBodyText3, li.MsoBodyText3, div.MsoBodyText3 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:justify; 	mso-pagination:none; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:9.5pt; 	mso-bidi-font-size:10.0pt; 	font-family:Tunga; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt;&lt;/style&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/SURIAN%7E1/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:553679495 -2147483648 8 0 66047 0;} @font-face 	{font-family:Verdana; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:536871559 0 0 0 415 0;} @font-face 	{font-family:Tunga; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:4194307 0 0 0 1 0;}  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} h1 	{mso-style-next:Normale; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:right; 	mso-pagination:none; 	page-break-after:avoid; 	mso-outline-level:1; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:9.5pt; 	mso-bidi-font-size:10.0pt; 	font-family:Tahoma; 	mso-font-kerning:0pt;} p.MsoTitle, li.MsoTitle, div.MsoTitle 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:center; 	mso-pagination:none; 	background:#FF6600; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:14.0pt; 	font-family:"Courier New"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	font-weight:bold;} p.MsoBodyText, li.MsoBodyText, div.MsoBodyText 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:justify; 	mso-pagination:none; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:10.0pt; 	font-family:Tunga; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";} p.MsoBodyText2, li.MsoBodyText2, div.MsoBodyText2 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:none; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:10.0pt; 	font-family:Tahoma; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} p.MsoBodyText3, li.MsoBodyText3, div.MsoBodyText3 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:justify; 	mso-pagination:none; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:9.5pt; 	mso-bidi-font-size:10.0pt; 	font-family:Tunga; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";} p.MsoBlockText, li.MsoBlockText, div.MsoBlockText 	{margin-top:0cm; 	margin-right:1.0cm; 	margin-bottom:0cm; 	margin-left:1.0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:justify; 	mso-pagination:none; 	mso-layout-grid-align:none; 	text-autospace:none; 	font-size:10.0pt; 	mso-bidi-font-size:12.0pt; 	font-family:Tahoma; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;p class="MsoBodyText3" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: left;" align="left"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoBodyText3" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;E’ utile, come premessa per chi legge, un chiarimento sul ruolo e la posizione di chi scrive. Si tratta di cinque docenti precari delle scuole secondarie, di quelli che avrebbero tutto l’interesse a lasciar correre e strizzare l’occhio agli studenti in sciopero: se il piano Gelmini fosse modificato, la nostra assunzione sarebbe più certa e vicina nel tempo! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText3" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt;"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Certe volte, però, difendere la verità è più bello e umano che difendere il proprio interesse o “difendere il proprio futuro”, come recitava uno striscione degli studenti in sciopero a Bernalda. E’ la strada più impervia, quella meno comoda e conveniente, ma anche quella più autentica, che vorremmo insegnare ai nostri ragazzi. Per questo siamo pronti a rischiare prevedibili critiche pur di affermare ciò che riteniamo vero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText2" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;Abbiamo appreso, in questi giorni, di un rinato protagonismo degli studenti di tutta Italia, non ultimi quelli lucani. Abbiamo letto di scuole occupate, di proteste gestite “in maniera ordinata e rispettosa”, con tanto di dibattiti e incontri di approfondimento. Qualcuno, addirittura, si è premurato di chiarire che il tutto si è svolto nel pieno “rispetto delle norme dell’igiene e della legalità”. Insomma, più di qualcuno ha voluto leggere i fatti di questi giorni come un risveglio, un segnale di protagonismo positivo delle nuove generazioni, fino ad evocare addirittura il ’68. Riteniamo che il paragone sia offensivo…. e che, naturalmente, offenda il ’68. Non prendiamoci in giro: lì i ragazzi avevano a cuore un’idea diversa della realtà, un nuovo e appassionato modo di intendere i rapporti umani e sociali, non appena qualche obiezione contro la faccia di un ministro antipatico e i suoi fondi tagliati. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Questi ragazzi, ci spiace dirlo, tutto ci sembrano tranne che “protagonisti”! &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Lo diciamo con la coscienza di chi vive la scuola in prima persona, e per questo vuole offrire uno sguardo diverso, forse più autentico, su quello che sta davvero accadendo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBlockText"&gt;Cosa vediamo? Vediamo i soliti ragazzi a cui, sotto sotto, di tutto questo interessa poco o nulla. Sette giorni di urla non bastano certo per cancellare quella noia e quell’apatia che tanti osservatori leggono con preoccupazione, ormai da qualche tempo, nei loro sguardi e nei loro gesti. Verrebbe da dire il contrario leggendo i giornali e i resoconti dei tg delle ultime settimane. Ma a scuola te ne accorgi subito, basta una domanda semplicissima: “Ma, in fondo, perché lo fai?” I più sinceri (e sono la maggioranza) abbassano il capo e ammettono: “Ma dai. Lo sappiamo tutti che è solo per perdere qualche giorno di scuola”. Qualcun altro (che magari è tra i promotori…) si sente toccato dentro e butta giù qualche&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;argomento: “ Ma si rende conto, prof? I tagli alla scuola, i favoritismi alle scuole private, etc. E poi, e poi…”. Bastano un paio di domande per capire che sa poco della questione, se non quello che ha appreso negli ultimi due o tre giorni di dibattiti pubblici. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Quanto alle iniziative “costruttive e culturali” degli studenti in protesta nelle superiori, sarà bene ammettere, pur senza generalizzare, che esse sono state spesso sollecitate (e talora addirittura organizzate) da qualche docente “simpatizzante”, che ha così riempito il vuoto di proposte degli alunni con le “classiche” iniziative su legalità o ambientalismo. Insomma, la solita solfa che ai ragazzi in genere rompe tanto (non lo dicono ad alta voce perché sembrerebbe “immorale”) e che è quasi sempre l’anticamera del solito bivacco, tra partite a carte e stereo nelle aule occupate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Non abbiamo visto neppure il bagliore di quel senso di coraggio proprio di chi tiene a qualcosa, per cui si è pronti a pagare le conseguenze del proprio gesto, fosse anche la semplice assenza sul registro. &lt;a href="http://pinosuriano.blogspot.com/2008/10/il-vero-rivoluzionario-entra-in-classe.html?showComment=1225488660000#c1335399636955894809"&gt;Insomma&lt;/a&gt;, neppure l’ombra di una protesta che non sia più o meno esplicitamente garantita (è proprio questo il punto!) dall’assenso silenzioso di qualche docente o dal senso di sicurezza che deriva dall’essere in tanti. Questo, come spesso accade, al prezzo di qualche minaccia o violenza psicologica ai danni di chi volesse entrare, sulla scorta del più anti-democratico degli slogan: “O entriamo tutti o nessuno”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Sia chiaro, ci sono anche quelli che ci credono! Credono che protestare equivalga davvero a “fare qualcosa di serio e importante, qualcosa di vitale”. Sono convinti che un cambio istituzionale e politico risolva i problemi della scuola e della vita. A quell’età dovrebbero mangiarsi il mondo, e invece sono già portatori di una mentalità omologante e “invecchiata”, che li ha educati a riporre ogni sicurezza e stabilità esistenziale sul posto di lavoro (se non addirittura sulla pensione!), meglio ancora se garantiti dallo “Stato-provvidenza”. “Lo faccio per il posto di lavoro del futuro – ci siamo sentiti dire da qualche ragazzo – perché non pensa a questo anche lei?”. Altro che cambiare il mondo…. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;E invece noi, come sempre facciamo, anche il 30 ottobre entreremo in classe per dire che non si è vivi per un sì o un no alle indicazioni della Gelmini. Vogliamo dire a tutti che la priorità della scuola non è politica, economica o istituzionale. Ciò che è prioritario, invece, è porre le condizioni affinché possa attuarsi il fenomeno educativo autentico, e cioè il reale protagonismo di chi la scuola la fa (docenti e alunni), con tutta la voglia di comprendere il mondo e il significato di questa avventura eccezionale che è la vita. Un protagonismo che non si esplicita appena in qualche dolce messaggio morale ed edificante, ma nel rischio personale del docente, pronto a mettersi in gioco, immischiando nel rapporto con l’alunno tutto sé e la propria ipotesi sull’esistenza. E’ qui che risiede il cambiamento autentico: è solo da uomini educati così che potrà sorgere una vera “riforma” della scuola, non è certo a forza di riforme che si produrranno uomini!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText2" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;Entreremo per non rinunciare a ciò che, instancabilmente e con pazienza, facciamo ogni giorno, pur nella condizione di massima precarietà lavorativa: tentare di comunicare ai ragazzi, attraverso le discipline che abbiamo scelto di insegnare, che vale la pena prendere sul serio quell’ansia tutta umana e quel desiderio di essere felici che la natura (per fortuna!) mette in corpo a ciascuno di loro. Dietro a quelle urla, infatti, c’è qualcosa di bello e grande. Quei ragazzi non sono i “facinorosi” di cui qualcuno ha parlato, ma i portatori di un’ansia molto più grande di quella che traspare dalle loro facce feroci contro la Gelmini o dai loro slogan sbrigativi di questi giorni. Un’ansia che, però, ha bisogno di adulti che sappiano coglierne la portata autentica, senza perdersi in lamentele sul sistema che non funziona e che non paga. C’è bisogno di questi adulti, affinché quell’ansia non si riduca a uno sfogo (puntualmente destinato a spegnersi dopo ogni “autunno caldo”) contro i provvedimenti del ministro di turno. E’ l’inizio di un lavoro personale, non demandabile ad altri, rispetto al quale non c’è riforma, valida o meno valida, che tenga.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;C’è qualcuno, insomma, che entrerà a scuola per dire che i problemi sono al fondo e non in superficie. E’ quello che hanno fatto, nei giorni scorsi, anche alcuni studenti delle superiori di Altamura, nella vicina Puglia. Pochi ragazzi che hanno osato entrare in classe, sfidando le ire dei tanti compagni per rischiare liberamente un giudizio e distribuire un volantino intitolato “O protagonisti o nessuno”, su cui c’è scritto che la scuola va cambiata dal di dentro, non certo a colpi di “slogan depositati sulle bocche degli studenti da qualche sindacato o partito”. Non è forse più “rivoluzionario” che scendere (comodamente!) in piazza con tutti gli altri?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt;"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: right;" align="right"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Andrea Borraccia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: right;" align="right"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Michele Borraccia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: right;" align="right"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Domenico Burzo &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h1 style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Pino Suriano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;h1 style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Marilena Varasano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt;"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Docenti precari delle scuole secondarie &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-3802979137124899557?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/3802979137124899557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=3802979137124899557&amp;isPopup=true' title='36 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3802979137124899557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3802979137124899557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/10/il-vero-rivoluzionario-entra-in-classe.html' title='Il vero &quot;rivoluzionario&quot; entra in classe'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SQrQVREzhJI/AAAAAAAAA0Q/g0CxJjeE9YY/s72-c/oggi_sciopero.gif' height='72' width='72'/><thr:total>36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-8918307913326473108</id><published>2008-10-31T02:07:00.000-07:00</published><updated>2008-10-31T02:51:02.453-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola'/><title type='text'>O protagonisti o nessuno: il volantino di Gioventù Studentesca d Altamura</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/SURIAN%7E1/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:553679495 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} p.MsoBodyText, li.MsoBodyText, div.MsoBodyText 	{margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:center; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:Tahoma; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	border:solid windowtext .5pt; 	padding:24.0pt 24.0pt 24.0pt 24.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt;&lt;/style&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:18;"  &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pubblichiamo il volantino distribuito nei giorni scorsi da alcuni studenti delle scuola superiori di Altamura che hanno deciso di entrare in classe. Naturalmente, ne condividiamo in tutto e per tutto l'impeto e il giudizio. &lt;a href="http://cronistalucano.googlepages.com/home"&gt;Qui&lt;/a&gt; è possibile scaricare il pdf&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:18;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:18;"  &gt;O PROTAGONISTI O &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:18;"  &gt;NESSUNO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;….PRIMA CHE CI RENDANO UN NUMERO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Il 31 ottobre i giornali scriveranno che “tutta la sc&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;uola ha scioperato”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Non è vero, non TUTTA LA SCUOLA !&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;C’è qualcuno che non lo fa&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;rà, qualcuno che vuole una scuola che sia veramente tale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Quella scuola in cui impara ad essere liberi, ad essere uomini. Quella scuola in cui si comunica &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Un modo di essere e ci si sfida a partire da un’ipotesi culturale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Sono i fondi dello “Stato-Provvidenza” a renderlo possibile?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;E’ il numero di ore passate in quelle aule (da cui desideriamo solo scappare!) a renderlo possibile?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;NOI&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt; pensiamo di no!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Per questo non ci facciamo muovere dai facili slogan di qualche associazione o sindacato&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Non ci facciamo muovere, come tutti, da un “filone legalizzato” e magari approvato dai professori. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Non ci facciamo muovere dagli interessi di chi non vuole perdere il suo posto!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Non ci facciamo muovere da chi non ci conosce e non tiene a &lt;b&gt;noi&lt;/b&gt;!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Noi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt; vogliamo muoverci con la &lt;b&gt;nostra&lt;/b&gt; testa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Stiamo provando a giocarci l’ipotesi che siamo noi i protagonisti della nostra vita, dentro e fuori la scuola. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Stiamo già facendo l’esperienza di un modo diverso e più bello di essere a scuola. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;E’ la sfida che lanciamo a tutti quelli che non vogliono rassegnarsi a essere un numero. &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SQrNfVy2v2I/AAAAAAAAA0I/Ot85lQ6svms/s1600-h/comunione_liberazione.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 124px; height: 86px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SQrNfVy2v2I/AAAAAAAAA0I/Ot85lQ6svms/s320/comunione_liberazione.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263245052845932386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Gioventù Studentesca&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Liceo Classico Cagnazzi Altamura&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Liceo Scientifico Federico II Altamura&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Istituto Tecnico Genco Altamura&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:10;"  &gt;Liceo Pedagogico Cagnazzi Altamura&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-8918307913326473108?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/8918307913326473108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=8918307913326473108&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8918307913326473108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8918307913326473108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/10/o-protagonisti-o-nessuno-il-volantino.html' title='O protagonisti o nessuno: il volantino di Gioventù Studentesca d Altamura'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SQrNfVy2v2I/AAAAAAAAA0I/Ot85lQ6svms/s72-c/comunione_liberazione.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6418810062101749587</id><published>2008-08-27T09:38:00.000-07:00</published><updated>2008-10-10T07:01:59.605-07:00</updated><title type='text'>Il valore del passato: un sospetto che ci ha già sfiorati!</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Impressioni da una lettura "estiva" degli storici greci &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erodoto"&gt;Erodoto&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tucidide"&gt;Tucidide &lt;/a&gt;e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Senofonte_%28storico%29"&gt;Senofonte&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; font-family: trebuchet ms;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Senofonte_%28storico%29"&gt;.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;  &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify; font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Si possono tranquillamente frequentare le nostre aule e non essere mai sfiorati dal sospetto che il Dialogo sopra i massimi sistemi, o una terzina del Paradiso rappresentano vertici d’intelligenza, di verità e di vita, posti davanti a noi come termini di confront&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;o ideali, ma anche concretissimi, destinati ad accompagnarci in qualche modo per tutta l’esistenza"&lt;/span&gt;. &lt;a href="http://www.corriere.it/editoriali/08_agosto_21/una_scuola_per_italia_141dc3f8-6f37-11dd-b598-00144f02aabc.shtml"&gt;E. Galli Della Loggia – Corriere della Sera del 20 agosto 2008&lt;/a&gt;. Non sempre è così!&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal" face="trebuchet ms" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" face="trebuchet ms" style="text-align: justify;"&gt;di DONATO PINTO&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: trebuchet ms;"&gt;Le vicende della storia non hanno come protagonisti stati, nazioni o eserciti, ma uomini. E' questa secondo me l'unica scoperta sensazionale che si può fare studiando (o come me leggendo) la storia. Essa si ripete continuamente perché continuamente gli uomini prendono in considerazione la propria vita e vanno alla ricerca di qualcosa che possa renderli pieni e soddisfatti.&lt;br /&gt;La storia greca, alla quale io (probabilmente in circostanze inusuali) mi sono avvicinato, è la storia di uomini. I Greci erano convinti di non essere artefici del proprio destino e nemmeno gli dei, che si divertivano a concedere loro qualche gioia per poi farli vivere nell'amarezza delle tante disgrazie, potev&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SLWZ9A0S4FI/AAAAAAAAAkE/4l8sDGk5Txc/s1600-h/300px-Persian_invasion.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 170px; height: 238px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SLWZ9A0S4FI/AAAAAAAAAkE/4l8sDGk5Txc/s320/300px-Persian_invasion.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5239263014985850962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ano cambiarlo. E questa convinzione non era un limite, ma quasi una speranza di bene poiché andavano continuamente alla ricerca di qualcosa nella loro vita.&lt;br /&gt;Dalle letture che ho fatto voglio sottolineare alcune cose, in particolare riguardo alla Grecia e ai greci. Quando hanno scoperto un nemico comune (&lt;st1:personname productid="la Persia" st="on"&gt;la  Persia&lt;/st1:personname&gt;), si sono identificati con il nome di Elleni e si sono conquistati la loro libertà. La libertà è un bene preziosissimo perchè l'uomo libero è facilitato nella sua ricerca di felicità. Eppure tutti questi valori non sembrano bastare perchè questa unità dura poco, e addirittura per singoli interessi le varie popolazioni si ritrovano a guerreggiare tra loro, chi per ottenere la supremazia, chi in difesa dell'autonomia di ogni popolo e di grandi valori. Più che decretare chi avesse ragione e chi torto in tutte queste vicende, mi piace invece sottolineare come fosse normale (e parliamo di 2500 anni fa) che gli uomini cercassero la propria felicità in qualsiasi modo, sia soddisfacendo interessi spiccioli sia sacrificandosi per grandi valori, sia onorando la patria e gli dei e che questo atteggiamento, “normale” all'epoca, sia il vero filo conduttore della storia. E' la prova concreta che siano gli uomini a fare la storia, uomini che cercano di soddisfare il proprio desiderio. E' quindi paradossale che, oggi, ci si trovi in un mondo che insegna ad accontentarsi di poco e a non chiedere mai: insomma, insegna a non essere uomini.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; font-family: trebuchet ms;" class="MsoNormal"&gt;  &lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;I brani più significativi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Erodoto, &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Storie&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;  : &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.filosofico.net/erodotostorie1.htm"&gt;I (30-34),&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.filosofico.net/erodotostorie7.htm"&gt;VII (45-46, 213)&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.filosofico.net/erodotostorie9.htm"&gt;IX (16)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Tucidide, La guerra del Peloponneso: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.filosofico.net/tucpeloponneso.htm"&gt;V (84-114), VI (92)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Senofonte, Elleniche: V (1: [2]-[4]) e (secondo Pino Suriano) il &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.liceovoltacomo.it/ipertesti/democrazia/senof.html"&gt;libro VII &lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;sul senso sbagliato della democrazia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Donato Pinto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6418810062101749587?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6418810062101749587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6418810062101749587&amp;isPopup=true' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6418810062101749587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6418810062101749587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/08/il-valore-del-passato-un-sospetto-che.html' title='Il valore del passato: un sospetto che ci ha già sfiorati!'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SLWZ9A0S4FI/AAAAAAAAAkE/4l8sDGk5Txc/s72-c/300px-Persian_invasion.png' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-5174632213151021520</id><published>2008-08-08T08:49:00.000-07:00</published><updated>2008-08-08T08:52:57.845-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><title type='text'>Il buio dell'uomo e i sistemi perfetti</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pensiero volante su carità, efficienza e istituzioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SJxrhp4srlI/AAAAAAAAAi4/bSX3Q9_wgmI/s1600-h/elliot.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 156px; height: 208px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SJxrhp4srlI/AAAAAAAAAi4/bSX3Q9_wgmI/s320/elliot.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5232175093021191762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’altro ieri ho seguito un incontro sull’immigrazione. Almeno tre dei quattro relatori presenti in sala hanno detto in tante salse che bisogna smettere di concepire gli aiuti agli immigrati come un discorso di “carità”, con l’immaginario sempre contornato dalle facce buone di suore, preti e qualcun altro. Deve essere un diritto garantito dallo stato!&lt;br /&gt;Per molti è l’ideale: uno stato così attento ed efficiente da azzerare l’utilità di chiunque voglia fare il bene gratis. La parola chiave è istituzionalizzare! Vuoi aiutare qualcuno? No, devono farlo le istituzioni, tu semmai al loro servizio, altrimenti rischi di non essere efficiente.&lt;br /&gt;Mi sono chiesto: “In un mondo dove tutto passa (compresi noi, gli immigrati che aiutiamo e tutte le belle cose che riusciamo a fare per loro) non è forse più vero un atto di carità, di gratuita passione, che la più efficiente organizzazione di servizi?”. E cioè (in un mondo buio che finisce e non sappiamo a cosa serva) siamo nati per un atto imperfetto ma gratuito o un atto efficiente ma dovuto? Il massimo sarebbe metterli insieme. Ma quando non è possibile, io preferisco ancora il primo! E mi ricordo del grande &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Stearns_Eliot"&gt;T.S. Eliott&lt;/a&gt; (nella foto), che sul viaggio della storia umana scrisse questo: &lt;i style=""&gt;“Essi cercano sempre d'evadere/ dal buio esterno e interiore/ sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno d'essere buono».&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-5174632213151021520?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/5174632213151021520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=5174632213151021520&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5174632213151021520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5174632213151021520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/08/il-buio-delluomo-e-i-sistemi-perfetti.html' title='Il buio dell&apos;uomo e i sistemi perfetti'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SJxrhp4srlI/AAAAAAAAAi4/bSX3Q9_wgmI/s72-c/elliot.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-1725478800381834507</id><published>2008-08-04T04:05:00.000-07:00</published><updated>2008-12-12T14:58:12.613-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><title type='text'>Santi veri e falsi miti</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il corsivo scritto da Pino Suriano per Il Quotidiano nello speciale su &lt;a href="http://www.luisalasanta.com/it/index.asp"&gt;Luisa Piccarreta&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;                      &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SJbiC-kS2OI/AAAAAAAAAig/9fnRBjCeHPM/s1600-h/santi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 136px; height: 210px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SJbiC-kS2OI/AAAAAAAAAig/9fnRBjCeHPM/s320/santi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230616558020253922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;Tra i concetti più alterati dalla cultura di oggi c’è sicuramente quello di santità. Ne abbiamo un’immagine deviata, che spesso si associa esclusivamente a idee come la “straordinarietà” della vita e la “coerenza morale”. Guardiamo sotto questa lente anche l’antico simbolo dell’aureola, tanto significativo quanto incompreso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Eppure non c’è nulla di più sbagliato. L’errore in questione ha una causa che non è difficile individuare: la tendenza ad applicare alla santità l’ideale di realizzazione umana suggerito dalla cultura dominante, non quello suggerito dalla Chiesa. E’ quell’ideale in voga da circa 600 anni (non per caso dalla fine di quel Medioevo che chiamiamo buio e oscuro)&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span&gt;secondo cui, per essere realizzati, bisogna riuscire in qualcosa. Non basta essere uomini veri in rapporto al significato della vita, ma bisogna avere successo: essere un buon medico, giornalista, politico, mercante, etc. Insomma, essere “straordinari” in un particolare della vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Da qui tutta l’etica dei rapporti umani in voga oggi, quella secondo cui l’unico obiettivo sarebbe fare più dell’altro, sfidarlo e metterlo fuori gioco, con o senza qualche gomitata di troppo: è quello che accade in politica e nei posti di lavoro, nelle scuola con i bulli e tra gli stati con le guerre. Cambiano le forme, ma l’ideale è lo stesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Su questo punto potremmo facilmente prenderci in giro. Potremmo defilarci con la consueta disinvoltura e convincerci che questo ideale sbagliato non è il nostro, che riguarda “gli altri”,&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e che noi siamo solo le povere vittime di un mondo sempre più immorale. Del resto abbiamo da poco risvegliato, per questa ipocrita operazione, il sempreverde concetto di “casta”. Della quale, naturalmente, noi non facciamo mai parte!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Oppure potremmo provare a essere più sinceri, e confessare che l’ideale del “successo” è la prospettiva con cui quasi ogni mamma e papà guardano il proprio bambino già nella culla, sperando che per lui il futuro riservi una grande carriera. Quanti di loro, diciamoci la verità, desiderano per lui una vita santa, autenticamente umana? Quanti, insomma, vorrebbero davvero un figlio “santo” più che un figlio di successo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;O vogliamo riflettere, per esempio, sul pietismo con cui guardiamo l’esistenza di quelli che, per varie ragioni, non hanno la nostra stessa possibilità di successo: diversamente abili, malati e consimili? Come se il “bello della vita”, per gente così, non fosse veramente possibile…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Il bello della Chiesa è che se ne frega altamente di questo ideale del successo. In ogni circostanza, e perciò anche quando deve giudicare la santità di una vita. L’ho capito meglio nei mesi scorsi, quando, per buona sorte, mi è capitato tra le mani un libricino per molti versi eccezionale. E’ la trascrizione di quindici trasmissioni radiofoniche, tenute da Cyril Martindale per &lt;st1:personname productid="la Bbc" st="on"&gt;la Bbc&lt;/st1:personname&gt; negli anni ’50, edita in Italia da Jaka Book con il titolo “Santi”. Se qualcuno è in cerca delle solite agiografie grondanti miracoli, può chiudere subito e cambiare libro. Perché di miracoli, in queste intense 140 pagine, non c’è neppure l’ombra. In esse è raccontata, con essenzialità e chiarezza, la vicenda umana (e dico umana!) di tredici santi della Chiesa, senza che siano nascosti i tanti limiti e tormenti che li hanno condotti, dopo un cammino, a riconoscere l’unica cosa essenziale per la loro vita (l’annuncio cristiano) e a vivere felici per questo!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Tra queste brevi “Vite” mi ha colpito in particolare quella di Sant’Ermanno, detto lo “Storpio” (1013-1054). Era l’ultimo dei 15 figli di una ricca famiglia di nobili tedeschi. Per lui era in programma un futuro roseo e pieno di successo. Quando venne alla luce, però, il programma dovette subire variazioni: il bambino nacque storto e contratto, non poteva star ritto e non riusciva a scrivere, aveva la lingue e il palato deformati e perciò parlava a stento. Insomma, uno di quegli embrioni che tante mamme, oggi, preferirebbero lasciar marcire in laboratorio. I suoi genitori, sempre in quel medioevo cui si accennava prima, non potevano ancora pensare a una cosa del genere, e perciò lo mandarono in clausura pregando per il suo bene. Nell’esperienza del convento gli capitò di comprendere che la sua vita non era nulla, che la sua venuta al mondo, pur storpio e&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;brutto, non poteva essere inutile e senza senso. Proprio come quella di ogni uomo sulla faccia della terra! Questa coscienza, soffiata nel suo cuore dalla bellezza dell’annuncio evangelico (addirittura un Dio fatto uomo per il bene di tutti… ma proprio tutti, compreso lui!), lo aprì a una dedizione straordinaria. Si innamorò praticamente di tutto, della matematica, dell’arabo, del greco e della musica. Ma soprattutto imparò ad amare, con passione e letizia, quel microcosmo di fratelli che aveva attorno a sé in convento. Le biografie in latino lo ricordano come “amichevole e ridente”, sempre “lieto e disponibile per tutti”. Eppure, “neanche per un istante la sua vita fu liberata dal dolore” che quel suo corpo malfatto gli infliggeva. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Martyndale annota semplicemente questo. Nient’altro! Ermanno non ha salvato vite, non ha donato nulla ai poveri e non ha combattuto le ingiustizie del mondo. Non poteva: era chiuso in convento. Con lui, però, scopriamo che per una vita santa, per una vita autenticamente umana, basta davvero solo questo: l’affezione al proprio destino e a chi si proclama “strada” per compierlo, &lt;/span&gt;&lt;st1:personname productid="la Chiesa." st="on"&gt;la Chiesa.&lt;/st1:personname&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Che ci possiamo fare se spesso, così facendo, si finisce per donare la propria vita contribuendo al bene del mondo? Studiando su una scrivania, come un certo Tommaso d’Aquino, al fianco dei poveri, come un certo Francesco d’Assisi, al fianco dei malati, come una certa Teresa di Calcutta, umanizzando la cultura e l’educazione, come un certo Giovanni Bosco, semplicemente pulendo le scale di un convento, come una certa Teresa del Bambin Gesù? Oppure ai confini del mondo, come un tal Francesco Saverio, per comunicare a tutti, instancabilmente, la bellezza straordinaria di quell’annuncio che cambia la vita?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Sono uomini che &lt;/span&gt;&lt;st1:personname productid="la Chiesa" st="on"&gt;la Chiesa&lt;/st1:personname&gt;&lt;span&gt; (a differenza nostra) non giudica solamente per quello che hanno fatto e per i risultati che hanno raggiunto. Oppure, come spesso si crede, solo enumerando il numero dei miracoli post mortem. Li giudica innanzitutto in base al perché lo hanno fatto, all’ideale che ha mosso anche i gesti più semplici della loro vita. Sono uomini diversi per indole e attività, ma simili nel piegarsi al gesto più semplice della vita, la preghiera, e uniti dalla certezza che ogni sforzo e riuscita umana sono un nulla effimero senza un destino buono che li accolga e li compia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Il bello della questione è che tutto ciò è possibile veramente per tutti. Sul trono di Inghilterra, come capitò a&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Sant’Edoardo (1003-1006), o sul letto di casa, come capitò alla “nostra” Luisa Piccarreta. E perciò, in fondo, è possibile anche per ciascuno di noi. Conoscete un’uguaglianza più “uguale” di questa?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span&gt;Pino Suriano - &lt;a href="http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/"&gt;www.ilquotidianodellabasilicata.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-1725478800381834507?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/1725478800381834507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=1725478800381834507&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1725478800381834507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1725478800381834507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/08/santi-veri-e-falsi-miti.html' title='Santi veri e falsi miti'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SJbiC-kS2OI/AAAAAAAAAig/9fnRBjCeHPM/s72-c/santi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-7891324437377452166</id><published>2008-07-23T07:41:00.000-07:00</published><updated>2008-12-12T14:58:12.719-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Alex Langer e l'aspirazione al Tutto</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il mio "incontro" con uno dei più straordinari  suicidi italiani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Pino Suriano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CGenerico%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SIdENC18Q5I/AAAAAAAAAiA/MXTDWLkT2fQ/s1600-h/alex+langer.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 124px; height: 199px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SIdENC18Q5I/AAAAAAAAAiA/MXTDWLkT2fQ/s320/alex+langer.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226220883478856594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;E’ recente il mio “incontro” con Alexander Langer, l’iniziatore del movimento dei Verdi in Italia. Si tolse la vita, tra lo stupore di tutti, nel luglio del 1995, impiccandosi a un albero di albicocche sulle colline di Firenze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;Per me è stato un “incontro” a dir poco sorprendente. Conoscevo Alex Langer come il fondatore dei Verdi, uno dei tanti pacifisti “senza se e senza ma”, un No Global ante litteram e nulla più. Quanto era superficiale questa mia impressione! E tale sarebbe rimasta, se mi fossi fermato a leggere la sua vicenda senza considerare quel tragico epilogo, che mi ha messo in corpo una domanda potente: “&lt;i style=""&gt;Ma come può un uomo così attivo e coerente, dopo aver speso tutta la vita nello sforzo di realizzare i propri ideali, rinunciare a tutto e buttarsi via per “mancanza di forza&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;i style=""&gt;? Non dopo una sconfitta o una delusione, ma nel pieno della maturità e dell’attivismo politico, pochi mesi dopo la rielezione al Parlamento Europeo?&lt;/i&gt;”.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;Nel tentativo di rispondere mi sono lanciato in lunghe letture di saggi e articoli che lo riguardassero. Così mi è capitato di scoprire che dietro l’impegno politico c’era qualcosa di più che un semplice pacifista buonista o un ecologista esasperato, e che quel drammatico finale rivelava un’ansia tutta umana, non appena quel cedimento psicologico chiamato in causa per spiegare la sua morte col solo intento di salvarne il mito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;Ho scoperto che tutta la vita di Alex fu segnata da una profondità eccezionale. Non dice poco, in tal senso, l’educazione ricevuta dal padre, medico ebreo, che lo aveva introdotto a una percezione totale della realtà, propria di quella tradizione religiosa e culturale. E non è insignificante neppure l’adesione di un giovanissimo Alex a Lotta Continua, un movimento in cui l’attivismo politico aspirava a un cambiamento radicale della società, a una concezione diversa della dinamica dei rapporti umani, a un nuovo “mondo possibile”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;Quando il movimento dovette soccombere per sua stessa implosione, Langer non rinunciò a farne propria l’aspirazione totale, prendendo di petto il movimento ecologista che cominciava a farsi strada nell’Europa degli anni ’80. Non vi è dubbio sul fatto che la prospettiva “totale” con cui si lanciò nell’esperienza abbia poco a che vedere con la spinta particolaristica che sembra oggi caratterizzare quel movimento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;A ispirare il suo ecologismo fu, infatti, la scoperta di un valore eccezionale in tutte le cose, in tutto l’essere, orientata al riconoscimento del valore della vita di ciascun uomo, compreso quello del domani. Si incontravano così ambientalismo e pacifismo, in questo sguardo stupefatto sulle cose, nella percezione di questa loro intrinseca sacralità, da proteggere al di là di ogni progetto umano di potere o di sviluppo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;Per affermarlo pienamente Alex non temette di farsi qualche nemico, facendo prevalere l’amore alle cose su ogni possibile deriva ideologica. Era il 1987 quando l’allora Cardinale Ratzinger pubblicò una presa di posizione della Chiesa sui temi della fecondazione artificiale e della sperimentazione sugli embrioni. Alex, insieme a pochi altri ecologisti, prese carta e penna per scrivere un documento di sostegno a quello di Ratzinger. Fu una presa di posizione senza mezzi termini, che scatenò le ire di tanti intellettuali di sinistra, tra cui alcuni suoi ex amici del Manifesto e altri dei Verdi, che subito lo tacciarono di tradimento e “oscurantismo ecologista”. Tutto questo perché aveva voluto affermare il suo rifiuto a rendere “&lt;i style=""&gt;la tecnica e l’uomo soggetti donatori di vita e di morte su comando&lt;/i&gt;”, perché “&lt;i style=""&gt;nessun uomo può pretendere di decidere l’origine e il destino degli uomini&lt;/i&gt;”. Quanto è diversa questa posizione da quella assunta dai Verdi italiani, tre anni fa, per il referendum sulla fecondazione!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;Era fuori dall’ideologia anche il suo modo di concepire i rapporti. Dopo la morte vennero alla luce numerosi biglietti e scambi epistolari con tanti suoi ex alunni del liceo classico di Bolzano e persone comuni da lui conosciute negli anni. Non mancava di inviare a molti un saluto, un giudizio sulle emergenze della società e anche qualche personale confidenza sulla crisi personale che invadeva il suo cuore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;Lui, il parlamentare europeo stracolmo di impegni e sempre in giro per il mondo, non considerava superfluo un pensiero per il più semplice dei suoi conoscenti. Le persone incontrate nella vita erano un dono eccezionale da non buttare via. Questa sua caratteristica (lo dico per inciso) mi ha fatto ricordare in negativo la contraddizione di tanti professori di “sinistra” incontrati in università, sempre pronti a battagliare per “i diritti degli studenti” nei consigli di facoltà, ma quasi mai disponibili a spostare un esame o dedicare mezz’ora di tempo al singolo studente che lo chiedesse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;Erano questi gli ideali di Alex, freneticamente vissuti tra incontri, campagne elettorali, manifestazioni pacifiste ed ecologiste in tutto il mondo. Tanti lo guardavano, tanti lo stimavano desiderando di essere come lui, tanti hanno continuato a mitizzarlo anche dopo la morte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;Ma proprio mentre tutti lo osannavano, Alex, in uno scritto del 1990, si chiedeva: &lt;i style=""&gt;“Tu che ormai fai il militante da oltre 25 anni e che hai attraversato le esperienze del pacifismo, della sinistra cristiana, del ’68, dell’estremismo degli anni ’70, del sindacato, della solidarietà con il Cile e con l’America Latina, col Portogallo, con &lt;st1:personname productid="la Palestina" st="on"&gt;la  Palestina&lt;/st1:personname&gt;, della nuova sinistra, del localismo, del terzomondismo e dell’ecologia; ma da dove prendi le energie per fare ancora?”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;O ancora, nel discorso per la scomparsa di Petra Kelly: “&lt;i style=""&gt;E’ troppo grande il carico di amore per l’umanità e di amori umani che si intrecciano e non si risolvono, troppa la distanza tra ciò che si proclama e ciò che si riesce a compiere”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;E’ questa distanza che lo ha ucciso, questa incolmabile sproporzione tra l’ideale umano e la sua possibile realizzazione. Quanto è acuto, in tal senso, il giudizio di Adriano Sofri in una recente intervista sulla fine di Lotta Continua: &lt;i style=""&gt;“La vera natura di Lc e la vera differenza dagli altri gruppi sta in una certa vocazione umana più intensa. Insomma, una vera avventura di rapporto con gli altri. Questo darsi tutto a tutti, torna in uno degli episodi finali di questa nostra storia, la morte di Alex Langer, vittima di questa aspirazione e della sua inevitabile sorte di soccombere”.&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;La vita e la morte di Alex, dunque, ci rimandano al cuore di questa aspirazione pienamente umana e del suo limite invalicabile. “&lt;i style=""&gt;Tutti cercano risposte da me&lt;/i&gt; – confidava ai più vicini negli ultimi mesi - &lt;i style=""&gt;ma io non ho risposte neppure per me stesso&lt;/i&gt;”. Le sue parole, oggi, sfidano l’illusione di ogni attivismo spontaneo e senza senso, di ogni impegno umanitario che si autogiustifichi ma sia staccato dall’impegno con il proprio bene, e drammaticamente ci ridicono che il più coerente impegno per l’umanità non risolve il più autentico e profondo bisogno della persona umana, la domanda sulla propria felicità e il proprio destino. Alex è morto da suicida sofferente, ma non è morto da illuso, cercando le uniche vere risposte che interessano all’uomo, quelle “per sé”. Un po’ come Cesare Pavese…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-7891324437377452166?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/7891324437377452166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=7891324437377452166&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/7891324437377452166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/7891324437377452166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/07/alex-langer-e-laspirazione-al-tutto.html' title='Alex Langer e l&apos;aspirazione al Tutto'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SIdENC18Q5I/AAAAAAAAAiA/MXTDWLkT2fQ/s72-c/alex+langer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6202087129155677916</id><published>2008-07-04T15:53:00.000-07:00</published><updated>2008-12-12T14:58:12.868-08:00</updated><title type='text'>La prima rivoluzione del mio blog</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Ovvero il ritorno alle origini&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SG6uGbBCX3I/AAAAAAAAAgw/IvxRO38--ZU/s1600-h/arendt.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219300443523538802" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 81px; height: 127px;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SG6uGbBCX3I/AAAAAAAAAgw/IvxRO38--ZU/s320/arendt.jpg" border="0" width="67" height="234" /&gt;&lt;/a&gt;La Pro-Vocazione non è più il blog di Pino Suriano, ma di “Pino, Donato e Gabriele”. E’ questa la sua prima rivoluzione…. Che, come ogni rivoluzione autentica (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hannah_Arendt"&gt;Anna Harendt &lt;/a&gt;dixit) non è che un ritorno alle origini! Questo blog, in effetti, non è mai stato solo mio. E come poteva esserlo, per uno che deve molto più ai compagni di viaggio che ai suoi sforzi e presunti “meriti”? Insomma, tutte quelle cose che oggi rendono gli uomini tremendamente orgogliosi e, al contempo, tremendamente soli.&lt;br /&gt;Ora, per fortuna, quell’intento ideale assume una forma concreta. Donato e Gabriele sono alcuni di questi compagni: molto più giovani di me, ma molto più svegli di tanti giovani come loro. I post di tutti e tre si susseguiranno senza periodicità, a firma del rispettivo autore.&lt;br /&gt;Nel mio &lt;a href="http://pinosuriano.blogspot.com/2007/02/meglio-mal-accompagnati-che-soli.html"&gt;primo post&lt;/a&gt; avevo scritto “Meglio mal accompagnati che soli”. Lo credo ancora… Ma quando capita la fortuna di essere “ben accompagnati” è ancora più bello! Spero che si tratti solo della prima di tante nuove “aperture”. Aspetto (ops... aspettiamo) altre "candidature".&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Pino Suriano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6202087129155677916?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6202087129155677916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6202087129155677916&amp;isPopup=true' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6202087129155677916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6202087129155677916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/07/la-prima-rivoluzione-del-mio-blog.html' title='La prima rivoluzione del mio blog'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SG6uGbBCX3I/AAAAAAAAAgw/IvxRO38--ZU/s72-c/arendt.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6457185150265295839</id><published>2008-05-31T12:18:00.000-07:00</published><updated>2008-12-12T14:58:13.089-08:00</updated><title type='text'>Il fallimento della nostra "buona educazione"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un giudizio sul "dramma adolescenziale" e la scuola&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;di PINO SURIANO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;"&gt;                       &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left; font-family: trebuchet ms;" class="MsoNormal"&gt;N&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SEGla_Q39nI/AAAAAAAAAfo/4aXLjRGsEOc/s1600-h/Classe+fa+crepare.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 154px; height: 115px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SEGla_Q39nI/AAAAAAAAAfo/4aXLjRGsEOc/s320/Classe+fa+crepare.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206624527294396018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;on deve cadere nel vuoto quanto ha scritto Lello Colangelo sul Quotidiano del 24 maggio. Nella sua acuta analisi sull’attuale dramma adolescenziale ha richiamato le responsabilità degli “adulti perdenti” e ha evidenziato la loro incapacità nel “dare voce ai ragazzi, ai loro pensieri e ai loro sogni per costruire, nel presente, il futuro proprio e della società”. Ha poi concluso con una significativa indicazione di metodo: “I ragazzi non sono vasi da riempire ma fuochi da accendere”. Giustissimo! Ma affinché questa indicazione non si riduca a semplice slogan bisogna essere disposti a declinarla nel concreto delle realtà scolastiche ed educative, fino in fondo.&lt;br /&gt;Smettere di “riempire il vaso”, infatti, esige una radicalità profonda, quella di farlo anche quando si tratta di comunicare i cosiddetti “buoni valori” e il senso della legalità. Ci siamo illusi, per troppo tempo, che la panacea educativa fosse una più forte cultura della legalità e del senso dello stato. E così l’abbiamo ficcata ai nostri ragazzi da tutti i pori: progetti e progettini sulla legalità, giornate della memoria a destra e a manca, video e controvideo sulla lotta alle mafie e al razzismo.&lt;br /&gt;Ci siamo messi la coscienza a posto: non insegnavamo più solo sterili nozioni e romanzi senza attualità, ma anche il presente, le regole e la solidarietà. Non iniettavamo valori di parte o religiosi, ma valori condivisi e neutrali: i valori dello stato. Su questo abbiamo ripensato didattica e libri di testo, finanche quelli di religione. Abbiamo così creduto di seguire il giusto monito del ’68 (“portare nella scuola il mondo reale”), ma abbiamo fatto fuori la voglia di protagonismo e&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;autenticità che lo avevano ispirato.&lt;br /&gt;Ebbene, il frutto di questa nostra bella scuola è il dramma collettivo che abbiamo sotto gli occhi. Lo smarrimento profondo e grave di una generazione piena di regole e “manuali del buon cittadino cosmopolita”, ma priva di gioia di vivere e incapace di rintracciare un senso per cui valga la pena esserci. I recenti fatti di cronaca sono solo l’iceberg di una situazione radicale e drammatica, che coinvolge tutta la gioventù e non solo le “pecore nere” di cui si parla sui giornali. Sia chiaro, questo allarmismo non è una mia scoperta. Lo confermano autorevoli saggisti, primo tra tutti Umberto Galimberti, che alla questione ha dedicato il suo nuovo saggio “L´ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani”, edito da Feltrinelli, forse sbrigativo nelle proposte di soluzione, ma davvero impeccabile nell’analisi del contesto.&lt;br /&gt;Tempo fa ho avuto una prova lampante di questa situazione. In classe, per il compito di italiano, si assegna questa traccia: “Parla della tua scuola. Cosa va e cosa non va? A che livello l’esperienza scolastica di questi mesi ha risposto alle tue aspettative di partenza?”. Un alunno insorge: “Ma che traccia è questa? Che devo scrivere su questo?”. Il docente incalza: “ E per fornirti argomenti quale traccia avrei dovuto assegnarti?” E lui: “Magari una sul razzismo, sull’integrazione o sulla lotta alla mafia. Su quelle cose so sempre cosa scrivere, ma non su di me e le mie aspettative”.&lt;br /&gt;Mamma mia! Chissà quanti documentari sul Terzo Mondo avrà visto, quanti video su Falcone e Borsellino, magari sonnecchiando e contento di aver perso qualche ora di lezione. Difficilmente, però, gli avranno chiesto di mettere in gioco sé, il suo reale interesse. Difficilmente qualcuno avrà alimentato il suo desiderio di felicità e di adesione alla vita con cui la natura umana si esprime, tanto potentemente, in età giovanile, e che sola può muovere una passione autentica per tutti gli altri (indiscutibili) valori.&lt;br /&gt;Mi preme dire, insomma, che l’iniezione dei buoni valori ha spesso svuotato la capacità critica dei discenti, ha fornito quella retorica pronta per l’uso (anche quello di “sbrigare” un compito in classe), grazie alla quale tutti siamo d’accordo su tutto, almeno a parole. E ha mascherato, per tanti docenti, lo scandalo di essersi scoperti astratti e nozionistici, senza impegnarli in una radicale ipotesi di cambiamento.&lt;br /&gt;Ci troviamo, così, ragazzi di 15-16 anni che dichiarano come massima aspirazione l’onestà nel lavoro, il “fare il proprio dovere” e “rispettare le leggi”. Lo dicono perché lo hanno imparato, non perché lo sentono. Lo dicono senza gioia, con una stanchezza e un’aridità che fa venir voglia di trovare, tra i banchi, qualche “Pierino” ribelle! Parole come “doveri” e “tolleranza” hanno una frequenza maggiore, sulla loro bocca, di parole come “felicità” e “gusto per la vita”. Vogliamo stupirci troppo se poi questa vita la tolgono a sé e agli altri con estrema facilità? E come potrebbero fare diversamente se, mentre si insegnano queste belle cose, uno scrittore acclamato dai giovani come Alessandro Piperno, senza la coscienza della violenza culturale che sta compiendo, ma in nome di una sempre più equivoca “libertà di opinione”, arriva a scrivere sul Corriere parole come queste: &lt;&lt;di questi="" tempi="" si="" fa="" un="" gran="" parlare="" con="" la="" doverosamente="" di="" amore="" per=""&gt;&lt;st1:personname productid="la Vita. Ebbene" st="on"&gt;la Vita. Ebbene&lt;/st1:personname&gt; io mi chiedo: che cosa ha fatto la vita per meritare da noi tutto questo rispetto? Esiste una sola traccia in questo mondo che dimostri che vale la pena di esserci, respirare, alzarsi ogni mattina? Chissà che uno non possa affermare con Thomas Bernhardt&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che “generare è un crimine”?&gt;&gt;.&lt;br /&gt;Come faranno questi giovani ad apprezzare la vita se non imparano a criticare, ragionevolmente, opinioni come questa? Se molti insegnano loro che conviene mantenere la vita solo quando è garantita una certa qualità? O quando una nuova vita non intacchi il benessere e i desideri di un’altra già presente?&lt;br /&gt;Insomma, che senso avrà insegnare a un ragazzo i propri limiti, senza rendere evidente e amabile il motivo per cui bisogna rispettarli? Ammettiamolo! Ci siamo preoccupati troppo dei buoni insegnamenti e delle strategie. Troppo poco dell’autorevolezza, della vivezza e della passione comunicativa di chi li proponeva. Abbiamo guardato con sospetto (e con la latente accusa di plagio) chi ha avuto il coraggio di comunicare sé, come espressione viva e autorevole dei valori di cui parlava. Forse preoccupati da derive ideologiche (comunque non scongiurate, come dimostrano i recenti fatti della Sapienza), abbiamo insegnato solo ciò che era totalmente condiviso, oserei dire “banalmente” condiviso. Eppure le leggi chiedevano il contrario. A cominciare dal Decreto Legislativo 297/1994 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione), che sin dall’art. 1 recitava: “Ai docenti è garantita la libertà di insegnamento intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale. L’esercizio di tale libertà è diretto a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni”.&lt;br /&gt;La legge, insomma, chiedeva un “confronto aperto” di posizioni culturali, quella “battaglia culturale” che abbiamo voluto togliere di mezzo e abbiamo ridotto a beghe partitiche e sindacali nei nostri noiosissimi collegi dei docenti. Ma che quasi mai abbiamo portato nelle aule, come possibile novità di lavoro, didattica ed epistemologica. Lì abbiamo continuato a fare come prima, aggiungendo qualche bella lezioncina in più sul Terzo Mondo o sull’ambiente, che tutti erano disposti a sorbirsi, magari pure con qualche lacrimuccia, ma sempre con l’occhio all’orario, sempre con la speranza che la campanella suonasse presto.&lt;br /&gt;E così i nostri allievi hanno imparato cose “buone, giuste e condivise”, ma senza sentirle proprie. Cose che sanno ripetere ma non sanno vivere. Chissà che democrazia avremo, chissà che “popolo propulsivo e governante” se nessuno avrà nulla da dire. Una cittadinanza sempre più delegante, sempre meno protagonista, se non nel giusto (ma che può divenire piccolo e arido) “proprio dovere”, se non nel “coltivare il proprio giardino”. E’ una proposta che può bastare allo scetticismo arido e falsamente realistico di un adulto che si è già accontentato. Ma non può acquietare l’impeto di un ragazzo o di un “adulto giovane” che ancora cerca, anzitutto per sé e poi per gli altri, quella cosa strana e misteriosa che chiamiamo felicità!&lt;/di&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6457185150265295839?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6457185150265295839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6457185150265295839&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6457185150265295839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6457185150265295839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/05/il-fallimento-della-nostra-buona.html' title='Il fallimento della nostra &quot;buona educazione&quot;'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SEGla_Q39nI/AAAAAAAAAfo/4aXLjRGsEOc/s72-c/Classe+fa+crepare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-208005687766432204</id><published>2008-05-16T02:50:00.000-07:00</published><updated>2008-05-23T04:33:07.399-07:00</updated><title type='text'>Reazioni alla lettera a don Cozzi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;a href="http://pinosuriano.blogspot.com/2008/05/don-cozzi-di-qualcosa-di-cristiano.html"&gt;La mia lettera a don Marcello Cozzi,&lt;/a&gt; come prevedibile, ha scatenato una serie di interventi di replica tutti pubblicati sul &lt;a href="http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/"&gt;Quotidiano della Basilicata&lt;/a&gt;. Franco De Vincenzis, Tommaso Marcantonio (un pezzo di un suo articolo), Anna G. Rivelli e, questa mattina, lo stesso don Marcello... Li ringrazio tutti e spero di continuare il dialogo su una questione di capitale importanza.... Li riporto, come da blog, in ordine inverso&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Essere cristiani. La mia opinione sulla lettera di Pino Suriano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Di Nathan - Blog &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.nathan2000.ilcannocchiale.it/"&gt;&lt;strong&gt;www.nathan2000.ilcannocchiale.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più volte, in rete, mi è capitato di riportare una frase di un anonimo che ho fatto mia: “Voglio un Dio che mi chieda anche di pensare, non di credere soltanto”. Questo preambolo è d’obbligo, per me, nel provare a dare una mia risposta alla richiesta di dibattito lanciata da Pino Suriano dalle pagine del Quotidiano della Basilicata prima, e da quelle del suo blog poi.&lt;br /&gt;Una seconda premessa, fondamentale, che vado a fare è: Non sono un intellettuale; non sono un uomo di cultura elevata… ciò che so è frutto di quelle letture disorganiche che sono venute lungo l’arco della mia vita e, soprattutto, di quelle esperienze che mi è capitato di andare maturando negli anni: esperienze di vita e di pensiero; pensiero che mi sono sforzato di lasciare libero il più possibile.&lt;br /&gt;Un’ultima premessa nasce da una risposta di Pino ad un commento al post su linkato, quando cita San Benedetto che al chiuso della sua cella contribuisce non poco alla ricostruzione di un’Europa in macerie. Tutto vero, per carità. A questo mi va di aggiungere le parole che il regista cinematografico romano Luigi Magni fa pronunciare al suo personaggio Ugo Bassi nella sua opera cinematografica dal titolo: “In nome del Popolo Sovrano”. Il frate afferma quanto segue (vado a memoria, pertanto riporto il concetto): “Il convento non è prigione; il Convento è libertà. San Benedetto diceva che il convento è un AVAMPOSTO DEL PARADISO. In convento mi sembrava di rubare la salvezza… per questo ne sono uscito e sono sceso nel mondo, dove tutto è miseria, fatiche e sofferenze!”&lt;br /&gt;Terminate le premesse, arriviamo al nocciolo. Qualcosa di cristiano… Pino Suriano esorta Don Marcello a dire qualcosa di cristiano. Provocatorio, sicuramente, come immagino sia nell’intenzione di Pino. Del resto, il blog di Pino ha come titolo “La Pro-Vocazione”. Ma questa sua provocazione, ne sono certo, viene fuori in assoluta buona Fede (la maiuscola è d’obbligo: la Fede di Pino traspare da tutto ciò che scrive e tutto ciò che fa). Ma Provocazione e Pro-Vocazione, sono due cose differenti. Il più delle volte il suo modo di fare mi pare più una Pro-Conversione che non altro.&lt;br /&gt;Ecco, io leggo il tutto in questo modo. E sono convinto del fatto che sia sua intenzione muoversi, da semplice credente senza incarichi religiosi (citazione dalla sua lettera), impegnandosi al massimo nel diffondere la Buona novella. E non sarò io a contestargli questo suo muoversi nel mondo secondo ciò che, a tutti gli effetti, è una libera scelta ed anche ammirevole! “Andate in tutto il mondo e predicate la buona novella a tutte le creature”. La cella di un monastero, in questo modo, diventa un luogo limitato, riferendoci a questo imperativo… non mi si fraintenda: non è mia intenzione sminuire l’opera ascetica di tanti monaci che, tra una cella e il mondo, hanno optato per la prima. Ma anche quello di venire fuori da una cella e portare il messaggio di Cristo, mi pare, sia un modo di muoversi Cristiano. Voglio andare avanti con un’altra citazione: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avrete fatto a me”. Se lo faccio io, faccio qualcosa di cristiano e se lo fa Don Cozzi, Don Diana, Don Puglisi, Don Milani, Don Benzi non lo è? Suvviaaa (da leggersi con inflessione toscana)!!! Nessuno di buon senso potrebbe affermare qualcosa del genere (e il prof. Suriano, sono sicuro, di buon senso ne avrà da vendere). Posso capire il suo slancio verso S. S. Papa Benedetto XVI, il teologo e studioso; ma non si può pensare ad un Cristianesimo solo ed esclusivamente ascetico e didascalico.&lt;br /&gt;Mi sono allontanato da molto tempo dalla Chiesa… ma non dalla fede. Ed io per primo mi sono domandato una miriade di volte il perché. E il perché sta nella frase che ho riportato all’inizio: “Voglio un Dio che mi chieda anche di pensare, non di credere soltanto!”. E qui mi approprio di una frase di Don Cozzi nella sua lettera di risposta al citato articolo pubblicato dal Quotidiano: “[…] Quell’Uomo lo chiamava Regno di Dio, e veniva prima di ogni altra cosa […] ma il Suo era anche il sogno di un mondo diverso, un sogno che trasmetteva agli uomini con il loro linguaggio, perché Dio potesse essere più comprensibile, meno distante, più dolce, meno freddo, più Padre buono e meno Giudice distaccato”. Quel Dio che Don Marcello ci porge con questa sua affermazione è il Dio che cerco da sempre e che Cristo, in mille modi, mi ha sempre presentato. Tutto il rispetto per l’atteggiamento (in materia di fede) delle Gerarchie Ecclesiastiche! Ma condivisione, da parte mia, giammai! E non per una sorta di presunzione o arroganza. Semplicemente perché, come scritto da Franco Devincenzis nella sua replica sempre al succitato articolo, facciamo “Attenzione a non far passare per Cristianesimo una sorta di galateo delle buone maniere che, per non urtare i potenti, si rintana nelle sagrestie e predica l’avvento remoto di un regno invisibile”. Ancora apprezzo, nel merito, l’affermazione di Anna Rivelli che parla di “Made in Ecclesia, con cui il Signor Suriano vorrebbe siglare in esclusiva il positivo operare degli uomini, non è una griffe, ma un marchio contraffatto se il ben parlare non è accompagnato dal buon agire e se serve ad essere esibito più che interiorizzato”. Io sarei stato meno sanguigno, ma l’essere sanguigni, non è detto sia negativo.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la lettera di Pino, mi trovo in disaccordo con lui quando parla di “quelli che considerano il Fatto cristiano superfluo, in fondo inutile per poter essere buoni e giusti”. Perché mi torna sempre alla mente un tale Socrate che, mi pare, non fosse molto lontano dal concetto di bontà e giustizia diversi secoli prima della nascita del Cristo. Ma forse l’intenzione di Pino è quella di sottolineare che quella notte a Betlemme di duemila anni fa sia stato uno spartiacque? E sia! Ma chi non ha ricevuto il “dono” della fede (quanto non sopporto questa perifrasi da gesuita! Dono? E perché Dio sarebbe così perfido da fare figli e figliastri?) è condannato ad essere “cattivo” e “ingiusto” (provocazione J)? Quanto alla “Chiesa che produce uomini così”, direi, che Don Abbondio è pavido per sua natura, non per merito della Chiesa… Padre Cristoforo è uomo coraggioso per sua natura, non per merito della Chiesa.&lt;br /&gt;Conclusione? Il cristiano è un diamante dalle tante sfaccettature. Mi viene in mente una frase che non ricordo dove ho ascoltato, ma mi pare adeguata a ciò di cui si va discutendo: “Puoi onorare Dio anche semplicemente sbucciando una patata, se lo fai a regola d’arte!”. Semplicistico? Probabilmente soltanto Semplice! E il modo di essere cristiano di Don Cozzi non mi pare fuori dagli schemi o fuori luogo. E nemmeno quello di Pino Suriano!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;L'uomo dei Vangeli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;di don Marcello Cozzi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C’è un Uomo nei vangeli che da bambino ha respirato la delicatezza con la quale sua mamma e suo papà cercavano di non fargli capire i mille salti mortali che avevano fatto sin dalla sua nascita (il parto avvenuto in una casa di fortuna e poi la fuga in un paese straniero che non era il loro paese, e dove per tutti, loro erano semplicemente forestieri, o meglio, extracomunitari); che da ragazzo non ha avuto difficoltà a comprendere quanta fatica facevano quei genitori per mettergli a tavola una minestra calda, perché al papà le cose non sempre andavano bene e non sempre c’erano clienti nella sua bottega di onesto falegname.&lt;br /&gt;A quell’Uomo, sua mamma e suo papà hanno comunque sempre trasmesso la voglia di andare avanti, di non cadere mai nel vittimismo solo perché erano “persone normali”, di non sentirsi sfortunati solo perché non potevano permettersi ciò che le altre famiglie si permettevano, di essere invece fiero delle proprie radici e di non stancarsi mai di ringraziare il Signore anche se il cielo talvolta era buio e anche se tutto ciò che accadeva intorno poteva togliere speranza. Chissà quante volte quel papà e quella mamma, la sera in preghiera avranno letto al proprio bambino quei passi delle Scritture: “Il Signore è il mio Pastore, non manco di nulla, pur se camminassi in una via oscura”; o anche: “amerai il Signore tuo Dio sopra ogni cosa”.&lt;br /&gt;E quante volte gli avranno raccontato la storia dell’Esodo, gli ebrei che lasciano l’Egitto per la terra promessa guidati da un grande uomo, Mosè, che non era riuscito a far finta di niente dinanzi ad un roveto che ardeva senza consumarsi e che soprattutto non era riuscito a non ascoltare le parole che provenivano da quel roveto, o meglio quella Parola: “Ho osservato la miseria del mio popolo e sono sceso per liberarlo”.&lt;br /&gt;C’è un Uomo nei vangeli che diventando adulto ha costruito la propria vita intorno a poche certezze: l’amore di Dio e per Dio, l’amore per gli uomini e per le donne; e poi quella voce che gli ronzava nelle orecchie senza mai fermarsi: “Ho osservato la miseria del mio popolo e sono sceso per liberarlo”. Questi pochi capisaldi per quell’Uomo sono diventati il filo conduttore della sua esistenza, lo scopo di una vita concepita sempre più come missione e come dono agli altri.&lt;br /&gt;Quell’Uomo si è speso, dunque, perché Dio fosse da tutti conosciuto come Padre, perché gli uomini si riconoscessero come fratelli e sorelle, perché di tutti fossero rispettati i diritti, perché nessun Potere di nessun tipo potesse annullare la loro dignità; perché a tutti fosse chiaro che per Dio essere imparziale non significa essere neutrale dinanzi alle ingiustizie ma significa schierarsi dalla parte dei poveri e degli indifesi, dei deboli e dei fragili, e significa denunciare le ingiustizie senza guardare in faccia a nessuno e senza nascondersi dietro un malinteso concetto di carità.&lt;br /&gt;C’è un Uomo nei vangeli che Incarnando questo Dio ha vissuto essenzialmente per strada perché gli uomini si abituassero ad incontrare anche lì l’Onnipotente e non solo fra le colonne del Tempio, perché imparassero ad ascoltarLo anche nelle pieghe della vita e non solo nelle liturgie; perché imparassero a frequentare tutti e non solo quelli con cui condividevano un’etica e una morale e perché nel rispetto reciproco di culture diverse – che non significa svendere i propri principi – costruissero percorsi comuni per una società più giusta e proiettata nell’Eternità.&lt;br /&gt;Questo progetto e questa sfida alla quale tutti sono chiamati, quell’Uomo lo chiamava Regno di Dio, e veniva prima di ogni altra cosa: “Cercate prima di tutto il Regno di Dio e la sua giustizia”, diceva di continuo; ma il Suo era anche il sogno di un mondo diverso, un sogno che trasmetteva agli uomini con il loro linguaggio, perché Dio potesse essere più comprensibile, meno distante, più dolce, meno freddo, più Padre buono e meno Giudice distaccato.&lt;br /&gt;C’è un Uomo nei vangeli, con la spina dorsale dritta, il cui parlare, “si, si; no, no”, non lo ha mai mandato a dire ma lo ha sempre gridato ad alta voce guardando le persone negli occhi e prendendosi le sue responsabilità pur prevedendone le conseguenze. E quando capitava la sera di restare da solo in preghiera, chissà quante volte avrà preso in mano quel passo delle Scritture che la mamma gli leggeva da bambino, quello che raccontava di un uomo, Caino, che un bel giorno per invidia uccide il fratello, Abele. E chissà quante volte avrà risentito la dolce raccomandazione della mamma: “Mi raccomando, Gesù, ricordati che il Signore dopo aver chiesto conto a Caino (Dov’è tuo fratello?), a noi dice che però nessuno lo deve toccare. Qualunque crimine abbia commesso; di qualunque delitto si sia macchiato. Non dimenticarlo mai!”. E chissà quante volte Gesù avrà pregato per tutti i Caino del mondo perché il Signore li aiuti a chiedere perdono ad Abele, perché li aiuti a dire dove lo hanno occultato ma anche perché le nostre società moraliste non si stanchino mai di attendere il ritorno di Caino.&lt;br /&gt;A Pino che mi scrive, e che per questo sinceramente ringrazio, a quanti leggono con sospetto questo impegno per la difesa della dignità umana e ai tanti compagni di strada che condividono con fatica questi percorsi, confesso con umiltà che – nonostante i miei innumerevoli limiti e le mie tante contraddizioni – non conosco altro linguaggio se non quello dell’Uomo dei Vangeli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Made in ecclesia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;di Anna G. Rivelli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;GESÙ Cristo non ha mai detto nulla di cristiano. Non poteva: il cristianesimo nasceva con lui. Gesù Cristo ha agito da Cristo e ha reso “cristiano” il buon operare a favore dei più deboli. Rimproverare a Don Marcello Cozzi un cristianesimo fatto di agire più che di parlare è per ciò stesso una cosa assurda; peggio ancora è attribuirgli colpa di diventare per il suo operato pietra di paragone scomoda per altri rappresentanti della Sacra Romana Chiesa. In pratica è come rimproverare alla montagna di ergersi più in su della collina e di guardare troppo dall'alto la pianura.&lt;br /&gt;Il “made in Ecclesia”, con cui il signor Suriano vorrebbe siglare in esclusiva il positivo operare degli uomini, non è una griffe, ma un&lt;br /&gt;marchio contraffatto se il ben parlare non è accompagnato dal buon agire e se serve ad essere esibito più che interiorizzato. In sostanza il signor Pino Suriano – autore dell'articolo “Don Cozzi dica qualcosa di cristiano” apparso su Il Quotidiano dell'11 maggio scorso - ha proprio esagerato, anche perché la sua fervida salvaguardia del “Fatto cristiano” ha dato origine a parole irrispettose, se non addirittura offensive, nei confronti di quanti si impegnano nella promozione di valori morali e sociali col solo fine di costruire una società migliore. Pur senza volergliene (a volte -e speriamo sia solo per questo- si diventa estremisti per eccessivo zelo), è necessario sottolineare che qualcosa di cristiano Don Cozzi dovrebbe veramente dirla a lui, almeno per fargli comprendere che esprimere giudizi sommari e processare quanti condividono comunque valori universali (benché inquadrati da un diverso punto di vista) non è esattamente ciò che insegnano i Vangeli. Insinuare che “i buoni amici e sostenitori” di Don Marcello sono “senza un…autentico fondamento della moralità e della giustizia” , attribuire loro sentimenti di giustizialismo, di vendetta, di rancore e di odio è l'espressione di quella superbia religiosa che è invisa agli uomini e a Dio stesso e che rende alla Chiesa (spesso buon paravento di tanti sepolcri imbiancati) la peggiore propaganda possibile. Il disprezzo per la “Casa” dei cristiani, d'altronde, quando c'è passa per ben altre vie che evitiamo qui di ricordare nella loro drammaticità e di descrivere in quella verità che - dispiace doverlo rammentare - è proprio uno dei valori che Gesù Cristo incarna (“Io sono la via, la verità, la vita”) e che la Chiesa dovrebbe salvaguardare sempre, anche quando è più comodo e prudente andare a braccetto del potere e ispirarsi alle teorie del perdono per le “mele marce” per mettere la coscienza a posto imbastendo predicozzi. A valutare con lo stesso metro, dovremmo dire che Gesù Cristo è stato un gran rompiscatole e che ha lasciato “scritti” assai più copiosi di quanto mai potrà fare Don Marcello; evitiamo di ricordare che alla fine è stato messo a morte dai potenti e benpensanti e che i suoi “buoni amici e sostenitori” sono stati perseguitati. Evitiamo di dirlo, tanto se lo ricordano pure i non credenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Grillo, democrazia e Suriano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;brano da un articolo di Tommaso Marcantonio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;[...] A dimostrazione che la saggezza non si compra né si prende a prestito, per grave sicumera si presume anche di bacchettare don Marcello Cozzi perché “Sia più prete nel dire qualcosa di cristiano” , insinuando di non dover essere graffiante contro i delitti insorgenti in Basilicata per mafia, corruzione, inciuci di magistrati e imprenditori. Così il prete coraggio dovrebbe smettere di pungolare e richiamar tutti a una maggiore responsabilità e discettare solo del Vangelo come fatto storico (stile geovista) senza sollecitare un'aderenza provocatoria ai crismi della coerenza. Lode a una applicazione di eresia granguignolesca [...]&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;L'illusione di un cristianesimo disincantato &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;di Franco Devincenzis&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La lettera di Pino Suriano a don Cozzi, affinché “dica qualcosa di cristiano”, suscita una riflessione che va al di là della mera contingenza, al di là della presentazione di un libro che documenta l’infiltrazione della mafia in Lucania ai livelli più alti del potere, al di là delle sale gremite di giovani e meno giovani che ascoltano silenti e commossi le parole di&lt;br /&gt;don Marcello. Le frasi accorate di Suriano sollecitano un dibattito generale sull’essere cristiani qui ed ora, in questo tempo e in questo spazio, come insegna la dottrina sociale della Chiesa&lt;br /&gt;SUL versante ecclesiale si lamenta spesso il calo delle presenze a Messa, la crisi delle vocazioni, l’incoerenza morale dei credenti, disposti a seguire la Chiesa ma non la sua morale della persona, soprattutto quella sessuale. Indagini sociologiche hanno dimostrato che, tra i credenti praticanti, le posizioni su tale materia sono le più disparate: si va dalla morale fai da te, all’etica della responsabilità, passando attraverso tutta una serie di distinguo che danno l’idea di una Chiesa ufficiale sempre più distante dalla prassi dei suoi fedeli. Qual è il rischio che corre la gerarchia nel sostenere un Cristianesimo “monastico” nel tempo del “nichilismo”? Il rischio più grande è quello di perdere per strada migliaia e migliaia di persone di buona volontà che vorrebbero una Chiesa più presente sul territorio, più pronta nella testimonianza della verità, più disinteressata alle logiche di potere, al denaro pubblico, alle carriere accademicoecclesiastiche, alla tutela degli affiliati ecc… Le persone di buona volontà esigono coerenza e testimonianza, pretendono un cristianesimo incarnato nella vita di tutti i giorni, che si faccia promotore dell’umano in quanto umano, che denunci all’occorrenza il malaffare, le pratiche clientelari, le ipocrisie di un potere esercitato solo per accumulare altro potere e non per servire i fratelli in difficoltà. Che ce ne facciamo di un cristianesimo che utilizza ogni mezzo, ogni compromesso, per seguire ideali disincarnati tutt’altro che cristiani! Che ce ne facciamo di un cristianesimo che si trasforma in S.p.a. o in s.r.l. per intercettare denaro pubblico (finanziamenti europei e statali) al fine di alimentare le proprie strutture pseudo-educative e favorire l’ascesa dei propri appartenenti dalla culla alla tomba (risurrezione compresa)?&lt;br /&gt;Diceva l’arcivescovo anglicano di Canterbury, William Temple, la Chiesa è l’unica associazione che cura gli interessi dei non affiliati, che si occupa del mondo tout court, così com’è e non come vorremmo che fosse. Le ferite di un mondo fatto di peccatori non possono essere sanate con un taglio netto, lasciando che parte del mondo vada in putrefazione e un’altra parte (una minoranza di iniziati) goda dei benefici del Regno. Questa logica appartiene all’Antico Testamento o alle sette gnostiche. La Chiesa si deve far carico dei problemi di tutti: delle donne avviate con la forza alla prostituzione, degli immigrati costretti a vivere in clandestinità, dei diseredati e degli oppressi a causa di una giustizia “ingiusta”, dei disabili psico-fisici, di coloro che sono costretti a pagare il pizzo alle mafie o interessi stratosferici agli usurai, ecc… E cosa fa don Cozzi? Certo, quando un prete esce fuori dal suo comodo recinto&lt;br /&gt;parrocchiale, dalla routine sacramentale, trova nuovi compagni di viaggio, magari non cristiani, semplici persone di buona volontà pronte a condividere un percorso, a cui nessuno ha il diritto di chiedere lumi sulla propria fede o la propria appartenenza politica. Che male c’è se un comunista come Forgione, un “montanelliano” come Travaglio, o, a livello locale, un ciellino come Piccenna o Grilli, decidono di fare un percorso comune per difendere la legalità in nome della giustizia, laddove viene palesemente negata!? E poi, la differenza tra Travaglio, Grillo e Libera di don Ciotti e don Cozzi è sostanziale. Mentre Travaglio denuncia il malaffare perché “non conviene economicamente ai cittadini essere governati da chi ruba” (trasmissione Che tempo che fa ? del 10 Maggio scorso), mentre Grillo attacca da par suo i corrotti, con un misto di comicità e scurrilità che fanno parte del personaggio, preconizzando con ottimismo l’imminenza della catastrofe, Libera, dal 1993, è radicata nella società a tutti i livelli per costruire una cultura&lt;br /&gt;di legalità e di giustizia. Promuove seminari di formazione per trasformare la cultura della connivenza attiva e passiva col potere criminale in una cultura del bene comune e del senso civico. Favorisce la nascita di cooperative che operano sui beni confiscati alle mafie per testimoniare che dalla morte può nascere una nuova vita. E cosa c’è di più cristianodella rinascita di un territorio sottomesso per decenni alle cosche più sanguinarie che finalmente si riscatta per dare speranza alle nuove generazioni? Non sono forse veri testimoni cristiani don Peppino Diana e don Pino Puglisi, vittime di quella ferocia mafiosa che hanno deciso di combattere a viso aperto? Attenzione a non far passare per Cristianesimo una sorta di galateo delle buone maniere che, per non urtare i potenti, si rintana nelle sagrestie e predica l’avvento remoto di un regno invisibile. Questo sì che sarebbe, come dice Freud, l’avvenire di un’illusione, un cristianesimo che illude l’uomo e lo rassicura nel tempo presente, una panacea per le proprie nevrosi. Ma Cristo si è incarnato per fungere da farmaco antidepressivo, o per soccorrere gli ultimi e inaugurare nella storia un Regno di giustizia e di pace al quale ciascuno di noi deve collaborare nel suo piccolo?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-208005687766432204?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/208005687766432204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=208005687766432204&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/208005687766432204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/208005687766432204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/05/parliamone.html' title='Reazioni alla lettera a don Cozzi'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-7449428750350466149</id><published>2008-05-13T09:09:00.000-07:00</published><updated>2008-12-12T14:58:13.327-08:00</updated><title type='text'>Semplicemente da ignorare!</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Perchè non conviene accanirsi contro Marco Travaglio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SCm-ZiYL1dI/AAAAAAAAAe4/aU_EVXp3aHM/s1600-h/travaglio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199896590710199762" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 109px; CURSOR: hand; HEIGHT: 100px" height="125" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SCm-ZiYL1dI/AAAAAAAAAe4/aU_EVXp3aHM/s320/travaglio.jpg" width="148" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Chiudiamo gli occhi per un istante e immaginiamo questi titoli. “&lt;em&gt;Travaglio come Enzo Biagi e Santoro&lt;/em&gt;”. “&lt;em&gt;Rai: la censura colpisce ancora&lt;/em&gt;”. “&lt;em&gt;Berlusconi caccia Travaglio dalla televisione&lt;/em&gt;”. O addirittura, su qualche giornale “amico”: “&lt;em&gt;Vittima del regime&lt;/em&gt;”; “&lt;em&gt;Il prezzo del coraggio”&lt;/em&gt; e cose del genere.&lt;br /&gt;Ora apriamo gli occhi e rispondiamo a una domanda: a Travaglio dispiacerebbe davvero un simile scenario? Si dispererebbe per l’onta di una pubblica censura? Io credo proprio di no! Anzi, per il suo orizzonte di valori, ma soprattutto per l’immagine pubblica costruita negli anni, Travaglio vale molto più da perseguitato che da megafono. O meglio, da perseguitato la sua voce pubblica si amplifica a non finire. Immaginiamo ancora: al prossimo V day ci va da vittima, da “personaggio storico", quasi da martire. Capite che pacchia per lui? Ci guadagna in fama, visibilità e probabilmente anche in soldi (vantaggi editoriali che si triplicano in Italia e all’estero perché a scrivere non è più l’Accusatore ma la Vittima).&lt;br /&gt;Dai, non raccontiamoci storie! In televisione c’era già stato più di una volta, anche di recente. Ma per arrivare a provocazioni così forti cosa ha aspettato? Ha aspettato che i suoi nemici più ostili salissero al governo, e che al desiderio di sbatterlo fuori si aggiungesse anche il potere di farlo. Neppure dieci giorni dagli incarichi e lui lancia la bomba: “Il Presidente del Senato è come la muffa, anzi peggio” (&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=qyrKDVCgwk4&amp;amp;feature=related"&gt;qui il video se avete tempo da perdere&lt;/a&gt;). E loro che fanno? &lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_72557476.html"&gt;Urlano, denunciano, minacciano, sostenuti anche dagli “amici-ombra” del Pd. &lt;/a&gt; Non sarebbe più intelligente lasciarlo perdere? Neppure una reazione indignata o una replica. Assolutamente nessuna censura! Non perché non la meriti, semplicemente perché la sta cercando. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-7449428750350466149?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/7449428750350466149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=7449428750350466149&amp;isPopup=true' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/7449428750350466149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/7449428750350466149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/05/semplicemente-da-ignorare.html' title='Semplicemente da ignorare!'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SCm-ZiYL1dI/AAAAAAAAAe4/aU_EVXp3aHM/s72-c/travaglio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-200772305612881193</id><published>2008-05-12T07:49:00.000-07:00</published><updated>2008-12-12T14:58:13.676-08:00</updated><title type='text'>Don Cozzi, dica qualcosa di cristiano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lettera aperta a don Marcello Cozzi, presidente di &lt;a href="http://liberabasilicata.wordpress.com/"&gt;Basilicata Libera&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Propongo qui la lettera che ho scritto a don Marcello Cozzi, presidente dell'associazione &lt;a href="http://liberabasilicata.wordpress.com/"&gt;Libera Basilicata&lt;/a&gt; contro le mafie, pubblicata in prima&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; pagina sul &lt;a href="http://www.ilquotidianodellabasilicata.it"&gt;Quotidiano della Basilicata&lt;/a&gt;. Il tono ironico del mio scritto non lasci intendere un impeto dispregiativo o di polemica inutile. L'intento reale è quello del dialogo, quanto più rispettoso. In fondo, è pur sempre un prete!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SChacCYL1cI/AAAAAAAAAew/QDPoOPbWw2E/s1600-h/libera.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SChacCYL1cI/AAAAAAAAAew/QDPoOPbWw2E/s320/libera.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199505207520384450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Caro don Cozzi,&lt;br /&gt;premetto subito che sono un semplice credente, senza incarichi religiosi e istituzionali. E che la presente è mossa unicamente da un sincero desiderio di chiarezza e comprensione. Non sono, inoltre, un mafioso lucano e non ho parenti o amici coinvolti nelle Sue “pubbliche indagini”. Non ho, insomma, interessi personali in gioco.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 21pt; text-indent: -18pt; text-align: justify;"&gt;Ho letto da più parti, sui giornali e su internet, i resoconti del Suo trionfante incontro di presentazione del &lt;a href="http://liberabasilicata.wordpress.com/"&gt;libro sulla mafia in Basilicata&lt;/a&gt;. Ho letto di teatri stracolmi in nome di una rinvigorita “società civile”, che dalla mafia lucana si sentirebbe oppressa. Per carità, è cosa buona e giusta. Ma sempre più, osservando i commenti e gli slogan di questi eventi, mi convinco che tutto ciò non produca effetti riconducibili a un metodo di presenza cristiana.&lt;br /&gt;Ne è prova evidente il fatto che le Sue battaglie sono facilmente sostenute anche da quanti non solo non sono credenti (cosa più che legittima), ma spesso non rispettano e talvolta combattono il modo di essere “presenza” della Chiesa. Tanti che la considerano “ingerente” quando propone un’ipotesi universale sull’orizzonte della vita umana (cosiddette questioni etiche e antropologiche) e poi sono prontissimi ad applaudire i preti della “verità” e del coraggio, solo perché impegnati per ideali coerenti con i propri. Insomma, pronti ad abbracciare &lt;st1:personname productid="la Chiesa" st="on"&gt;la Chiesa&lt;/st1:personname&gt; solo quando fa il loro gioco.&lt;br /&gt;Perciò Le chiedo, con sincero rispetto per questa Sua battaglia dall’indubbia moralità:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=""&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;E’ proprio necessario che, anche per effetto del Suo impegno, la presenza della Chiesa possa essere equivocata e ridotta a sola dottrina morale o giustizialista?&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style=""&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;E’ possibile che il suo essere prete e testimone della Chiesa non possa produrre l’espressione di un metodo autentico, unico, chiamiamolo pure “integrale”. Nel quale, cioè, si possa distinguere con chiarezza (le farei leggere certi commenti…) tra uomini per cui la giustizia, e spesso la vendetta, sono un fine, e altri per cui sono il mezzo per testimoniare Altro, magari proprio ciò che le fonda?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=""&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;E’ proprio necessario, insomma, permettere questa confusione?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Caro don Cozzi,&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;        &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=""&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;glielo chiedo perché tutti i giorni provo a battermi proprio contro quelli che considerano il Fatto cristiano superfluo, in fondo inutile per poter essere “buoni” e “giusti”. La pensa proprio così, don Marcello, la stragrande maggioranza dei suoi nuovi “compagni di viaggio”!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=""&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;glielo chiedo perché le Sue gesta fanno dire ad alcuni Suoi sostenitori che gli altri preti sarebbero dei codardi, dei novelli don Abbondio ridotti a fare “solo gli interessi della ditta” (e quella ditta sarebbe &lt;st1:personname productid="la Sua Chiesa" st="on"&gt;la Sua Chiesa&lt;/st1:personname&gt;), solo perché non scrivono libri sulla mafia e non hanno il coraggio di affermare le cosiddette “verità”;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=""&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;glielo chiedo perché quasi tutti, ammirandoLa, dicono “bravo quel prete, altro che &lt;st1:personname productid="la Chiesa" st="on"&gt;la Chiesa&lt;/st1:personname&gt;”.. e molto più raramente dicono “bella &lt;st1:personname productid="la Chiesa" st="on"&gt;la Chiesa&lt;/st1:personname&gt;, se produce uomini così…”. Non ci crede?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=""&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;glielo chiedo perché nessun cristiano accetterebbe per sé le lodi di chi disprezza la sua “Casa”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style=""&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;glielo chiedo (ed è questa la ragione più profonda e sintetica di tutte la altre), perché le Sue battaglie fomentano sì passione per la giustizia e la legalità, ma forse anche tanto rancore e odio verso queste vere o presunte “mele marce” della società lucana. Mi corregga se non è vero, ma questo non è cristiano!!!&lt;br /&gt;Prendo spunto da un famoso slogan di Nanni Moretti per rivolgerLe, dopo queste sincere domande, anche un simpatico invito. &lt;i style=""&gt;“Don Cozzi, dica qualcosa di cristiano”&lt;/i&gt;. Qualcosa che non sappiano dire un Marco Travaglio o un Beppe Grillo qualsiasi, qualcosa che non si possa trovare in un articolo di Micromega o in una citazione di Norberto Bobbio. La prego, dica qualcosa di cristiano!&lt;br /&gt;Non qualcosa di bigotto, che abbia la solfa di altari e sagrestie. Ma qualcosa che esprima un modo di essere che solo l’adesione al Fatto cristiano (conversione) può produrre. Dica, per esempio, che senza un dio (e cioè senza un autentico fondamento della moralità e della giustizia) tutti questi suoi buoni amici e sostenitori non vanno da nessuna parte!! In fondo Le chiedo di fare solo quello che sta provando a fare, senza timori di critiche e sin dalla predica della “Pro Eligendo”, il nostro papa Benedetto. Lo dica in pubblico e nei teatri, non solo sull’altare, a costo che i suoi fans siano meno propensi ad applaudirla. Lo dica in pubblico, perché capiscano che la sua opera non è staccata dal suo ideale. Certo della buona fede che caratterizza il Suo impegno (lo dico sinceramente!), La invito solo a osservarne con più attenzione gli effetti. Chiedo troppo?&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-200772305612881193?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/200772305612881193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=200772305612881193&amp;isPopup=true' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/200772305612881193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/200772305612881193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/05/don-cozzi-di-qualcosa-di-cristiano.html' title='Don Cozzi, dica qualcosa di cristiano'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SChacCYL1cI/AAAAAAAAAew/QDPoOPbWw2E/s72-c/libera.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-1012053980147483455</id><published>2008-05-12T07:43:00.000-07:00</published><updated>2008-12-12T14:58:14.043-08:00</updated><title type='text'>Cosa c'è di peggio di uno scudetto regalato alla Roma...</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La mia pazza pazza Inter&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SChYQCYL1aI/AAAAAAAAAeg/Ea5AcMKxR-k/s1600-h/ronaldo_piange_1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 120px; height: 89px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SChYQCYL1aI/AAAAAAAAAeg/Ea5AcMKxR-k/s320/ronaldo_piange_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199502802338698658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non ci credo… Questa volta avevo fatto l’ipotesi positiva. E invece no!! L’Inter continua a fare l’Inter… E ieri mi ha mangiato quel po’ di fegato che mi restava ancora!. Comunque io sono abituato, perché ho vissuto il Peggio… Cosa c’è di peggio che regalare uno scudetto già vinto alla Roma all’ultima giornata? Solo una cosa: regalarlo alla Juve. Io, &lt;a href="http://www.repubblica.it/online/calcio_partite/laziointer/laziointer/laziointer.html"&gt;il 5 maggio &lt;/a&gt;&lt;st1:metricconverter productid="2002, mi" st="on"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/online/calcio_partite/laziointer/laziointer/laziointer.html"&gt;2002,&lt;/a&gt; mi&lt;/st1:metricconverter&gt; trovavo all’Olimpico di Roma. Per questo domenica soffrirò di meno di tanti "compagni" interisti. Anzi, adirittura domenica prossima sarò a Milano per fare altro. Purtroppo o per fortuna???&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-1012053980147483455?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/1012053980147483455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=1012053980147483455&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1012053980147483455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1012053980147483455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/05/cosa-c-di-peggio-di-uno-scudetto.html' title='Cosa c&apos;è di peggio di uno scudetto regalato alla Roma...'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SChYQCYL1aI/AAAAAAAAAeg/Ea5AcMKxR-k/s72-c/ronaldo_piange_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6512744428013869125</id><published>2008-05-12T07:24:00.000-07:00</published><updated>2008-12-12T14:58:14.434-08:00</updated><title type='text'>Perchè Grillo va sfidato e non scacciato</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;Le urla del Grillo e il "petto in fuori" del Marcantonio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pubblico di seguito la mia replica a un articolo di Tommaso Marcantonio, apparso di recente sul Quotidiano della Basilicata, in  cui l'articolista affermava, tra le altre cose, che contro Grillo avrebbero dovuto adoperarsi addirittura le Procure.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SChV4SYL1YI/AAAAAAAAAeQ/aqEAJ61qpno/s1600-h/beppe-grillo_8439.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 149px; height: 129px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SChV4SYL1YI/AAAAAAAAAeQ/aqEAJ61qpno/s320/beppe-grillo_8439.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199500195293549954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;L’articolo di &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Tommaso Marcantonio su “Grillismo e Democrazia”, pubblicato di recente sul Quotidiano, è riuscito nell’ardua impresa di farmi fare ciò che mai avrei immaginato: difendere Beppe Grillo! Sia chiaro. Approvo poco o nulla del&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; nuovo guru della vaffa-politica italiana. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Non approvo il suo bieco moralismo, sempre da “vittima e mai da carnefice” (Eugenio Scalfari dixit). Non approvo il ghigno beffardo di tanti suoi amici (in primis Marco Travaglio), che godono nello scovare i “furbi” del sistema più che nel riconoscere ciò che va bene e valorizzarlo. Non approvo il falso sentimento di protagonismo che pervade i suoi giovani supporters all’urlo di banalissimi slogan. Non approvo la sua sventolata idea di democrazia della rete e dei blog, in cui, al contrario, sta imponendosi un sempre più “facilistico” Pensiero Unico (anche un viaggio nella “giovane” blogosfera lucana confermerà questa tendenza omologante, pur con qualche eccezione). E, soprattutto, non approvo il suo metodo di aggregazione popolare, poggiato su impeti emozionali e, alla lunga, poco costruttivi. Non approvo tutto questo, ma ancor meno posso approvare chi, come Tommaso Marcantonio, vorrebbe metterlo fuori gioco con una “sana” e rapida epurazione giustizialista, solo perché urla parolacce contro il Presidente della Repubblica o contro l’illustre oncologo &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Umberto Veronesi. E vorrebbe fare lo stesso con Bossi che oltraggia il tricolore e con Santoro che non censura lo stesso Grillo. “Che si adoperino le Procure della Repubblica &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;- sono parole del suo articolo - per arrestare Beppe Grillo”… Non conosco l’età del signor Marcantonio. Ma credo (e lo dico con sincero rispetto) che i suoi anni non siano pochi, perchè dalle sue parole emerge un concetto antico del valore del Presidente e della Costituzione. Forse quello originario, che per forza di cose queste istituzioni dovettero avere nell’immediato dopoguerra, quando si auto-giustificavano per il solo fatto di opporsi a un eventuale nuovo fascismo che nessuno, a quel tempo, aveva l’ardire di considerare sepolto.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; Marcantonio parla di una Costituzione per natura intoccabile, di un Presidente della repubblica sacro, quasi ingiudicabile per quello che fa, ma solo per quello che è e rappresenta. Ripeto, cinquanta anni fa era giusto che fosse così. Oggi, però, il fascismo è lontano. E quelle istituzioni a lui (e a me) tanto care, devono saper dare ragione della loro esistenza e del loro agire. Devono comunicare un significato reale alle nuove generazioni. Solo così potranno essere amate e difese. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Mi spiego meglio. Se Beppe Grillo (o chiunque altro) parla male del Presidente della Repubblica, ai giovani interessa capire se è vero o no quello che dice, e non se è giusto o sbagliato parlare male del Presidente. Ancor più se parla male di Umberto Veronesi, che sarà pure un bravo e illustre oncologo, ma non è Presidente e ha anche una chiara, e per me discutibilissima, idea dell’etica e della scienza. E perché non dovremmo essere liberi di criticarlo, anche con qualche “sana” parolaccia? Solo perché onora l’Italia oltre confine? Tanto piacere! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Noi giovani siamo stanchi di tanta retorica istituzionale, formale e senza senso. Di valori che si autogiustificano sulla base di un passato che non è più un presente vissuto. Non ci servono tricolori sventolati e manifestazioni per la patria, se non quando si mostrino utili alla realtà concreta, alla nostra esperienza e ai nostri bisogni. Sarebbe meglio, al contrario, spiegare il valore storico del tricolore e della guerra che lo ha portato (se non proprio imposto) prima di difenderlo “a priori”. Scopriremmo, forse, che Garibaldi e Cavour non sono gli eroi sacri che ancora ci fanno studiare a scuola.&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Nelle scuole e nelle università (sono gli ambienti di cui faccio esperienza quotidiana) c’è sempre più stanchezza per le monotone giornate della Memoria di questo o di quello, per i ricordi istituzionali, per tutti quei simboli sempre più vuoti che ancora ci mettono davanti. C’è voglia di discutere della realtà e del presente, di capire ciò che è realmente significativo e ciò che non lo è&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto reperita sul sito www.ilquotidiano.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6512744428013869125?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6512744428013869125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6512744428013869125&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6512744428013869125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6512744428013869125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/05/le-urla-del-grillo-e-il-petto-in-fuori.html' title='Perchè Grillo va sfidato e non scacciato'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SChV4SYL1YI/AAAAAAAAAeQ/aqEAJ61qpno/s72-c/beppe-grillo_8439.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-4388122242942194309</id><published>2008-04-29T07:40:00.000-07:00</published><updated>2008-12-12T14:58:14.618-08:00</updated><title type='text'>Piperno, Anna e l'istinto umano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;Quando l’istinto  "ragiona" più della ragione&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;                    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Piperno"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SBc4cdY3RPI/AAAAAAAAAcY/38jebwN8jcc/s1600-h/piperno.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 191px; height: 130px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SBc4cdY3RPI/AAAAAAAAAcY/38jebwN8jcc/s320/piperno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194682756771562738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Piperno"&gt;Alessandro Piperno &lt;/a&gt;è uno scrit&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;tore di successo, editorialista del &lt;a href="http://corriere.it/"&gt;Corriere&lt;/a&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Anna ha 15 anni e studia in un liceo pedagogico del sud Italia.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Piperno, commentando i&lt;a href="http://www.elaborare.info/forum/vbulletin/showthread.php?t=229405"&gt; fatti di Gravina&lt;/a&gt;, ha scritto: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;“Di questi tempi si fa un gran parlare di Vita. Con la «V» doverosamente maiuscola. Di amore per &lt;st1:personname productid="la Vita. Ebbene" st="on"&gt;la Vita. Ebbene&lt;/st1:personname&gt; io mi chiedo: che cosa ha fatto la vita per meritare da noi tutto questo rispetto? Esiste una sola traccia in questo mondo che dimostri che vale la pena di esserci, respirare, alzarsi ogni mattina? Chissà che uno non possa .. affermare con Thomas Bernhardt&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che «generare è un crimine»? […] &lt;b&gt;Non ho risposte. Nessuno le ha. &lt;/b&gt;È semplicemente stupido averle. Non è che un punto di vista, Ma che a me sembra dettato da truce empirismo. Eppure ci sta che due fratelli giochino. Ci sta che uno dei due caschi in una buca profondissima. E che l'altro, per una toccante fraterna solidarietà, gli vada dietro, inconsapevole (pensate al panico, alla giovane età!) della morte cui sta condannando entrambi. Ci sta che il primo dopo poche ore muoia e che l'altro per un paio di giorni ne vegli il cadavere. Per poi morire a sua volta per le immani privazioni e per la paura. Sì, ci sta. Non per forza deve esserci un uomo nero dietro. Non per forza tutto questo deve avere un senso”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Ho letto in classe queste parole. E Anna ha avuto come un sussulto nel sentirle. Un sussulto istintivo, ma di quell’istintivo che è anche ragionevole: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style=""&gt;“&lt;i style=""&gt;Ehi! Ma come si può arrivare a dire una cosa del genere?”&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non so se mi aspettavo una reazione così forte, ma in fondo la desideravo. E ho detto: “&lt;i style=""&gt;Anna, se tra 50 anni, quando sarai diversissima da come sei ora, qualcuno ti chiederà cosa è l’umano, ricordati di oggi. Ricordati di questo piccolo sussulto che hai avuto per istinto. Ricordati l’umanità di questo eh!! Perché l’umano è proprio questa reazione al non senso, al nulla di cui questo parla con empiristica (ma in fondo falsa) neutralità&lt;/i&gt;. &lt;i style=""&gt;Perchè l’aspetto più istintivo e ragionevole che abbiamo (l’amore per noi stessi e per la vita) non può essere ridotto e annullato per un puro ragionamento logico o, come dice lui, “empiristico”. Tutto questo è violento&lt;/i&gt;”. Ebbene, a questa violenza hanno aperto le pagine del Corriere della Sera. Perché tanto “è solo un’opinione”…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Amici lettori, rileggete &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_08/gravina_tunnel_b6a85cc4-ece1-11dc-bb50-0003ba99c667.shtml"&gt;qui&lt;/a&gt; tutto l’articolo, ditemi come vi sentite nel leggerlo e rispondete a questa domanda: è più “ragionevole” l’Istinto di Anna o &lt;st1:personname productid="la Ragione" st="on"&gt;la  Ragione&lt;/st1:personname&gt;” di Piperno?&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-4388122242942194309?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/4388122242942194309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=4388122242942194309&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4388122242942194309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4388122242942194309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/04/piperno-anna-e-listinto-umano.html' title='Piperno, Anna e l&apos;istinto umano'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/SBc4cdY3RPI/AAAAAAAAAcY/38jebwN8jcc/s72-c/piperno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-545173995169717582</id><published>2008-03-28T13:23:00.000-07:00</published><updated>2008-04-29T08:08:22.491-07:00</updated><title type='text'>Sponsorizzazioni...</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;strong&gt;Blog "naturalmente" Amici&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sui link del mio blog c’è scritto “Siti Amici… e nemici”. Non li ho ancora separati, ma presto lo farò. Intanto voglio fare da sponsor a due blog che per “diritto naturale” entrerebbero tra quelli “amici”: &lt;a href="http://www.ecista.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;L'Ecista&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.doncenz.splinder.com/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Don Cenz&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Sì, diritto naturale, perché entrambi “nascono” in rapporto diretto con l’esperienza del mio blog (quasi ispirati dal mio tentativo) ed entrambi sono animati da un “progetto” comune al mio: comunicare sé, mettere in gioco seriamente la propria esperienza, dialogare partendo dalla vita.&lt;br /&gt;Non siamo qui, essenzialmente, per esprimere opinioni idealistiche, ma per raccontare e giudicare fatti. Non siamo in rete per dialogare “tanto per” o per puro “esercizio di democrazia e rispetto”, ma per capire come stanno le cose (e per questo serve anche il dialogo). Insomma, siamo in rete per “pro-vocare” e “pro-vocarci”. Anche disposti a cambiare idea.&lt;br /&gt;Tre modi diversi, tre stili diversi, ma un’unica passione di fondo ci unisce. Ridire ciò che di buono e bello c’è nel mondo, di brutto e deleterio. Insomma, siamo qui per la verità: quella sua parte che abbiamo già scoperto, e quella ancora mancante, ma che tanto ci attrae.&lt;br /&gt;Intanto pinosuriano non è più solo. Se poi il&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.aghisofia.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;&lt;strong&gt;Glabro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; si decide a tornare… siamo proprio una bella squadra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;P.S. Un appunto positivo anche a questo blog: &lt;a href="http://www.allascrdun.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Alla Sc'rdun&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Che non ha una “natura” troppo diversa. Anche perché, tra i promotori, c’è un &lt;a href="http://www.novaartis.it/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;“amico amico”.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;Lo confesso, l’idea all’inizio mi era sembrata scontata. Ma l’Azzarigno’s team l’ha declinata in maniera originale e vincente. Guardatelo: è ricco di sorprese quasi ogni giorno.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-545173995169717582?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/545173995169717582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=545173995169717582&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/545173995169717582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/545173995169717582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/03/sponsorizzazioni.html' title='Sponsorizzazioni...'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-97535196053068915</id><published>2008-03-28T12:30:00.000-07:00</published><updated>2008-12-12T14:58:14.823-08:00</updated><title type='text'>Morto di lavoro...</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quel posto fisso che vale più di ogni cosa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R-1JhyyvrOI/AAAAAAAAAaI/Rzko6XwAadw/s1600-h/il+posto.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182879591092432098" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R-1JhyyvrOI/AAAAAAAAAaI/Rzko6XwAadw/s320/il+posto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.nntp.it/politica-sinistra/1043413-thyssen-operaio-suicida-tragedia-della-precarieta.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Luigi Rocca aveva 39 anni e due figli&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Passerà alla storia come una particolarissima vittima del mondo del lavoro. Sì, è morto per il lavoro l’11 marzo scorso. Quel lavoro che aveva tenuto stretto e poi perso. Quel lavoro che aveva identificato come ultima misura di sé, come ciò che definiva il suo valore, la sua vita. “Con il lavoro ho perso anche la mia dignità” ha scritto alla moglie, su un biglietto, prima di uccidersi. Un lavoro perso che è valso più di due figli.&lt;br /&gt;Ora tutti dicono che la colpa è del precariato, che è di chi non lo ha fatto lavorare, o della sua psiche labile. E se la colpa, anzitutto, fosse di una mentalità che continua a insinuare: “Non sei uomo se non lavori, se non ti realizzi, se rimani un Nessuno”? Lo fa perennemente, già quando prendiamo il latte dalla mamma. Lo fa in tanti modi: quando osanna in Tv chi “è arrivato” (ma dove?), quando un prof ci dice a scuola “se non studi non arrivi da nessuna parte”, quando lo zio macellaio si vanta dell’ennesima casa comprata, o il povero neo-laureato dell’ennesimo contratto a progetto. Per chi non può (o non vuole) capire, consiglio il film &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_posto"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Il Posto&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ermanno_Olmi"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Ermanno Olmi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: un uomo che spende la vita per un posto.. e poi? Certe storie, anche immaginarie, dicono più di tanti stupidi commenti concreti. Il lavoro è importante, importantissimo. Ma non è tutto, non è il tutto della vita...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-97535196053068915?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/97535196053068915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=97535196053068915&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/97535196053068915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/97535196053068915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/03/morto-di-lavoro.html' title='Morto di lavoro...'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R-1JhyyvrOI/AAAAAAAAAaI/Rzko6XwAadw/s72-c/il+posto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-1874174945316485676</id><published>2008-03-14T04:14:00.000-07:00</published><updated>2008-12-12T14:58:15.006-08:00</updated><title type='text'>E se ci fosse un bene comune?</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Parti, partiti, valori e potere. Le strane somiglianze della “politica” italiana&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;di PINO SURIANO&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R9peemgrL2I/AAAAAAAAAZ4/mU7MLW9tyo8/s1600-h/veltroni-berlusconi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177554601442488162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 165px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" height="155" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R9peemgrL2I/AAAAAAAAAZ4/mU7MLW9tyo8/s320/veltroni-berlusconi.jpg" width="180" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Parlare a scuola di democrazia (quella dell’Antica Grecia) è sempre un’occasione! Una possibilità eccezionale per rilanciare l’ipotesi di un bene comune, per tutti. La politica di questi giorni, però, non aiuta per nulla.&lt;br /&gt;Infatti, parlando dei primi semi della democrazia, faccio cenno alla necessità di tendere a un bene comune, non più individualistico o particolare: è l’intuizione, forse un po’ ristretta ma per quei tempi rivoluzionaria, degli Aristoi (i Migliori) della Grecia Antica.&lt;br /&gt;Poi mi guardo intorno e scopro che Sinistra Arcobaleno e Lega scelgono di difendere “una parte”, chi una categoria di reddito, chi un territorio. E che cambia? Si tratta, sempre e comunque, di una difesa di interessi.&lt;br /&gt;Inoltre, se c’è chi sceglie una parte, c’è anche chi sceglie un “parti-colare” (che è in fondo la stessa cosa). E’ il caso di “Giulianone” Ferrara. Nulla da obiettare (personalmente) sui suoi intenti. Ma non bastano. Anche i peggiori ambientalisti bloccano il paese per un fine buono: salvare l’ambiente!!! Che differenza c’è? Se gli aristoi si fossero uniti per risolvere singole beghe la democrazia sarebbe durata un giorno, giusto il tempo, appunto, per risolverle (sulla questione leggete anche &lt;a href="http://ecista.blogspot.com/"&gt;il Rais&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Italia dei Valori e Udc. Per loro tutto è fondato sui valori. Quelli della storia cristiana per i centristi, quelli della ragione universale per Tonino &amp;amp; company. E così, quelli dell’Udc non sono più “cattolici in politica”, ma “difensori dei valori cattolici”. E quelli di Di Pietro non sono “giustizialisti” o addirittura “giudici in politica”, ma difensori dei valori di “giustizia e legalità”. E che differenza c’è? Sempre valori buoni sono! E se fossero valori “di parte”? Utili a ingraziarsi “una parte” di elettorato?&lt;br /&gt;E poi ci sono loro, i Grandi Partiti (mi raccomando la maiuscola)! Ho appena finito di dire che nella vita ci vuole chiarezza. Ho parlato di un uso sbagliato della “retorica”: ho detto che quando si parla si deve dire ciò che si pensa veramente e non solo ciò che fa piacere a chi ti ascolta (elettori o alleati). Che è meglio “pochi ma buoni” che “molti e a casaccio”… Che la gente si unisce perché condivide qualcosa e non perché “l’Unione fa la forza” ed è fesso chi non si unisce. I miei alunni accendono la Tv e c’è tutto il contrario: Pdl e Pd. Due contenitori senza idee, in cui si sta insieme solo per essere più potenti. E pazienza se non si è più sé stessi (si scrive con l’accento).&lt;br /&gt;Strane somiglianze eh? Chissà che nel futuro non possa accadere qualche “convergenza impossibile”. Che poi (vedi il tandem Pd-Pdl), non è proprio utopica.&lt;br /&gt;Alla fine delle lezioni sono quasi sconfortato. Parlo, forse, di un mondo che non c’è più. Eppure ci spero ancora. E’ ancora possibile essere appassionati al bene comune, di tutti? E’ ancora possibile chiedere alla politica di inseguirlo, almeno di ipotizzarlo? Fuori da logiche di parte, di particolari e di potere?&lt;br /&gt;C’è ancora qualcuno che ama il popolo? Tutto intero? Qualcuna delle mie alunne sussurra: “io sì”. Sarà forse un sì incosciente. Ma speranza significa anche questo! Io parto da qui per votare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-1874174945316485676?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/1874174945316485676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=1874174945316485676&amp;isPopup=true' title='30 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1874174945316485676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1874174945316485676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/03/e-se-ci-fosse-un-bene-comune.html' title='E se ci fosse un bene comune?'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R9peemgrL2I/AAAAAAAAAZ4/mU7MLW9tyo8/s72-c/veltroni-berlusconi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>30</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-5367187922367653127</id><published>2008-02-24T11:19:00.000-08:00</published><updated>2008-02-29T15:52:54.482-08:00</updated><title type='text'>Perchè non amo il falso dialogo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Una risposta ad Artarie delusa da me&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Chiarisco meglio quello che emerge dal post precedente. E anche le ragioni di fondo per cui ho deciso di postarlo. Me ne offre l’occasione un commento (dispiaciuto) di &lt;a href="http://www.artarie.ilcannocchiale.it/"&gt;Rosa&lt;/a&gt;, delusa a sua volta per il mio commento a un post di Bolognetti che trovate &lt;a href="http://www.lucania.ilcannocchiale.it/comments/1766465"&gt;qui&lt;/a&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.artarie.ilcannocchiale.it/"&gt;Rosa &lt;/a&gt;mi scrive: &lt;em&gt;“Ho risposto a un tuo commento, che non ho capito, su Lucania di Bolognetti. Ma perché, se ci sono persone che condividono la stessa sete di verità, si deve essere tanto diffidenti? Bisognerebbe cercare di costruire e non di distruggere. La provocazione può essere uno stimolo e sono d'accordo. Ma a volte, se fine a sé stessa, la provocazione esaspera atteggiamenti e rompe possibili dialoghi.E il dialogo oggi è ciò che più ci serve”.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Questa la risposta che le ho inviato:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ti ringrazio per l’immediata reazione al mio commento: sei rimasta perplessa senza diventare subito ostile. E’ un piccolo segno di fiducia che mi ha colpito. Mi scrivi che in alcuni miei commenti hai trovato “solo astio gratuito”. Ma poi aggiungi questa bellissima domanda: “Ma perché, se ci sono persone che condividono la stessa sete di verità, si deve essere tanto diffidenti”.&lt;br /&gt;Innanzitutto grazie!! Vedo che hai intuito la mia sete per questa benedetta verità. Ma ti correggo subito su un particolare decisivo. Io e Bolognetti non abbiamo la stessa idea di verità, di giustizia e di società. Anzi, è totalmente diverso l’atteggiamento (attenta alla parola) con cui tentiamo di inseguirla. Così come è diverso il metodo, la strada… In che senso?&lt;br /&gt;1. Lui sembra partire da un odio di fondo per gli ingiusti e i colpevoli, io da una passione per me e per gli altri.&lt;br /&gt;2. Lui si muove additando i malvagi del sistema con un malcelato gusto accusatorio, io insegnando un occhio positivo su sé e sugli altri,.&lt;br /&gt;3. Io accuso qualcuno soffrendo per il male che ha fatto… lui godendo per il gusto di poterlo accusare…&lt;br /&gt;4. ERGO… lui manderà anche in galera qualche criminale, ma non cambierà il cuore (e l’habitus) di quei ragazzi, desiderosi di bene, che incontro nelle scuole… Non darà alcuna speranza nuova a chi davvero desidera una società diversa, più umana e autentica.&lt;br /&gt;Nei toni, nelle parole e nell’ansia (per me infelice) di Bolognetti, si legge tutto questo dramma.&lt;br /&gt;Perciò, in fondo, non è un problema di diffidenza. E’ un problema di atteggiamento. La storia dirà ancora (perché lo ha già detto tante volte) quale è quello veramente “costruttivo”.&lt;br /&gt;Anch’io amo il dialogo Rosa, ma non quando serve ad annullare i dati di fatto o avallare gli errori di chi costruisce distruggendo. Come vedi con te voglio dialogare eccome!! E non solo con te. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Post Scriptum: Naturalmente Bolognetti, che non è e non voglio rendere mio nemico personale, è solo uno dei tanti. Non è migliore o peggiore di tanti altri... ma è l'espressione di una mentalità che continua a diffondersi, sotto l'etichetta della passione per la giustizia&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-5367187922367653127?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/5367187922367653127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=5367187922367653127&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5367187922367653127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/5367187922367653127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/02/perch-non-amo-il-falso-dialogo.html' title='Perchè non amo il falso dialogo'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-3896227962120795397</id><published>2008-02-24T10:52:00.000-08:00</published><updated>2008-02-24T11:12:08.992-08:00</updated><title type='text'>Bolognetti vs Digiovanpaolo? Ho un motivo per tifare Alfredo!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;A lezione di Etica dal prof. Bolognetti. Un fatto del 2004&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Racconto un fatto di qualche anno fa. Mi è tornato in mente dopo il caso di &lt;a href="http://www.sirdrake.tv/"&gt;Alfredo Digiovanpaolo&lt;/a&gt;, che nei giorni scorsi si è scagliato contro l’idea ( per me sbagliata) di informazione di &lt;a href="http://www.lucania.ilcannocchiale.it/"&gt;Maurizio Bolognetti&lt;/a&gt;, segretario dei Radicali Lucani. &lt;a href="http://www.sirdrake.tv/2008/02/15/leditto-lucano/"&gt;Questa&lt;/a&gt; è la versione di Alfredo, &lt;a href="http://www.lucania.ilcannocchiale.it/post/1794668.html"&gt;questa&lt;/a&gt; è quella di Bolognetti… Non lo racconto per partigianeria o gusto accusatorio (non conosco Alfredo), ma per rilanciare la discussione su un’idea sbagliata di trasparenza e verità. E soprattutto su un modo sbagliato di sventolare le Leggi e i diritti (alzando la voce).&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Estate 2004: raccolta firme per il referendum sulla fecondazione assistita. Bolognetti porta uno stand alla sagra dell’albicocca del mio paese, quasi all’uscita dalla Chiesa. Il parroco non la prende bene ed esprime, in merito, un parere. Io, che non sempre faccio le cose per bene, questa volta (e meno male) decido di fare le cose per bene. E infatti mi procuro il numero di questo Maurizio Bolognetti e gli chiedo una dichiarazione sulla vicenda. Lui parte in quinta, mi tiene al telefono un’ora e 15 minuti (non esagero) con storie di streghe bruciate dalla Chiesa, Giordano Bruno, papi del medioevo, talebani, etc. Io annuisco e lo saluto cortesemente, chiudo il telefono e comincio a scrivere quello che mi ha detto sul caso dello stand.&lt;br /&gt;Viene fuori l’articolo che trovate ancora &lt;a href="http://radicali.radicalparty.org/view.php?id=18530"&gt;qui sul sito dei Radicali&lt;/a&gt; sotto il commento del Nostro. Riporto le dichiarazioni del parroco e di Bolognetti, a cui concedo (come è giusto) il privilegio dell’ultima parola. L’indomani il pezzo viene pubblicato. Ma già alle 10 mi arriva una telefonata a casa: è una lezione sull’etica della comunicazione del Chiarissimo Prof. Maurizio Bolognetti. Io, che ho poco più di 20 anni, ascolto ammutolito. Lo confesso: mi sento intimorito anche se non ho fatto nulla in cattiva fede. Il motivo è semplice: lui alza la voce e fa riferimento minaccioso a leggi e morali che non avrei rispettato.&lt;br /&gt;Questa l’accusa: “troppo spazio al prete, troppo poco a me, dopo che mi hai tenuto (io???) un’ora al telefono”…&lt;br /&gt;Questo l’ordine: “domani voglio uno spazio che mi garantisca la stessa possibilità di espressione di quel prete”…&lt;br /&gt;Questa la minaccia finale: “altrimenti mi rivolgo alle autorità competenti”..&lt;br /&gt;Io, che sono alle prime armi nel giornalismo e a stento so quali siano le autorità competenti, rimango zitto ad aspettare. E comincio a temere, nel pomeriggio, la chiamata di rimprovero del direttore o di qualcuno della redazione. Quella chiamata non arriva. E allora mi faccio forza e chiamo in redazione, quasi premuroso di scusarmi per aver causato problemi. E qui la sorpresa. Perché dall’altra parte mi rispondono con una risata rilassata e dicono qualcosa del genere: &lt;em&gt;“Bolognetti?? Ma stai scherzando??? Non ti preoccupare proprio… Fa così da sempre… E’ normale… Rettificare il tuo articolo?? Ma scherzi??? Stai tranquillo proprio e sentiti libero di fare il tuo lavoro… Se dessimo peso a queste cose non potremmo mica lavorare…”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo il suo papiro viene pubblicato senza troppa enfasi nella rubrica delle lettere (come quelle di tutti i lettori che hanno da fare chiarimenti). Lo trovate sempre &lt;a href="http://radicali.radicalparty.org/view.php?id=18530"&gt;qui &lt;/a&gt;(in alto) se volete ridere un po’. Io vorrei avere l’audio sul blog per farvi sentire la mia risataccia quando arrivo a leggere questa sua frase “profetica”: "&lt;em&gt;se solo la gente riuscirà ad avere l’opportunità di votare il referendum su una legge oscurantista e clericale, illiberale e proibizionista, sarete sommersi da un ondata di Sì. E come per il divorzio e per l’aborto voteranno Sì tanti cattolici"&lt;/em&gt;. Sappiamo tutti come è finito quel referendum…&lt;br /&gt;Ma questa è solo una delle tante. Potrei continuare… Se avete tempo da perdere leggete &lt;a href="http://pinosuriano.blogspot.com/2007/08/quando-la-verit-radicale.html"&gt;qui &lt;/a&gt;come analizzo un comunicato del Chiarissimo, capace di strumentalizzare ogni evento (anche quando proprio non c’azzecca). E &lt;a href="http://www.lucania.ilcannocchiale.it/comments/1766465"&gt;qui &lt;/a&gt;vedrete che esprimevo la stessa idea di Alfredo, forse già qualche giorno prima del caso scoppiato sul suo blog. Ecco perché Alfredo ha ragione: c’è chi pretende che ogni sua opinione sia notizia, come  e quando vuole.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Post Scriptum&lt;/em&gt;. Alfredo dice che non vorrebbe mai vedere al governo Bolognetti e i Radicali… Io invece spero proprio di vederli lì. Sì, sì, vorrei vederli lì. Immobili, perché costretti a puntare su di sè quell’indice sempre pronto, quegli strilli scandalizzati e quelle battaglie contro i mali degli altri… Insomma, io vorrei togliere questa gente dalle scrivanie, dalle piazze e dai salotti…insomma, dai pulpiti (anche scomodi) su cui salgono per giudicare gli altri; metterli al potere e vedere, per una volta, se sanno fare qualcosa di buono, qualcosa di diverso da uno sciopero eclatante o un comunicato… E non lo dico ironicamente… Quasi quasi li voto… Se non decidono di svendersi all’ennesimo accordo partitico “per il potere”.  Come fanno da anni!!!&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il post è aperto a ogni chiarimento, rettifica o precisazione del protagonista. Anzi, se lo desidera sarà fatto un post con la sua versione dei fatti nel caso di mie omissioni o falsificazioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-3896227962120795397?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/3896227962120795397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=3896227962120795397&amp;isPopup=true' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3896227962120795397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/3896227962120795397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/02/bolognetti-vs-digiovanpaolo-ho-un.html' title='Bolognetti vs Digiovanpaolo? Ho un motivo per tifare Alfredo!'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-8084316870732019801</id><published>2008-01-31T03:55:00.000-08:00</published><updated>2008-01-31T03:58:19.070-08:00</updated><title type='text'>Chi studia a "Memoria" non impara nulla</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;E nelle scuole va di scena il solito film (già visto e imposto per legge). &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La solita scena pietosa: ragazzi sbuffanti col vestito di marca e il pensiero a chissà quale divo della De Filippi. Guardano le immagini di ragazzi come loro, morti per davvero e senza colpa. Le solite frasi di Primo Levi lette con espressione dalle brave della classe, più attente a leggere bene che ad ascoltare le parole…  Qualche professore spiega il valore “storico” della questione, qualcun altro, con piglio moralistico, sgrida chi si distrae: “come è possibile scherzare di fronte a queste cose?”.&lt;br /&gt;Tutti applaudono, magari si commuovono e alla campanella… via!!! Tutto è come prima. In fondo non è che un’altra delle solite assemblee di istituto. E’ il film che andrà in onda in tutte le scuole d’Italia, con l’illusione che possa servire a qualcosa!&lt;br /&gt;Mi toccherà rientrare in classe e smontare l’idea che si saranno fatti. Mi toccherà spiegare che il male non è una cosa che riguarda solo gli altri, solo il passato. Che il nazismo non era la fandonia di un pazzo dittatore, ma la proposta politica di un popolo che riempiva le piazze e le università. E che gli uccisori degli ebrei non erano “cattivoni” assassini, ma ragazzi ingenui come tanti di loro, a cui l’odio fu iniettato anzitutto nelle scuole. E che i luoghi dell’indottrinamento avevano un paio di cose in comune con l’assemblea appena conclusa: luoghi senza critica, senza provocazione della coscienza, luoghi in cui i valori giusti erano quelli lanciati dall’alto! Insomma, mi toccherà spiegare un po’ di storia. Sperando che arrivi dove questo tipo di Memoria non sembra arrivare. Sperando che arrivi a scuotere veramente qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;P.S. Lo so che me la prendo sempre con “le cose buone”, le cose fatte “in buona fede”. Ma la buona &lt;strong&gt;fede&lt;/strong&gt; non basta a fare buoni uomini. C’è bisogno anche di una buona &lt;strong&gt;strada&lt;/strong&gt;!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-8084316870732019801?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/8084316870732019801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=8084316870732019801&amp;isPopup=true' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8084316870732019801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8084316870732019801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/01/chi-studia-memoria-non-impara-nulla.html' title='Chi studia a &quot;Memoria&quot; non impara nulla'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-235199981942322664</id><published>2008-01-27T11:21:00.000-08:00</published><updated>2008-01-27T11:23:12.489-08:00</updated><title type='text'>I Complessati Live: uno spettacolo!!</title><content type='html'>Una piccola eccezione al carattere informativo del blog. L'esibizione straordinaria dei Complessati in contrada Foresta. La musica è bella anche perchè, a interpretarla, ci sono persone così. E non è ironico!!!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL CIUCCIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ciPpqZCybGg&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ciPpqZCybGg&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MUGNAIO HARD&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6BDr1WoZ3_k&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/6BDr1WoZ3_k&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-235199981942322664?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/235199981942322664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=235199981942322664&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/235199981942322664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/235199981942322664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/01/i-complessati-live-uno-spettacolo.html' title='I Complessati Live: uno spettacolo!!'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6308473798898561894</id><published>2008-01-21T11:16:00.000-08:00</published><updated>2008-01-22T06:16:24.760-08:00</updated><title type='text'>Il papa della Ragione</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Benedetto fa lezione ai cattolici indignati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di seguito le mie considerazioni sulla vicenda del papa alla Sapienza, inviate di recente ad alcuni direttori di giornali. Naturalmente parlo a titolo del tutto personale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;               &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Gentile direttore,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;desidero esprimere qualche considerazione sulla mancata visita del papa alla Sapienza e sulla sagra del “commento indignato” che si è scatenata sulla vicenda. Quella sagra tipicamente italiana per cui tutti gridano e straparlano, ma quasi nessuno centra le questioni di fondo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Non lo fanno tanti cattolici (bisogna ammetterlo) quando gridano all’illibertà e ricordano che il papa ha parlato addirittura in Turchia e non può farlo in Italia. E’ argomento strumentale e lo sanno pure i bambini: il papa parla tranquillamente in Italia (e nelle tv italiane) quasi tutti i giorni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Ancora peggio (sempre i cattolici) quando sostengono che “i quattro gatti” della Sapienza non possono imporre il loro parere a una maggioranza ben più larga. Bella cultura della democrazia (e tanto poco cattolica), quella secondo cui le sole maggioranze hanno potere decisionale! La dottrina cattolica (lo ha ricordato più volte il papa stesso) propone un senso della democrazia ben più autentico, fatto di pluralismo e libertà di espressione. Perciò quei 67 professori, fossero anche solo due gatti, devono poter esprimere il proprio parere. E’ il principio su cui fonda, tra le altre cose, la stessa libertà religiosa in uno stato laico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Anzi, il fatto che 67 professori esprimano pubblicamente un’idea di scienza, di verità e di cultura non può che far bene all’Università del nepotismo, dell’erudizione e del “bastachepubblicoqualcosa”. L’espressione dichiarata di una matrice culturale, infatti, può contribuire a riaccendere quel sopito clima di dialogo tra le posizioni culturali, che è fondamento stesso della ricerca universitaria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E’ proprio questo il terreno su cui voleva scendere (e comunque lo ha fatto) papa Benedetto: provare a discutere un’idea autentica di ricerca della verità e del bene comune. Un’idea di scienza e di cultura fatta per l’uomo, e non contro di lui. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Cosa c’è di più universitario di questo, cosa di più umano? Ecco, perciò, l’errore di quei professori! Che è errore di pregiudizio, quel pregiudizio secondo cui dal cattolicesimo (e da questo papa in particolare) non possano che nascere posizioni dogmatiche e antiscientifiche. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Pregiudizio infondato: questo non lo sapranno i bambini, ma tutti quelli che con un po’ di lealtà hanno studiato la storia culturale dell’Europa e con onestà intellettuale ascoltano le parole di questo papa. Un papa che scende, senza timori di sorta, nell’agone politico e culturale. Un papa che non ha paura di esprimere e verificare i suoi ideali, come aveva fatto, peraltro, il suo predecessore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Un papa, insomma, che più di altri esemplifica ciò che l’Università dovrebbe essere. Il cattolicesimo italiano (spesso culturalmente invisibile proprio nelle scuole e nelle università) dovrebbe guardarlo con più attenzione. Imparerebbe anche a reagire: partendo dalle ragioni e non più dall’indignazione reattiva, che è motore politico di ben altre ideologie che tanto danno hanno fatto alla Chiesa stessa&lt;i style=""&gt;. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pino Suriano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6308473798898561894?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6308473798898561894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6308473798898561894&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6308473798898561894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6308473798898561894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2008/01/il-papa-della-ragione.html' title='Il papa della Ragione'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-1714760684297367316</id><published>2007-12-26T09:47:00.000-08:00</published><updated>2008-12-12T14:58:15.371-08:00</updated><title type='text'>Ebbene sì....</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R3KT8cF-McI/AAAAAAAAAYA/B7wJFxmGAVg/s1600-h/Blog.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5148339990580572610" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R3KT8cF-McI/AAAAAAAAAYA/B7wJFxmGAVg/s320/Blog.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Quello di sesso maschile sono io!!!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-1714760684297367316?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/1714760684297367316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=1714760684297367316&amp;isPopup=true' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1714760684297367316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/1714760684297367316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2007/12/ebbene-s.html' title='Ebbene sì....'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R3KT8cF-McI/AAAAAAAAAYA/B7wJFxmGAVg/s72-c/Blog.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-4344099238663342254</id><published>2007-12-20T13:05:00.000-08:00</published><updated>2008-12-12T14:58:15.612-08:00</updated><title type='text'>Se una cosa è bella è bella!!!</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; e mene frego della coerenza!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che palle... Tutti i "blogghisti" (va bene fare gli inglesi... ma non troppo), hanno postato le foto delle proprie città innevate. E io ho blaterato cose del genere: "Che scontato. Un pò di neve e subito sul blog. Tutto fa post".&lt;br /&gt;Poi Rocco Toscano mi ha mandato un paio di foto: "Rotondella sotto la neve"... il mio paese (ancora per tre giorni...) Troppo belle: dovevo mostrarle a tutti. Eccone una... Le altre sono &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.flickr.com/photos/pinosuriano/"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2rVyMF-MbI/AAAAAAAAAX0/NTcJk2flEiM/s1600-h/Rotondella+innevata+due.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 330px; height: 247px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2rVyMF-MbI/AAAAAAAAAX0/NTcJk2flEiM/s320/Rotondella+innevata+due.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146160582440661426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Insomma, ho deciso di essere scontato anch'io!! Se una cosa è bella non temiamo di essere incoerenti! P.S. Sulla neve a Rotondella c'è anche un bellissimo video di &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.mensony.splinder.com/"&gt;Mensony&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt; Lo trovate &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=83FpT8jUVIU&amp;amp;sdig=1"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;qui&lt;/span&gt;!&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-4344099238663342254?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/4344099238663342254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=4344099238663342254&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4344099238663342254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/4344099238663342254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2007/12/se-una-cosa-bella-bella.html' title='Se una cosa è bella è bella!!!'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2rVyMF-MbI/AAAAAAAAAX0/NTcJk2flEiM/s72-c/Rotondella+innevata+due.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-8175666219273637773</id><published>2007-12-14T10:12:00.000-08:00</published><updated>2008-12-12T14:58:16.548-08:00</updated><title type='text'>E tu...che facce vuoi da grande???</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La scelta è possibile! Ancora per un pò....&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GIANNI AGNELLI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2LNx8F-MRI/AAAAAAAAAWk/vnr5gXGSEAc/s1600-h/Agnelli+falsa+gioia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2LNx8F-MRI/AAAAAAAAAWk/vnr5gXGSEAc/s320/Agnelli+falsa+gioia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143899982238986514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Falso sorriso!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2LPB8F-MSI/AAAAAAAAAWs/nmPywJYNT98/s1600-h/Gianni+Agnelli.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 214px; height: 143px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2LPB8F-MSI/AAAAAAAAAWs/nmPywJYNT98/s320/Gianni+Agnelli.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143901356628521250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Tristezza vera!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ENZO BIAGI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2LQeMF-MUI/AAAAAAAAAW8/nvmPa1jNlrA/s1600-h/enzo+biagi+falsa+gioia.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2LQeMF-MUI/AAAAAAAAAW8/nvmPa1jNlrA/s320/enzo+biagi+falsa+gioia.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143902941471453506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Falso sorriso!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2LTB8F-MVI/AAAAAAAAAXE/2uZjq8Q_VRc/s1600-h/Enzo+Biagi+due.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 148px; height: 180px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2LTB8F-MVI/AAAAAAAAAXE/2uZjq8Q_VRc/s320/Enzo+Biagi+due.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143905754675032402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tristezza vera!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2LT9sF-MZI/AAAAAAAAAXk/Zj-NNhCsVhk/s1600-h/Madre+Teresa+di+Calcutta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 150px; height: 169px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2LT9sF-MZI/AAAAAAAAAXk/Zj-NNhCsVhk/s320/Madre+Teresa+di+Calcutta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143906781172216210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Falso sorriso&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;L&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;e foto sono prelevate dalla rete. Qualunque proprietario dei diritti può chiederne l'immediata&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cancellazione dal blog.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-8175666219273637773?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/8175666219273637773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=8175666219273637773&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8175666219273637773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/8175666219273637773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2007/12/e-tuche-faccia-vuoi-da-grande.html' title='E tu...che facce vuoi da grande???'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2LNx8F-MRI/AAAAAAAAAWk/vnr5gXGSEAc/s72-c/Agnelli+falsa+gioia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-389732078594548969</id><published>2007-12-12T14:27:00.000-08:00</published><updated>2007-12-12T14:49:08.628-08:00</updated><title type='text'>"Parlo di tutto ma non di me"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Per capire il post su Biagi e Pasolini  &lt;/span&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:9;"  &gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Un fatto scolastico che mi è stato riferito di recente può chiarire meglio i&lt;a href="http://pinosuriano.blogspot.com/2007/12/scusate-si-pu-parlar-male-di-enzo-biagi.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l post precedente su Enzo Biagi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Anche perché i timori di Pasolini a molti sono sembrati eccessivi. E invece no!!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;In classe il professore assegna una traccia: “&lt;i&gt;Parla della tua scuola. Cosa va e cosa non va”. &lt;/i&gt;Un alunno insorge: “&lt;i&gt;Ma che traccia è questa? Che devo scrivere su questo?”. &lt;/i&gt;E il prof: “ &lt;i&gt;E per fornirti argomenti quale traccia ti avrei dovuto dare?” &lt;/i&gt;L’alunno: &lt;i&gt;“Magari una sul razzismo, o sull’integrazione. Su quelle cose ho sempre tanto da dire. Ma non su di me”. &lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Ecco il frutto che temeva (e che già leggeva) Pasolini: i “valori giusti” iniettati dalle cattedre e dalle televisioni. Una generazione (sfortunata!) che avrebbe saputo parlare bene di tutto ma non di sé. Eccola la cultura costruita dalla televisione di Biagi. Piena di valori e belle parole. Ma in fondo tanto, tanto vuota. E la colpa non è certo dei ragazzi. A buon intenditor poche parole!!!&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-389732078594548969?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/389732078594548969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=389732078594548969&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/389732078594548969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/389732078594548969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2007/12/parolo-di-tutto-ma-non-di-me.html' title='&quot;Parlo di tutto ma non di me&quot;'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-6191573511027207843</id><published>2007-12-12T14:09:00.000-08:00</published><updated>2008-12-12T14:58:16.736-08:00</updated><title type='text'>Scusate, si può parlar male di Enzo Biagi?</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;P&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;erchè non tutti i "giusti" sono uguali.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;          &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2BceKc2WhI/AAAAAAAAAVU/OCYgEk65Ir4/s1600-h/enzo+biagi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 138px; height: 199px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2BceKc2WhI/AAAAAAAAAVU/OCYgEk65Ir4/s320/enzo+biagi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143212447728294418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nei giorni delle “celebrazioni” per la morte di Biagi ho fatto un giro in rete per conoscere le gesta del presunto eroe e mi sono imbattuto, tra le altre cose, nella famosa intervista a Pasolini (che consiglio di guardare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=A3ACSmZTejQ"&gt;qui&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;prima di leggere). A un certo punto mi ha folgorato una frase di PPP.&lt;i style=""&gt;“Le parole che cadono dal video cadono sempre dall'alto, &lt;b style=""&gt;anche le più democratiche, anche le più sincere&lt;/b&gt;”&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Pazzesco! Capite cosa ha detto Pasolini a Biagi?? Che puoi dire anche le cose più belle e giuste, ma se le dici da un luogo di potere, dall’alto verso il basso (&lt;st1:personname productid="la Tv" st="on"&gt;la Tv&lt;/st1:personname&gt; come una cattedra), se davvero non entri in&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; rapporto con la gente a cui parli, non cambierai mai veramente nulla. Questo Enzo Biagi non lo accetta. Non può accettarlo. Lui ha sempre fatto così. E’ stimato per questa lealtà, questa passione al “Fatto vero”. Tutti (tranne il nemico Berlusconi) gli hanno sempre detto che era bravo proprio per questo!!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Pasolini, invece, sta insinuando che tutto questo, forse, non serve proprio a un bel niente. E Biagi comincia a infastidirsi, a difendere “la sua cattedra”, a togliere la parola a Pasolini e tradurre (sbagliando) il suo pensiero, a etichettarlo come "solitario" e così via. Insomma, comincia a fare il giornalista di potere alla Santoro o alla Emilio Fede (che non sono poi tanto diversi). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Ma Pasolini viaggia su un'altra dimensione. Fa l’ipotesi che nell’uomo (e perciò nel popolo) ci sia qualcosa di grande che va chiamato in gioco, interrogato e “stuzzicato”. E’ la sua capacità di riconoscere il bene da protagonista, la sua capacità critica, diciamo pure il suo “cuore”. E sa bene che “i Biagi” delle otto di sera, quelli che ti ripetono chi sono i buoni e i cattivi, che ripropongono a nausea i valori della civiltà e della costituzione, in fondo non fanno altro che spingere parole e pensieri nel cuore della gente. In fondo ne violentano la capacità critica. Certo: è solo la mia parafrasi del “Pasolinpensiero”, ma di sicuro lo sto forzando meno di quanto Biagi non faccia in trasmissione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;In tutto questo mi (e vi) faccio una domanda: oggi hanno lodato il senso di giustizia di Biagi proprio quelli che hanno lodato (o avrebbero lodato) il senso di giustizia di Pasolini. Ma quanti sanno veramente capire la differenza???&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:9;"  &gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;P.S. Con questo post ho espresso quello che avevo già detto &lt;a href="http://pinosuriano.blogspot.com/2007/10/lorgoglio-borghese-del-signor-enzo.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;qui&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;, &lt;a href="http://pinosuriano.blogspot.com/2007/12/da-pasolini-travaglio-litalia-che-torna.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;qui&lt;/span&gt;. &lt;/a&gt;E forse anche &lt;a href="http://pinosuriano.blogspot.com/2007/09/quel-che-nasce-da-un-vaffa.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;qui &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;e &lt;a href="http://pinosuriano.blogspot.com/2007/10/i-bamboccioni-nascono-nelle-aule-di.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;qui&lt;/span&gt;. &lt;/a&gt;Dico sempre la solita? Sì!!! Chi può (e vuole) capire capisca.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-6191573511027207843?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/6191573511027207843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4262872495817625833&amp;postID=6191573511027207843&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6191573511027207843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4262872495817625833/posts/default/6191573511027207843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pinosuriano.blogspot.com/2007/12/scusate-si-pu-parlar-male-di-enzo-biagi.html' title='Scusate, si può parlar male di Enzo Biagi?'/><author><name>pinosuriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14972822599499014742</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/ScIs_GS6DNI/AAAAAAAAA7E/wszXyFUsFvc/S220/pino+blogger.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-iyqy4xSbGE/R2BceKc2WhI/AAAAAAAAAVU/OCYgEk65Ir4/s72-c/enzo+biagi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4262872495817625833.post-4995706087541938243</id><published>2007-12-11T07:49:00.000-08:00</published><updated>2007-12-11T07:51:53.435-08:00</updated><title type='text'>Ferie matrimoniali</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questo blog non muore!&lt;/span&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;I miei visitatori si saranno spaventati. E infatti sono anche diminuiti. Troppo silenzio fa pensare che il blog sia morto. Ma non è così! Questo blog non è morto. Anzi, questo blog non muore. I miei impegni per l’organizzazione del Grande Evento (23 dicembre) mi hanno tenuto lontano dal Pc. Ma ho continuato a leggere i blog degli altri e a guardare il mondo. E non so perché (anzi lo so) i “buoni” continuano a farmi arrabbiare sempre più dei cattivi (leggete sotto). Naturalmente ci ho pensato solo ora. Che mi costava mettere un post di avviso??? Va bò…&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sono fatto così!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4262872495817625833-4995706087541938243?l=pinosuriano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pinosuriano.blogspot.com/feeds/4995706087541938243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/commen
